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Musical: la storia di un'azienda diventa storia di tutti

Sembra una impresa impossibile raccontare la storia di una azienda in modo coinvolgente attraverso uno spettacolo di musica, canzoni e teatro. Le dinamiche imprenditoriali di solito non si prestano molto a trasformarsi in un musical. Ci è riuscito invece il Gruppo Stat che giovedì 26 novembre ha festeggiato al Teatro Municipale i 90 anni proprio con un incredibile spettacolo che ha divertito le quattrocento persone di pubblico e contemporaneamente è riuscito nell’obiettivo di ripercorrere le tappe fondamentali della vita dell’azienda. In gran parte il connubio ha funzionato proprio perché come hanno ricordato gli attori in scena “La Stat è fatta da persone non da macchine”: migliaia di passeggeri che gli autobus del gruppo trasportano ogni anno e i tanti dipendenti che in 90 anni si sono prodigati perché tutti arrivassero puntuali. La festa dei novant’anni è stata voluta sopratutto per loro: autisti e responsabili dei servizi di Staturismo, Autoticino, Volpi Callero, personale e front office delle agenzie di viaggio che fanno capo al gruppo (a Casale, Genova, Valenza, Mede). Dipendenti in attività e in pensione. Alle ore 20,30 quando si sono aperte le porte del teatro è stato tutto un ritrovarsi di abbracci tra tre generazioni di divise. La loro storia è da oggi anche un libro curato da Luigi Angelino e Alfredo Zavanone con la elegante grafica di Camillo Francia che raccoglie testimonianze ed immagine uniche. UFFICIO POSTALE Quattro di queste immagini sono diventate inoltre cartoline postali che nella serata potevano essere spedita dal Teatro, grazie ad un ufficio postale ‘staccato’ e relativo annullo filatelico che riproduceva il logo Stat. A compiere però materialmente l’incredibile artificio di rendere il lavoro di tanti un percorso creativo ci hanno pensato Maurizio Carandini e Gabriele Stillitano. “Vi faremo ridere, vi commuoveremo, ma soprattutto vi faremo divertire”, recitano i cartelloni degli spettacoli di Broadway, loro ci riescono mischiando la storia dell’azienda con quella con la S maiuscola, senza mai un calo di ritmo. Certo alle loro spalle c’è un cast in grado di sostenere qualsiasi acrobazia scenica. Caterina Deregibus dona voce alla compassata e seria ‘Stat del passato’ e a lei è affidata anche la poetica conclusione. Vittoria Carandini e lo stesso Gabriele Stilitano ballano e cantano ininterrottamente per un’ora insieme ai ragazzi delle compagnie Company Asti e Arkhè danza, ma non basta perché alle loro spalle c’è la solida Beggar’s Farm di Franco Taulino con strumentisti eccezionali rinforzati per l’occasione da una inusuale sezione canora: le voci liriche di Silvia Gavarotti e Gianfranco Cerreto, quella più leggera, ma non meno potente di Bernardo Lanzetti e quella melodica di Francesco Castaldo che, ormai è risaputo, si trova egualmente a suo agio sia come artista che come Prefetto di Alessandria. Ancora alle loro spalle gli spettacolari contributi video di Fotogramma 25 che mischiano immagini di repertorio con belle fotografie e reperti d’epoca tratti dall’archivio Stat. E la fila dei contributi si ferma qui sono perché lo spazio sul palco è terminato altrimenti chissà cosa avrebbero inventato. Da quando Vittoria Carandini entra in scena con un magniloquente strascico bianco (lei incarna La ‘Stat del futuro’) è tutto un susseguirsi di trovate. Gli anni venti e trenta vengono rievocati da un turbinio di canzoni d’antan (da ‘Ho un sassolino in una scarpa ai classici del musical USA), la guerra è rappresentata da una bambina che gioca con modellino di autobus mentre viene sorpresa da un bombardamento e da un energico balletto hip hop. Gli anni della ricostruzione fino ai giorni nostri sono un turbinio di canzoni che coinvolgono il pubblico: si fa il coro su Hey Jude dei Beatles, e Let the Sunshine in. La voce di Lanzetti (ex PFM) firma una emozionante ‘Impressioni di settembre’ e il flauto di Taulino ripercorre la Bourree di Bach nella versione di Jethro Tull. In totale una ventina di canzoni, dieci numeri di danza, almeno 5 cambi di costumi. Davvero impressionante per uno spettacolo pensato per una ‘prima e unica’ rappresentazione. AUTORITA' E PREFETTO MUSICISTA Il parterre in sala vede oltre ai tanti amici anche le principali autorità del territorio: citiamo tra gli altri, l’assessore ai trasporti del Piemonte Daniele Borioli,con i consiglieri Filiberti e Botta il presidente della provincia Paolo Filippi con l’assessore ai trasporti Caldone, il sindaco di Casale Giorgio Demezzi, il senatore Lorenzo Piccioni, il comandante dei carabinieri capitano Falco. Tra i nomi storici Alessandro Lazzi, amministratore delegato della omonima società, anche lui come Pia alla terza generazione e al genetliaco (come società di trasporti) al suo 90esimo anniversario. Sugli ultimi applausi salgono sul palco Paolo Pia, Franco Giordano e Francesco Callero a ringraziare pubblicamente tutti i presenti. LA LETTRA DI RUSTICO Ma Pia, amministratore delegato del gruppo, affida la commozione (e il senso della serata) ad una lettera scrittagli pochi giorni fa da Renato Rustico, portiere del Casale Calcio e della Pro Vercelli dal 1945 al 1955. E’ un documento storico toccante in cui la famiglia Pia viene vista dei sedili di un pullman durante lunghe trasferte, su campi di Liguria e Toscana. Prima con Evasio Pia e poi con il giovane Silvio (il padre di Paolo) alla guida su strade incerte e nebbiose come quelle di allora. La serata si conclude con un brindisi nel foyer del teatro (applausi a scena aperta a Pia, Caterina Deregibus e Carandini, ndr.) e soprattutto che con l’impressione che sia scattato il conto alla rovescia per un festeggiamento del centenario persino più in grande. a.a. FOTO. Nel foyer brindisi finale tra Paolo Pia e Caterina Deregibus (alle spalel Franco Giordano e Simona Piccioni Pia); Pia con Lazzi (alla sua destra); il pubblico al Municipale (foto Alberto Angelino)

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Mauro Bardella

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