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  • 04 aprile 2026
  • Casale Monferrato

Con Red Bull Racing

Pietro Sansone, ingegnere nel "circus" della Formula 1

Casalese classe 1998

Pietro Sansone. Classe 1998, ha frequentato le scuole a Casale

Ci sono sogni che nascono tra il rumore di un motore smontato in garage e i banchi di scuola della propria città. È il caso di Pietro Sansone, casalese classe 1998, che ha saputo trasformare una viscerale curiosità adolescenziale in una carriera nell’élite del motorsport mondiale.

Il suo percorso formativo inizia dalla scuola media “Andrea Trevigi” «trascorrevo gran parte del mio tempo libero a smontare e rimontare moto e motorini», passando per il Liceo Scientifico Palli, fino alla laurea in ingegneria meccanica al Politecnico di Torino.  

In questa intervista, Pietro ci racconta come la passione per il motocross ereditata dal padre e la dedizione accademica lo abbiano portato a “vestire” i colori della Red Bull Racing, scuderia di riferimento nel circus globale della Formula 1.

Ingegneria e Formula 1 come vanno d’accordo?
Ingegneria e Formula 1 vanno incredibilmente d’accordo, direi che sono quasi inseparabili. La Formula 1 è, prima di tutto, un laboratorio di ingegneria ad altissimo livello: ogni monoposto nasce da progettazione, simulazione e ricerca continua. È proprio questa spinta costante al miglioramento che rende la Formula 1 così unica: senza ingegneria, semplicemente, non esisterebbe.

Quali sono i segreti per vincere un campionato mondiale? Scuderia, tecnici e piloti. Come si sviluppano i rapporti interni?
Vincere un campionato mondiale di Formula 1 è il risultato di una combinazione perfetta di fattori. Serve una squadra affiatata che lavori in sintonia. Inoltre, con il numero di gare in calendario, il team di pista trascorre più tempo insieme che con le proprie famiglie, quindi è fondamentale avere una buona chimica. La macchina deve essere sempre al massimo, con innovazioni continue per mantenere un vantaggio competitivo. Non meno importante è la gestione mentale: la pressione è enorme e la capacità di rimanere lucidi e imparare dai propri errori è cruciale. Infine, una strategia vincente, fatta di decisioni rapide e precise al momento giusto, è ciò che può fare davvero la differenza. 

Come agisci su meccanica, elettronica e aerodinamicità della vettura?
Essendo ingegnere motorista lavoro esclusivamente allo sviluppo del motore, o meglio della “Power Unit” (termine inglese che si riferisce all’insieme di motore elettrico e termico). Mi occupo principalmente di effettuare test ai banchi prova e supportare le attività di pista durante le gare e i test.

L’inizio di stagione. Come si sta comportando Red Bull?
Questa stagione è davvero speciale, essendo il primo anno in cui Red Bull corre con un motore sviluppato completamente in casa. Dopo anni di lavoro e sviluppo, finalmente il motore scende in pista, e vedere come si comporta in gara, confrontandosi con tutti gli altri team, è qualcosa di indescrivibile. È l’emozione di vedere il risultato di tanto impegno prendere vita durante una competizione.

Come mantieni i rapporti con il Monferrato?
Le mie radici e i miei affetti sono qui, e anche se il tempo per tornare è sempre poco, cerco sempre di farlo, anche solo per un weekend (portando via qualche chilo di agnolotti). Sono profondamente legato al mio Monferrato e mi piace condividerlo, anche con i miei colleghi in Regno Unito. Infatti, in questi anni, ho convinto molti di loro a trascorrere un weekend qui, e tutti sono rimasti entusiasti dell’esperienza.


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