Salviamo gli Ospedali raccolta firme per la revisione della delibera 1-600
A Torino è stato istituito il comitato ‘Salviamo gli Ospedali’. Una realtà a valenza regionale i cui promotori hanno un unico denominatore comune: contrastare la revisione della rete ospedaliera attuata dalla Giunta Chiamparino con la dgr 1-600 e successive modifiche.
L’humus del comitato è composto da associazioni, sindacati, forze politiche di tutto il Piemonte riuniti sotto un’unica linfa aggregante: salvare gli ospedali che vuole farsi interprete del malcontento dei territori colpiti dalla scure dei tagli. E tutto questo nonostante le proteste e le raccolte di firme che sono state già fatte in passato.
Federico Riboldi, consigliere provinciale dei Fratelli d’Italia-AN e vicepresidente del Consiglio comunale di Casale Monferrato è il referente del comitato per l’area monferrina.
Qualè la linea operativa del comitato?
«La forza di questo progetto risiede nell’unità d’intento tra componenti eterogenee e rappresentative di tutto il Piemonte: la battaglia per la difesa degli ospedali dei centri minori, depotenziati dall’azione della Giunta regionale. Serve uno sforzo di tutti: dopo le proteste adesso occorre l’azione. L’obiettivo è quello di scendere in piazza, protestare, fare istanze e, qualora tutto questo non fosse recepito, allora si passerà all’azione, attivando gli strumenti giuridici».
Cosa pensate di fare? «La protesta locale è utile ma, da solo, non approda a nulla. Occorre fare rete. La sanità piemontese, purtroppo, è torinocentrica e, alle aree periferiche, non viene offerta la giusta attenzione. Ecco allora che l’obiettivo finale sarà quello di raccogliere le firme e portare avanti la campagna referendaria contro la politica dei tagli. Lo scopo è quello di indire il referendum abrogativo della delibera 1-600. Serviranno 60mila firme per poter chiedere il referendum. Non sarà facile, il compito è piuttosto arduo ma, se calcoliamo che da ogni bacino possano essere raccolte 5 mila firme, l’obiettivo potrebbe essere realizzato. Mi riferisco al Cuneese, l’Astigiano, il Vercellese, il Verbano Cusio Ossola».
Dove raccoglierete le adesioni? «Allestiremo bancarelle davanti al Santo Spirito, in centro e in altri punti nevralgici della città. Le sottoscrizioni dovranno essere autenticate».
Entrando nel merito della sanità casalese, cosa serve al Santo Spirito per poter mantenere i propri servizi a livelli accettabili?
«A mio avviso - dice Riboldi - sono tre i punti chiave: potenziare il punto nascite; mantenere l’Oncologia con tutti i servizi; mantenere i primariati nei reparti. E’ il minimo, l’ordinario che si possa fare, altrimenti si andrà verso un declino dal segno irreversibile».