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  • 04 marzo 2013
  • Casale Monferrato

"Abito il sogno che mi abita". Gli ultimi lavori di Marco Porta

"Abito il sogno che mi abita” è il titolo della mostra che raccoglie gli ultimi lavori dell’artista casalese Marco Porta inaugurata sabato nelle stupende sale settecentesche di Palazzo Natta- Vitta allestita dall’assessorato ai Grandi eventi di Casale. Dopo i saluti del sindaco Giorgio DemezzI e dell’assessore Augusto Pizzamiglio, la mostra è stata presentata dal curatore Luigi Cerutti e e dallo stesso Porta (“questa sala mi ricorda la mia vecchia Biblioteca...”) davanti ad un numeroso pubblico fra i quali la neo eletta parlamentare Cristina Bargero. Le affascinanti sale del Palazzo sono state allestite egregiamente per l’occasione da una selezione di nuove opere, grandi tele, sculture ed installazioni per la maggior parte recentissime che raccontano il poetico silenzio di una natura in assoluta mimesi con l’anima dell’uomo, una natura vista nella sua perfezione geometrica ed etica ma sempre pronta all’imprevisto ed allo stravolgimento. Porta ha sempre avuto nel rapporto uomo-natura una tesi artistica fondamentale , ed in questa prima mostra pubblica cittadina dopo un percorso espositivo internazionale propone un affascinante coinvolgimento in un felice percorso, simbolico concettuale di importante liricità. La mostra regala anche il recupero di spazi, come quelli al piano terreno nella piccola manica (guardare gli affreschi delle volte,nd) con opere sul tema dell’acqua come “Io fui solo e respirai” dove la natura vera del tronco e scultorea dei rami in bronzo diventa poesia nella sua forma ma soprattutto quando ci si accorge che vive attraverso l’acqua-linfa che veramente la attraversa in un sottile rumore di freschezza. Anche nell’opera “I rumori suonano le parole” un ramo–mano di bronzo sfiora una grande vasca d’acqua rotonda formando gesti sempre diversi perché mossa da un meccanismo che la fa oscillare all’infinito nel finito. Eleganza e forma anche sopra ai piani nobili con il sonoro “Abito il sogno che mi abita” per poi sorprendersi con “ Il raggrumarsi dell’ombra” fatta di rose e razionalità geometrica. Una sottile ricerca negli equilibri esistenziali la troviamo nelle serie di opere “mani immobili sfiorano”, tele di grande energia luminosa. Piergiorgio Panelli :Fino al 5 maggio. Sabato, domenica festivi 10-13 / 15-19.

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Silvia Sassone

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