Giovedì 3 luglio, presso il municipio di Casale, era in programma un incontro, promosso dalla Provincia di Alessandria, per valutare le contromisure al progetto di variante al piano stralcio per l'assetto idrogeologico (P.A.I.) per la sistemazione idraulica del Po nel tratto dalla confluenza della Dora Baltea alla confluenza Tanaro. Un incontro conseguente alla riproposizione, da parte dell'Autorità di Bacino, delle opere da realizzare nei territori rivieraschi al Po, tra cui le casse di laminazione. In particolare sono diverse le aree di invaso previste da Crescentino a Valenza ed in particolare ci si oppone a quelle di Terrano, Gabiano, e Frassineto Po-Valmacca: «Il rifiuto delle aree di esondazione - commenta il sen. Angelo Muzio consigliere provinciale e vice sindaco di Frassineto - non è politico ma si fonda su osservazioni tecniche ben precise che si riferiscono a dati che mancano proprio al progetto dell'Autorità di Bacino. Ad esempio vengono individuate aree di laminazione sul nostro territorio e non si prende in esame ad esempio il tratto di Po in sponda lombarda ad esempio alla confluenza del Sesia. Se dobbiamo realizzare questi interventi, prima di deve prendere in esame tutto il tratto e non solo quello del nostro territorio».
Si chiede, quindi, una valutazione complessiva visto che «come dicono i tecnici il contenimento dell'acqua nelle aree previste nel nostro tratto e infinitesimale rispetto ad una piena come quella del 2000». Se poi ci mettiamo anche «l'inesistenza di misure di compensazione per i danni ai terreni esondabili allora il rifiuto al progetto è totale».
Conclude Muzio: «Basta vedere la cartografia su cui vengono indicate le opere da realizzare: ci sono arginature principali già esistenti che verrebbero eliminate mettendo a grave rischio i nostri paesi. Un progetto di questo tipo bloccherebbe lo sviluppo delle nostre comunità: chi verrebbe ad abitare in un paese a rischio esondazione?».
La Provincia di Alessandria ha già votato una delibera per opporsi al progetto. Secondo l'assessore provinciale alla Protezione Civile, Domenico Priora «l'area di invaso controllato a Terranova risulta tecnicamente non convincente; l'area di invaso di Frassineto Po e Valmacca nel contesto territoriale proposto rischia di costituire per se stesso un grande pericolo idraulico; risulta gravemente compromessa la possibilità di proseguire importanti attività agricole ed economiche già esistenti nei Comuni di Moncestino e Gabbiano».
Per questo motivo la Provincia, rincara la dose il presidente Paolo Filippi «respinge integralmente le proposte di intervento previste dalla fase 2 del P.A.I. sul territorio di competenza e chiede la programmazione e la realizzazione delle opere di difesa dell'abitato di Frassineto Po. Inoltre ho richiesto, urgentemente alla Regione Piemonte di farsi carico con urgenza dell'organizzazione di un incontro tra Provincia, Comuni e AIPO per fare il punto della situazione. Faremo un incontro con le associazioni agricole per metterle al corrente del grave rischio che corre l'agricoltura con questo tipo di interventi e li inviterò all'incontro con la Regione».
«Bisogna contrastare con tutti i mezzi questo progetto, l'ennesima presa in giro dell'Autorità di Bacino che nemmeno un anno fa aveva ritirato, tramite un suo dirigente, il progetto e ora lo ripropone. È un atto disdicevole: verificheremo anche la legittimità di questo progetto».
Intanto mercoledì 9 luglio alle ore 21, presso il Comune di Morano sul Po, la società Hydrodata, incaricata dalla Provincia di Alessandria di effettuare uno studio sugli effetti della costruzione dello scolmatore di Trino sull'area del Comune di Morano sul Po, presenterà le risultanze dello studio. Parteciperanno all'incontro il presidente Filippi, l'assessore Priora, i sindaci dei Comuni di Morano sul Po, Balzola, Villanova Monferrato, l'ing. Fresia dell'Hydrodata e il geologo Andrea Ferrarotti, consulente della Provincia di Alessandria.