Stranieri in fuga dalla clandestinità. Le novità del "decreto flussi"
di Luciana Corino
Sono stati numerosi gli stranieri che lunedì 19 e martedì 20 novembre hanno partecipato, presso l’Istituto Comprensivo “Francesco Negri”, ai tre incontri organizzati dal sindacalista Claudio Debetto, responsabile alla CISL di uno sportello per l’informazione degli immigrati. Si è trattato soprattutto di persone giunte da poco in Italia dal Nord Africa, dall’Est Europa e dal Sud America, che frequentano i corsi di alfabetizzazione statati organizzati alla scuola e devono trovare la soluzione per la loro situazione di clandestini. Ma hanno aderito per conto di parenti e conoscenti anche cittadini già naturalizzati o datori di lavoro interessati al problema. Lo scopo dei tre convegni era dare informazioni sulle modalità di partecipazione alla regolamentazione del “decreto flussi 2007”. Era presente anche Maria Piera Grandi una delle docenti che seguono gli stranieri nell’apprendimento della lingua italiana. La novità di quest’anno è la modifica del sistema per la presentazione delle domande con l’eliminazione dell’obbligo postale che l’anno scorso aveva provocato lunghe e disumane code agli sportelli. La modulistica necessaria si può reperire on line nel sito Internet del Ministero degli Interni e qui deve essere rispedita dopo l’opportuna compilazione, per ottenere dallo Sportello Unico competente il nulla osta, fondamentale, come ha spiegato Debetto, per il conseguimento del visto di ingresso in Italia, la “visa” come dicono tanti. Viene rilasciato dalle Ambasciate italiane nei vari Paesi di origine e quindi se lo straniero è già in Italia deve ritornare in patria. Ottenuta la “visa” il lavoratore e l’ imprenditore possono firmare in Prefettura il “contratto di soggiorno” che sancisce il permesso per lo straniero di risiedere in Italia per lavoro. I posti di lavoro disponibili previsti dal decreto 2007 sono 170.000 divisi in tre quote. La prima di 47100 incarichi è riservata ai cittadini delle nazioni che hanno firmato accordi per regolamentare i flussi migratori: Albania, Algeria, Bangladesh, Egitto, Filippine, Ghana, Marocco, Moldavia, Nigeria, Pakistan, Senegal, Somalia, Sri Lanka, Tunisia. Le richieste di nulla osta appartenenti a questa sezione potranno essere inviate al Ministero quindici giorni dopo la pubblicazione del Decreto sulla “Gazzetta Ufficiale”. Per inoltrare le domande riguardanti la seconda parte, sessantacinquemila posti per colf e assistenti familiari (badanti), occorre aspettare diciotto giorni. L’ultima sezione, generica, beneficerà dell’invio a ventuno giorni dalla promulgazione. «Va da sé - ha continuato il sindacalista – che i posti andranno esauriti in pochissimi minuti e quindi è indispensabile che la richiesta di nulla osta sia inoltrata via Internet al Ministero allo scoccare delle otto del mattino del sedicesimo o diciottesimo o ventunesimo giorno dopo la pubblicazione della legge. Le richieste eventualmente non esaurite in una sezione parteciperanno comunque di quella successiva e i posti non coperti potranno essere resi disponibili anche in un secondo tempo». Le richieste di nulla osta possono essere inviate da chiunque ma solo le associazioni dei datori di lavoro o i patronati non hanno limiti di numero.