Difendiamo i paesi e poi pensiamo al Po! No alle casse di laminazione, sì invece al disalveo controllato
di Pier Luigi Buscaiolo
Con la realizzazione di una nuova campata del ponte stradale del Po a Casale e gli interventi di disalveo sempre in questo tratto di fiume, è naturale immaginare che, quando si verificherà un'altra piena, ad avere la peggio saranno i territori a valle della città.
Nessun allarmismo e neppure una novità: è la semplice legge dell'idraulica. Se prima il ponte faceva in qualche modo da tappo ora l'acqua scorrerà in maggiore quantità e, tenuto conto dei lavori di arginatura, con maggiore velocità.
Ad essere fortemente preoccupati di questa situazione sono i paesi che si trovano immediatamente a valle (a monte ci sono altri e, per un certo verso, simili problemi) che si trovano obbligati a chiedere la messa in sicurezza dei territori per non dover assistere inermi ad un'altra emergenza dopo quella dell'alluvione del 2000.
Sulla questione interviene il sen. Angelo Muzio, vice sindaco di Frassineto Po e consigliere della Provincia di Alessandria: «Sono passati sette anni dall'alluvione dell'ottobre 2000 e dopo i lavori di prima fase, che sono ancora da completare, si sta ragionando sulla seconda fase. La Regione e l'Autorità di Bacino in primis ci hanno dato 40 giorni per esprimere i giudizi sulla programmazione di interventi sul territorio tra cui figurano le casse di laminazione. Il termine sta per scadere a fine luglio. Un periodo troppo breve che si traduce in una situazione paradossale: in parole povere o accettiamo questi interventi oppure la colpa, se succede un'altra calamità, ricadrà sui Comuni. Ebbene nessuno rifiuta a priori la programmazione ma per esprimere un giudizio sulla programmazione e sulla progettazione degli interventi ci serve quanto meno una proroga».
gli enti competenti alla messa in sicurezza del territorio propongono l'individuazione di alcuni invasi «in sponda sinistra a Terranova la cassa di laminazione che accolga 10 milioni di metri cubi d'acqua e in sponda destra a Frassineto un'altra che ne accolga 7 milioni. Oltre a queste ne sono state individuate altre a monte di Casale».
Per Muzio nel momento in cui vengono proposte queste soluzioni non si prevedono ulteriori difese: «Non esistono su questa idea di laminazione-contenimento dell'acqua, sia nei territori di Terranova che Frassineto, altri interventi che ci inducano a pensare una maggiore difesa per i nostri Comuni. Tanto che a Terranova viene lasciata la strada statale come confine naturale dell'area di laminazione. È un disastro!».
Ma questo non è tutto: «Vengono anche proposti, ma successivi alle casse di laminazione, interventi di pluricursalità del fiume: in parole povere riaprire le vecchie lanche di Po, chiuse nel corso degli anni, che sono necessarie per dare un migliore deflusso della acque. Ripeto sono interventi necessari ma sono previsti successivamente alle casse di esondazione».
«Ma suma mat dabon! - sbotta Muzio - prima si fanno gli invasi e poi gli interventi di cursalità? Secondo me siamo pazzi. Questi interventi dovrebbero essere fatti prima come il disalveo relativo al materiale sovralluvionato e mal distribuito: insomma va tolto dove va tolto e lasciato dove bisogna lasciarlo. Sto parlando di una movimentazione di 10 milioni di metri cubi di terra: un intervento importante che va previsto come iniziativa primaria e non succedanea».
Tra tutti questi lavori c'è anche la richiesta dell'allungamento di un chilometro dell'argine tra Frassineto e Casale: infatti subito dopo la Pioppicoltura non esiste sistema arginale se non il dislivello del piano di campagna che ha la funzione di difesa naturale.
Riassumendo sono tre, quindi, le proposte del senatore: una proroga sui tempi per discutere meglio la progettazione delle opere di messa in sicurezza; lo spostamento come primari, nella programmazione dei lavori, gli interventi previsti in coda e quindi realizzando da subito l'apertura di nuovi canali in particolare alla confluenza Po-Sesia; dopo questi interventi rifare un modello matematico che provi la necessarietà delle casse di laminazione che solo a quel punto si andrà a discutere.