Articolo »

Sicurezza idraulica

Arretramento argine Consolata sul Po: l’opera si fa entro il 2020

L’eliminazione dello "sperone" costerà 2,9 milioni

Finalmente pare essere la volta buona. L’arretramento dell’argine sulla sponda sinistra del Po, in prossimità della Cascina Consolata, è tato inserito tra i lavori da realizzare nel corso del 2019. Il costo della complessa realizzazione ammonta a 2.900.000 euro. 

Lo stanziamento fa parte dei circa 86 milioni di euro che l’AIPo ha investito per la sicurezza idraulica lungo i fiumi piemontesi di propria competenza (Po e principali affluenti nei tratti arginati) nel triennio 2018-2020, di cui una parte già spesa per interventi di somma urgenza a seguito di eventi critici e la restante per  interventi in corso e programmati.

«Si tratta di lavori importanti che consentono di proteggere gli abitati in caso di eventi alluvionali che con sempre maggior frequenza interessano i nostri territori» commenta il presidente dell’AiPo e assessore alle Opere Pubbliche e Difesa del Suolo della Regione Piemonte Francesco Balocco che ha fatto il punto sullo stato degli interventi con il Direttore AIPo Luigi Mille e i responsabili territoriali del Piemonte.  «Abbiamo cercato di accelerare l’utilizzo delle risorse disponibili avviando i cantieri programmati e completando le progettazioni per consentire l’ultimazione dei lavori entro il 2020, realizzando un grande programma di protezione e messa in sicurezza dei fiumi in tutte le province, partendo da quelli che presentano le situazioni più critiche».

Di arretramento dell’argine della Cascina Consolata se ne parla ormai da nove anni, un’enormità, se si pensa che già all’epoca il Politecnico di Torino, con uno studio effettuato, sosteneva che lo sperone di terra con la Cascina Consolata costituiva un grave pericolo in caso di piena per l’abitato della Nuova Casale. Questo nonostante le opere realizzate  dopo l’alluvione del 2000 finalizzate alla sicurezza. La presenza della Cascina Consolata - sosteneva il Politecnico torinese - avrebbe rappresentato una seria problematica in caso di piena per il formarsi di un imbuto, una strettoia in grado di produrre esondazioni con il conseguente allagamento del quartiere in riva al fiume, la Nuoca Casale appunto.

Ci sono poi circa 200 mila euro da destinare alla manutenzione dell’argine fluviale in località Valmacca.