Non dovrebbe farsi attendere a lungo la risposta dell’ASL sulle questioni sollevate nei giorni scorsi da sindacati e Associazione familiari vittime amianto, che hanno espresso la preoccupazione che possano non essere riconfermati i contratti degli specialisti arruolati dalla precedente gestione dell’Azienda sanitaria per offrire risposte e servizi più efficaci e organizzati rispetto alle patologie amianto-correlate.
Un medico specializzato in tumori rari, un infermiere di ricerca, un data manager e uno psiconcologo figura quest’ultima a quanto mai concretamente individuata.
La preoccupazione riguarda anche il medico palliativista che presta opera a domicilio e che si è visto rinnovare il contratto per un mese.
Doppio vertice lunedì
Lunedì, mentre sindacati e associazioni esponevano le proprie preoccupazioni a Torino si svolgeva un vertice con i dirigenti della sanità piemontese per definire i budget.
In programma una manovra di dimagrimento dei bilanci da 300 milioni di euro secondo le notizie diffuse prima della riunione, su cui non sono trapelate altre informazioni.
Associazioni e sindacati avevano già espresso preoccupazione nei giorni scorsi per il rifinanziamento delle bonifiche.
Discussione nata anche e proprio dalla convocazione della Conferenza dei servizi a Roma che ha avuto però carattere più esplorativo che decisionale.
E da cui per ora non sono emerse grandi risposte se non - anche il quel caso - la premessa che i soldi sono pochi. Anzi, meno!
Ma la questione sarà affrontata concretamente solo in una successiva riunione calendarizzata verso la metà di aprile.
Ora la nuova grana della «continuità del progetto sull’unità di studio e cura del mesotelioma presso l’Oncologia casalese, attraverso il rafforzamento con personale specializzato e specificamente dedicato», dice Bruno Pesce, coordinatore del Comitato Vertenza Amianto.
In concreto il problema sono la scadenza dei contratti a termine per una serie di figure, da un medico specializzato in tumori rari che opera per l’ASL AL a un data-manager, a una infermiera di ricerca, alla psiconcologa.
Della continuità di questa specifica attività clinica e sanitaria a dire il vero associazioni e sindacati avevano già parlato lo scorso gennaio con i nuovo dirigente dell’Azienda sanitaria provinciale «ricevendo rassicurazioni».
La donazione. E poi?
La partenza del servizio era stata garantita con 100mila euro messi a disposizione dalla stessa associazione e provenienti dalla donazione di Thomas Schmidheiny, ma per proseguire occorre ora l’impegno finanziario dell’ASL cosa su cui la precedente gestione Zanetta si era impegnata.
Ieri il nuovo dirigente dell’azienda sanitaria, Mario Pasino, ha visto i rendiconti finanziari per valutare le disponibilità economiche dell’ASL relativamente la copertura dei costi relativa al mantenimento dei contratti libero professionali legati e nei prossimi giorni potrebbe incontrare associazioni e sindacati per illustrare loro la situazione.
Per ora - dall’ASL - nessuna anticipazione.
m.f.