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Dopo l'ASL Casale perde anche la gestione delle emergenze

Nessun disservizio per il disguido burocratico dei medici del 118, passati in carico secondo le disposizioni della regione all'ASO di Alessandria. Lo afferma il direttore sanitario dell'Asl-AL Gianfranco Ghiazza: «Si è trattato di un un equivoco sulle firme conseguente a una disposizione regionale giunta alle Asl a metà dicembre e che dice che dal 1° di gennaio i medici 118 non sono più dipendenti non delle singole Asl ma della centrale operativa di Alessandria e quindi dell'Aso», l'azienda ospedaliera. «Disposizione alla quale non possiamo che dare corso anche se abbiamo preso accordo per rinviare al 31 gennaio il passaggio effettivo anche dal punto di vista amministrativo». Intanto i medici sembrano intenzionati a presentare un ricorso contro il provvedimento e anche dal punto di vista pratico non è escluso che questo cambiamento comporti alcuni problemi organizzativi. Oltre all'accentramento del servizio e al fato che questo comporterà una ulteriore perdita di funzioni per la sanità locale. Dal punto di vista pratico bisogna infatti considerare che i medici del 118 prestano una parte delle loro attività oltre che sui mezzi di soccorso, anche presso i Dea e che questa deve essere coordinata con tutte le altre attività. La gestione del personale da parte di due direzioni differenti probabilmente comporterà qualche complicazione. Un altro problema – spiega Ghiazza – è che i medici del 118 prestano anche alcune ore extra pagate dall'Asl presso il Dea con forme di contratto libero professionale, oltre a quelli previste dal contratto. Bisognerà capire se sarà possibile con la nuova forma contrattuale e se non si può - per consentire la copertura del Dea - ci siamo attivati per reperire altri sanitari, con un maggior impegno degli interni o incrementando gli organici». Finora il 118 faceva capo al dipartimento di emergenza delle singole Asl e l'accentramento non ha nulla che fare con la creazione dlele Asl provinciali e il passaggio da tre a una sola azienda. La scelta di fondo è di sganciare l' emergenza territoriale dal sistema delle rete degli ospedali – spiega Ghiazza – e dargli autonomia forte. Il sistema 118 diventerebbe così via via centralizzato a livello regionale e dovrebbe occuparsi della emergenza extraospedaliera territoriale e in questo ci sono pro e contro – dice Ghiazza – perché da un lato «il fatto che risulti sganciato potrebbe essere un limite e sarebbe meglio se fosse integrato con il sistema dei Dea degli ospedali, dall'altro l'accentramento porterà a un sistema di trasporti efficace importante per offrire risposte in aree territoriali di riferimento di ospedali periferici».

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Barbara Marini

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