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Intervento di Federico Nardi

«Le cardiologie di Piemonte e Valle d’Aosta in allerta ma resistono al Coronavirus»

La convention annuale regionale ANMCO

«Durante il periodo COVID abbiamo assistito a una riduzione dell’accesso alle cure da parte di pazienti cardiologici. Da un recente documento delle cardiologie piemontesi si evince una riduzione di circa il 50% delle coronarografie e delle angioplastiche per i pazienti affetti da Infarto Miocardico che non si sono recati negli ospedali per la paura di ammalarsi di COVID. Un dato allarmante, considerata la certa ed elevatissima probabilità di decesso di tali pazienti qualora non trattati, rispetto al tasso di mortalità dei pazienti COVID. Infatti, dallo studio pubblicato su International Journal of Cardiology, un noto giornale scientifico americano, si legge che nei mesi di marzo-aprile 2020 sono state effettuate in Piemonte 1782 coronarografie e 1106 angioplastiche rispetto allo stesso periodo del 2019 in cui furono effettuate 3460 coronarografie e 2038 angioplastiche». Questi alcuni dei contenuti trattati alla convention annuale regionale ANMCO, Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri, diretta dal prof. Nardi, candidato alla presidenza nazionale di ANMCO. Il congresso si tiene il 1° e il 15 ottobre in modalità webinar, con i massimi esperti della cardiologia e dello scompenso cardiaco.

«Durante il periodo Covid le cardiologie di Piemonte e Valle d’Aosta sono state vicine ai pazienti e li hanno assistiti grazie anche alla telemedicina, con il supporto della nostra Regione Piemonte che è stata pioniera nel credere all’importanza della stessa telemedicina per il bene dei nostri pazienti. Tuttavia le regioni possono ancora migliorare e in questo senso dalla survey dei cardiologi piemontesi emerge la necessità di creare una rete che permetta di unire e rendere più appropriati i percorsi dei pazienti, favorendone l’aderenza e la persistenza dei pazienti alle terapie» dichiara Federico Nardi, direttore Sanitario ASL di Alessandria, cardiologo, che sottolinea inoltre l’importanza di «favorire le terapie innovative dello scompenso cardiaco direttamente in reparto durante il ricovero, per migliorare la titolazione ed aderenza alle terapie. Risulta necessario incrementare gli ambulatori di secondo livello dedicati alle patologie che si cronicizzano tipo:  scompenso cardiaco, dislipidemie, aritmie, cardiopatie ischemiche croniche, investire in una co-gestione tra ospedale e territorio, migliorare l’accesso alla diagnostica e i costi in fase post-Covid». 

In questi mesi l’approccio al paziente cardiologico, in relazione a quanto previsto dalle linee guida europee rapportate al Covid-19, «ha visto un adattamento rispetto alle più attuali problematiche nei confronti sia di pazienti affetti da malattie cardiovascolari sia di pazienti cardiopatici affetti da Covid. Obiettivo della creazione di una rete delle cardiologie è potenziare i reparti e aumentare gli ambulatori dedicati sul territorio, dato che attualmente la gestione e l’assistenza terapeutica del paziente, ovvero la titolazione, è demandata ai pochi ambulatori presenti. Inoltre la terapia, per quasi il 38% dei pazienti, viene demandata ai medici di medicina generale».

Il Congresso «quindi è l’occasione per richiamare l'attenzione di tutti i professionisti specializzati nella cura del cuore sulle rilevanti interazioni tra infezioni da virus respiratori o altri agenti patogeni e rischio cardiovascolare. L’impatto che ha avuto il Covid nella gestione delle patologie cardiovascolari acute e croniche e la risposta delle cardiologie del territorio durante il lockdown, con la presentazione di casi clinici e nuovi approcci terapeutici che permettano il miglioramento della qualità della vita dei pazienti e la loro gestione a distanza e in totale sicurezza, è oggetto della seconda giornata di formazione che approfondisce le opportunità delle terapie innovative dello scompenso cardiaco in reparto e in ambulatorio all’epoca del Covid-19 e post Covid-19, con l’intervento di Federico Nardi».

 


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