In ricordo di Filippo Mellana: una mostra a San Giovannino (aperta per tutto aprile) e un articolo di Coaloa
L'esposizione sullo statista casalese Filippo Mellana racchiude in realtà due mostre in una: vita, politica, storia di Mellana e riscoperta di San Giovanni Battista, in frazione San Giovannino di Santa Maria del Tempio dove la rassegna è collocata.
Riaperta al pubblico dopo i primi lavori di ristrutturazione e restauro finanziati dalla Fondazione Crt, la piccola chiesa in cui è tumulata la salma di Mellana diventa appunto cornice della mostra fortemente voluta dall'assessorato alla cultura presieduto da Giuliana Bussola e curata da Marta Barbesino.
La rassegna ripercorre attraverso documenti. vicende biografiche, politiche e amministrative dell’illustre casalese.
Mercoledì pomeriggio, a tagliare il nastro dell’inaugurazione, don Massimo Colli Franzone, parroco di Santa Maria del Tempio, che prima ha recitato l’eterno riposo per Mellana.
La chiesa, ha spiegato l’architetto Giusi Novarese che ha seguito la ristrutturazione, venne fondata nel 1685 ma l’attribuzione rimane ignota. Di stile barocco, a pianta ottagonale con lati disuguali e presbiterio rettangolare, presenta come elemento più interessante una cupola affrescata, anche se i disegni necessitano di un radicale intervento di restauro.
Già restaurata invece la facciata, mentre per realizzare le coperture, di primaria importanza per eliminare infiltrazioni e decadimento, si attendono fondi Cei nel mese di ottobre.
Alle spalle dell’altare è collocato un bel dipinto di San Evasio e san Rocco, restaurato sotto la guida di Claudia Rossi.
I lavori che richiede la struttura sono tanti ma ognuno ci mette un po’ del suo meglio. I bambini della scuola primaria di Santa Maria del Tempio hanno preso a cuore la chiesa di San Giovannino e hanno offerto un aiuto prezioso: vendendo lavoretti fatti a mano, hanno ricavato 400 euro ( se si pensa che li hanno guadagnati con decorazioni e oggetti vari è una cifra enorme) serviti per un intervento urgente di recupero sull’affresco di San Giovanni.
Il professor Vincenzo Moretti, presidente della Consulta della Cultura, ha ripercorso i momenti più importanti della vita del Mellana, figlio di ricchi commercianti. La famiglia acquistò Palazzo Gambera, dove lo storico sindaco visse e morì.
Da giovane studiò giurisprudenza a Torino e esercitò a Casale. Si rese protagonista di storici avvenimenti come il congresso agrario; fu parlamentare dal 1861 per ben dodici legislature. Moretti ha evidenziato la forte contrapposizione con Giovanni Lanza e ha ricordato un curioso episodio di rapimento dell’asino di Mellana ad opera dei garibaldini.
La mostra celebra il bicentenario della nascita di Filippo Mellana proponendo documenti, riferimenti, un albero genealogico, immagini, articoli di giornali casalesi ( soprattutto “ Il Carroccio”, che sostenne lo statista in molti momenti della via politica).
La mostra rimarrà aperta fino alla fine di aprile: il sabato dalle 14 alle 16, la domenica dalle 16 alle 18,30. Il mercoledì, su prenotazione, opportunità di visite guidate per le scuole.
Per prenotazioni è possibile chiamare il numero 3405566048.
Lo storico Roberto Coaloa ha recentemente dedicato due saggi sulla
figura di Mellana: il primo è un ampio profilo biografico nel volume edito per i 150 anni dell’Istituto Leardi (il 28 giugno 1858 fu Filippo Mellana, come fondatore e sindaco di Casale, ad inaugurare il celebre istituto), il secondo è un saggio “La classe politica dell’«altro Piemonte» alla vigilia dell’Unità d’Italia”, contenuto nel primo volume edito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, a cura di Valerio Castronovo, “Alessandria dal Risorgimento all’Unità d’Italia”.
Sul tema ecco un articolo di Coaloa.
Filippo Mellana nacque a Casale Monferrato, cantone Montarone, il 7 marzo 1810, da Giovanni Francesco e Vincenza Roncalli. Morì a Casale il 28 novembre 1874. I suoi primi studi sono presso gli Scolopi a Carcare. Si laureò in Giurisprudenza all’università di Torino nel 1834; come altri patrioti del Risorgimento, tra i quali Rattazzi e Pinelli, esercitò l’avvocatura a Casale Monferrato, la città piemontese che nell’Ottocento rappresentò la nuova area dell’élite risorgimentale. Casale, infatti, riebbe da re Carlo Alberto, il Senato con il nome moderno di Corte d’Appello. Il re del regno di Sardegna ristabilì a Casale Monferrato il Senato con l’intenzione di appoggiare la nascente classe politica operante nella periferia dello Stato: nella restaurazione dell’antica Corte d’Appello si deve leggere l’intenzione del sovrano di inviare un segnale politico alla classe dirigente dell’«altro Piemonte», e specialmente alla forte élite degli avvocati. Il re era alla ricerca di consenso per la creazione di una moderna monarchia “consultiva”.
Dopo le concessioni per la libertà di stampa, Mellana e Pinelli furono i protagonisti dell’importante periodico “Il Carroccio”, giornale politico e patriottico stampato a Casale. Mellana, nel 1847, partecipò con Pinelli, Lanza, Valerio e Rattazzi al celebre Congresso agrario, quando nella quinta giornata (3 settembre 1847) fu letta la dichiarazione di Carlo Alberto al conte di Castagneto. Il re scriveva: «Se Dio ci fa la grazia di poter intraprendere la guerra dell’indipendenza, io solo comanderò l’esercito, risoluto di fare per la causa guelfa (italiana) ciò che Sciamil fa contro l’immenso Impero Russo. Quale bel giorno sarà quello, in cui potremo far echeggiare il grido dell’Indipendenza Italiana!»
Mellana, nel marzo1849, assunse la direzione della difesa di Casale, minacciata dal nemico. Ricorda Carlo Pisacane nell’opera “Guerra combattuta in Italia negli anni 1848-49”: «Radetzky ordinò al generale Wimpffen di prendere il comando della brigata Lichtenstein che fronteggiava i lombardi, e di due altre brigate: l’una rimasta a Pavia, l’altra venuta in Lombardia, onde occupare Casale, proteggere le spalle dell’armata ed osservare la strada che mena a Torino per Trino. Wimpffen partì per Candia con due brigate, ed assicurato che la destra della Sesia era sgombra, la passò, ed il giorno 24 all’alba giunto innanzi a Casale intimò la resa alla città».
L’impegno del politico casalese nella guerra si evince dalle “Carte Mellane”, conservate all’Archivio Storico di Casale Monferrato. Segnaliamo un documento del 21 marzo 1849 e una lettera d’incarico del ministro Rattazzi al deputato Mellana, il lasciapassare rilasciato del ministro segretario di Stato per gli Affari dell’Interno Rattazzi, in favore del deputato Filippo Mellana, incaricato di una missione straordinaria, datato Torino, 22 marzo 1849.
Inoltre si trova un documento datato 24 marzo 1849, in cui il ministro della Guerra e Marina Chiodo inviava una lettera al comandante del Castello e Provincia di Casale Solaro, per investire di poteri straordinari il deputato Mellana, incaricato dal ministero di radunare distaccamenti di guardie nazionali a tutti i porti e luoghi di passaggio del Po.
Casale Monferrato, guidata dal sindaco Degiovanni e da Mellana che ignoravano la sconfitta di Novara, si era opposta - con la Guardia nazionale e con i pochi soldati del presidio – agli austriaci. Inoltre, al ritiro degli assedianti avvertiti della cessazione delle ostilità, ebbe successo persino una sortita a difesa del ponte sul Po. Nell’atroce sconforto della disfatta del re a Novara e di quella delle armi democratiche in tutta l’Italia, la resistenza di Casale aveva in qualche modo salvato l’onore piemontese e costituiva un monito contro la pax asburgica che stava per schiacciare Brescia (2 aprile 1849) e Venezia (24 agosto 1849). Al parlamento subalpino, nella tornata del 26 marzo 1849, Mellana osservò: «Al momento che ardeva il primo attacco fra gli Austriaci ed il forte di Casale, re Carlo Alberto attraversava il fiume Po in vicinanza della città, sul porto di Pontestura. Fu riconosciuto da una scorta avanzata della nostra guardia casalese, la quale, addimandata dal Re del forte cannoneggiare, rispose: che era la città di Casale che rispondeva all’aggressore austriaco, e che essa era disposta a farsi ridurre in cenere per l’italiana indipendenza e pel Re che la propugnava. Il Re, commosso strinse la mano al milite; era, o signori, il Re, che aveva rinunziato alla corona, piuttosto che macchiarla. (Bravo! Bravo!) Il milite, ancora commosso, narrava l’occorsogli caso al municipio, ed il municipio giurava, che avrebbe fatto ogni opera sua per rendersi degno del Re magnanimo e generoso. (Bravo! Applausi prolungati).»
Al parlamento subalpino, Mellana fu eletto deputato per il collegio di Casale, che mantenne fino alla XII Legislatura. Entrò nella cosiddetta “Sinistra Storica”, il gruppo capeggiato da Rattazzi, al quale fu sempre fedele, anche durante il “connubio” con Cavour. Votò nel 1860 contro la cessione di Nizza e Savoia alla Francia, e nel 1864 contro la Convenzione di settembre, che portò la capitale del Regno da Torino a Firenze.
Il contributo politico di Mellana è importante anche a livello locale: dal 25 febbraio 1856 all’8 luglio 1858 è sindaco di Casale. Il 12 giugno 1856, Mellana, a testimonianza del grande impegno profuso nel progetto ferroviario, tenne una dettagliata relazione al consiglio comunale: «Credo che pei corpi morali l’inazione sia morte. Credo che il miglior modo di promuovere i benefici morali, sia quello di far sentire alle popolazioni anche quelli materiali». A Mellana si deve la costruzione del principale canale di irrigazione dell’agro casalese (canale Lanza) e di quello che, in seguito, preso il suo nome.
Gli interventi di Mellana sulle varie associazioni della città sono vari, ma l’aspetto più rilevante della sua attività amministrativa è la pubblica istruzione. Mellana fa costruire nuove scuole nei quartieri di periferia e il 28 giugno 1858 inaugura l’Istituto Leardi. L’apertura dell’istituto, che si occupa dell’insegnamento delle scienze fisiche ed economiche, del commercio e dell’agricoltura, a beneficio specialmente dei giovani appartenenti alle classi meno agiate, è l’opera cui Mellana dà la sua massima collaborazione. Sede dell’istituto è il prestigioso palazzo della famiglia Leardi, ma è per merito di Mellana che si operò ad un adattamento dei locali per l’utilizzo scolastico. Sempre a lui si deve la stesura del regolamento amministrativo, e il merito d’aver affidato l’incarico di studiare l’ordinamento didattico dell’Istituto a Ferdinando Pio Rosellini (fratello d’Ippolito e amico del celebre viaggiatore Carlo Vidua, cugino di Clara e Luigi Leardi). Il testamento di Mellana è una prova della sua passione per l’istituto.
A Casale, in via Mellana, una targa ricorda il politico nel palazzo di famiglia; nei giardini pubblici si trova il monumento di Giacomo Ginotti a Mellana, inaugurato nell’ottobre 1887 insieme a quelli di Lanza e Rattazzi. Ricco di memorie su Mellana è l’Istituto “Leardi”. Un busto, che ben caratterizza l’aspetto eccentrico di Mellana, opera di Gaspare Galeazzi, è al Museo Civico.