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  • 21 maggio 2009
  • Alessandria

Muse Cangianti tra letteratura e arti

Hanno preso il via, questa mattina giobedì, nella sala consiliare del Comune di San Salvatore, i lavori della Biennale Piemonte e Letteratura dedicata, quest’anno, al tema “Muse cangianti tra letteratura e arti figurative”. Su proposta del Comitato Scientifico – composto da Giorgio Barberi Squarotti, Gianluigi Beccaria, Franco Contorbia, Elio Gioanola, Giovanna Ioli – il Premio Letterario per la Saggistica, giunto alla 15° edizione, è stato consegnato a Guido Davico Bonino, torinese, professore universitario, collaboratore della RAI e de “La Stampa”, che ha lavorato a lungo nella prima Einaudi ed è attualmente nel consiglio d’amministrazione del Teatro Stabile di Torino. Questa la motivazione in sintesi: “Dai primi studi e dalla prime edizioni dei prediletti classici del Cinquecento, Guido Davico Bonino è trascorso alle analisi e alle interpretazioni di letteratura teatrale italiana, da Machiavelli e la commedia cinquecentesca a Goldoni, da Pirandello ai futuristi, da Gramsci e Gobetti critici teatrali a Buzzati e Pasolini drammaturghi. In parallelo, ha avviato un’assidua frequentazione, nutrita di saggi, ma anche di traduzioni e commenti, della letteratura teatrale francese e inglese”. Nata trentacinque anni fa da un’idea di Carlo Palmisano - illuminato sindaco di San Salvatore che aspirava a trasformare questo comune del Monferrato in un qualificato centro di cultura - la Biennale è diventata, nel tempo, luogo d’incontro per letterati, scrittori, poeti, critici di livello nazionale ed internazionale. La manifestazione che si svolge sotto l’alto Patronato del Presidente della Repubblica rappresenta, assieme al Premio Acqui Storia, un fiore all’occhiello della tradizione culturale piemontese. La Biennale è organizzata dalla Fondazione “Carlo Palmisano – Biennale Piemonte e Letteratura” promossa da Provincia di Alessandria, Regione Piemonte e Fondazione Cassa di risparmio di Alessandria. ALESSANDRIA Il convegno poi continua con lezioni magistrali e interventi al pomeriggio (ore 16) a Palazzo del Monferrato di Alessandria, a cominciare da Giovanni Romano (Università di Torino) che parlerà dell’omaggio di “Pietro Bembo a Raffaello e a Michelangelo”, chiamando subito in causa i massimi artisti della storia e il poeta che fu il migliore amico di Raffaello. Nel celebre affresco, Scuola di Atene, tra gli uomini illustri che passeggiano dentro un tempio dall’architettura metafisica, il pittore dipinge Zoroastro rappresentandolo con il volto di Pietro Bembo e, poco distante, su un blocco di marmo, siede pensoso Michelangelo. Raffaello morirà a soli 37 anni e nell’epitaffio il carissimo amico poeta scrive: “Qui giace Raffaello, dal quale natura temeva mentre era vivo di essere vinta; ma ora che è morto teme di morire”. Sono parole che scolpiscono il punto essenziale dell’omaggio di un poeta, ma riassumono anche una concezione dell’arte come armonia e solennità proprie della natura, ma con tratti distintivi che la rendevano ineguagliabile. La lezione magistrale di Pier Vincenzo Mengaldo (Università di Padova) mostrerà come il linguaggio della celebre opera critica di Roberto Longhi, Viatico per cinque secoli di pittura veneziana, ricchissima storia sulla grande civiltà pittorica veneta, riesca a plasmarsi nelle opere d’arte, restituendo loro anche una voce. Di Sofonisba Anguisola, una delle prime esponenti femminili della pittura europea, parlerà Salvatore Silvano Nigro (Scuola Normale di Pisa) che ha dedicato molti dei suoi studi ai prodigiosi ritratti della “pittora” cremonese e che rivelerà nel corso di questo convegno la misteriosa storia di un “quadro inedito”. Seguiranno gli interventi di Gianni Venturi (Università di Firenze) su Foscolo e Canova e di Pietro Frassica (Università di Princeton) che metterà in risalto le tracce di “forme artistiche” nel poemetto di Parini, il Giorno. L’ideazione dei Soggetti per pitture decorative ebbe una parte notevole negli ultimi anni di vita del poeta, che durante quello stesso arco di tempo tentò di concludere Il Giorno. Ed è proprio alla luce della tendenza al dettaglio decorativo che verrà interpretata quella celebre opera.  VENERDIì DALLE 10,30 Venerdì 22 maggio i lavori proseguiranno nel Palazzo Monferrato di Alessandria, dalle 10,30, con le letture magistrali di Gillo Dorfles, del quale ricordiamo tra le sue grandi mostre quella di “Esperimenti di sintesi delle arti”, svoltasi nel 1955 nella Galleria del Fiore di Milano, che già nel titolo richiama quella “interferenza tra le arti” che va dalla parola al pennello e viceversa. Libero docente e poi ordinario di estetica presso le università di Milano, Trieste e Cagliari, a partire dagli Trenta Dorfles svolge un’intensa attività di critica d’arte e saggistica collaborando con quotidiani, riviste, che oggi formano una ricchissima bibliografia, accompagnata da una lunga sequenza di onorificenze. Carlo Carena, invece, straordinario interprete degli antichi autori, accosta poesia e pittura a partire dalla famosa locuzione latina Ut pictura poesis, citando l’Ars poetica di Orazio, per testimoniare, con esempi che attraversano i secoli successivi fino a sfiorare il Novecento, che le due arti hanno leggi simili. Nel precetto oraziano era, tuttavia, implicito anche un altro significato, che rendeva essenziale l’occhio critico, giustificando così l’ampiezza di prospettive che possono scaturire da un cenacolo di studi come questo. Sull’intreccio tra grandi esponenti delle due arti, Giorgio Bertone (Università di Genova), chiama in causa il ritratto di una delle più celebri ispiratrici della storia letteraria, quella Laura a cui Petrarca dedicherà il suo Canzoniere. Marcello Ciccuto, in omaggio alle origini della Biennale Piemonte e letteratura, concentra il suo intervento su esempi novecenteschi in Piemonte, chiamando in causa gli autori che hanno saputo esprimersi nei più diversi campi artistici. Vera e propria testimonianza d’autore è quella di Sebastiano Vassalli, scrittore e pittore, che chiude i lavori del convegno portando come esempio una scultura che è diventata il nume tutelare della sua terra di risaie. L’autore del Monumento alla zanzara, Giovanni Tamburelli, ha esposto le sue sculture e i suoi dipinti in varie città italiane e straniere, dalla Cavallerizza Reale di Torino alla Alianza Francesca di Città del Messico o alla Galerie Caractères di Parigi e alla Biblioteca Cantonale di Lugano (presentate da Sebastiano Vassalli), fino all’ampia antologica in terra monferrina, a Villa Vidua di Conzano, curata da Guido Curto. I cataloghi delle sue numerose mostre sono altrettante opere d’arte e i lavori di grafica hanno addirittura ispirato i versi di Marzio Pieri nel volume Naturklang per Giovanni Tamburelli, con un poscritto di Alessandra Ruffino e un’alchimia di Marco Albertazzi. A testimoniare, infine, che i confini tra arte e letteratura sono così labili da favorire un continuo scambio, è anche autore di alcuni volumi di pregio a tiratura limitata di poesie e fiabe illustrate da artisti di fama. Si ricordano, per esempio Codice Amaro, fiaba illustrata da Aldo Mondino, Gattomanzia, poesie illustrate da Enrico Colombotto Rosso, Il destino, fiaba illustrata da Weiner Vaccari e, infine, le poesie di Fabulario, pubblicate nel 2008 da Viennepierre, con suoi disegni inediti e l’introduzione di Alessandra Ruffino, che entra in questo vortice di corrispondenze come studiosa di pari valore artistico e letterario. INFO. 011 8193517 FOTO. Davico Bonino premiato a San Salvatore: l'intervento del sindaco Corrado Tagliabue

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