I segreti del Duomo. Domenica in 500 nei sottotetti
di Luigi Angelino
Si è tenuta mercoledì, nel palazzo vescovile, la conferenza stampa di presentazione del nuovo percorso archeologico della Cattedrale, ultimo atto della realtà museale denominata “Sacrestia Aperta”, nell’ambito del grande progetto “Città e Cattedrali” nato nel 2005 per promuovere un circuito culturale tra le diciotto cattedrali del Piemonte e della Valle d’Aosta.
Le opere, ha ricordato don Renato Dalla Costa, responsabile diocesano benni culturali, sono state finanziate da Arcus (Società per lo sviluppo dell’arte e della cultura , amministratore unico l’ambasciatore Ludovico Ortona, vedi intervento finale) con 489 mila euro e appaltate direttamente dal Ministero Beni Culturali su progetto degli architetti Raffaella Rolfo e Stefano Martelli, della restauratrice Maria Grazia Ferrari, dell’ing. Giuseppe Volante (per le strutture) e di Marco Palandella per l’illuminazione.
Lo scopo, per noi perfettamente riuscito, è stato quello di restituire ai casalesi i particolari architettonici medievali dell’antica basilica dall’abside all’atrio.
Si è detto soddisfatto della conclusione dei lavori il vescovo Alceste Catella, che ha ringraziato tutti i collaboratori e ha sottolineato l’importanza della scoperta con l’intento di non musealizzare le opere, ma di far conoscere la storia dell’edificio attraverso “un itinerario bello e istruttivo”. E’ seguita per i giornalisti la visita in anteprima dei sottotetti, a partire dalla scala costruita nel deambulatorio dall’arch. Arborio Mella. Salendo di un piano si può ammirare la struttura muraria dell’abside medievale con una bella monofora liberata dal pesante intonaco ottocentesco.
Altri scalini e siamo all’ingresso della loggia dell’abside che a sua volte introduce il vero e proprio percorso archeologico.
L’illuminazione a led a basso consumo di energia impreziosisce gli elementi architettonici che si possono ammirare su una comoda passerella metallica che si snoda per oltre ottanta metri.
Scopriamo così gli archetti pensili della navata centrale, uno con due colombe scolpite, le decorazioni forse appartenute all’antica cappella Gambera e la splendida bifora del transetto liberata dal serramento ottocentesco.
E quando il percorso sembra giunto a conclusione il visitatore è chiamato ad immergersi nelle viscere del Medioevo, prima il terrazzino con le antiche finestre che si affacciano sulla tortuosa via Sant’Evasio, poi scendendo una stretta scala ricavata nello spessore del muro si raggiungono i sottostanti matronei (dove possiamo osservare da vicino i rifacimenti e le parti originali) e la lunga galleria con uno splendido colpo d’occhio sulle belle volte ad archi incrociati del nartece e (in alto) sulla scultura della cerva riportata alla luce dai restauri dell’atrio. La scala a chiocciola scavata all’interno del campanile di facciata riporta il visitatore nell’atrio dove si conclude la visita. Emozionante.
L’inaugurazione del percorso archeologico (ad invito) si terrà venerdì alle ore 17 presso la cappella di Sant’Evasio. Previste le presenze, oltre che del vescovo e di don Dalla Costa, di don Valerio Pennasso, responsabile regionale dell’ufficio religioso beni culturali, dell’assessore regionale Riccardo Molinari e dei responsabilli delle Soprintendenze Mario Turetta, Luisa Papotti, Egle Micheletto ed Edith Gabrielli.
Domenica 19 maggio, dalle ore 14.30 alle 18 sono state organizzate visite guidate gratuite a cui hanno partecipato ben 500 visitatori, assistiti da uno staff di dodici persone.
Nei giorni successivi previste visite a richiesta.
PER SAPERNE DI PIU'
ORTONA PER L’ARCUS - «Sono particolarmente lieto - ci dichiara l'ambasciatore Ludovico Ortona (Arcus) - di questo intervento realizzato a Casale, città per la quale nutro sentimenti di profondo affetto. La realizzazione del percorso 'sacrestia aperta' si inquadra in un più ampio intervento di co-finanziamento che ha coinvolto Arcus in maniera rilevante, con 6,7 milioni di euro complessivi a favore del progetto 'Città e Cattedrali'.
Un grande progetto di valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico e dell’area regionale del Piemonte e della Valle d’Aosta, essenziale per la tutela di edifici di eccezionale interesse storico-artistico, ma anche per la creazione di un sistema territoriale esteso, capace di coinvolgere in molti modi diversi tutte le realtà locali: un vero bacino culturale».
CON TRE LAMPADINE....Tutti i dispositivi collocati lungo il percorso dei sottotetti sono stati concepiti anche con l’obiettivo di contenere i consumi di energia e gli interventi manutentivi. Pertanto la scelta è caduta su sorgenti di luce a led opportunamente regolabili impiegando una potenza elettrica pari a quella di sole tre vecchie lampadine ad incadescenza. Il tutto dice Marco Palandella (pontesturese, lighting designer): “operando come se fossi in un Museo”.
SACRESTIA APERTA -Il progetto entra nell’ambito di Sacrestia aperta, iniziato una dozzina di anni fa in seguito alla riscoperta dell’atrio medievale (meglio conosciuto come nartece). Lavori di restauro fortemente voluti dal compianto vescovo Germano Zaccheo, già allora affiancato da don Renato Dalla Costa.
L’obiettivo finale era quello di rendere visibile l’intimo legame tra l’atrio e le fasi costruttive della chiesa ancora ben visibili nel percorso archeologico dei sottotetti della Cattedrale evasiana.