Le tabelle sulle spese dei Comuni, che stiamo pubblicando in queste settimane, fanno discutere. Sia a livello di amministrazione pubblica che tra i cittadini. Alcuni sindaci ci hanno scritto spiegando e illustrando le varie voci, offrendo una chiave di lettura dei vari capitoli di bilancio.
Mercoledì scorso abbiamo, invece, ricevuto una lettera dal sindaco di Terruggia, Giovanni Bellistri «in nome e per conto» di altri sindaci nella quale si parla di «realtà manipolata», «ossessione di creare il caso fino a distorcere la realtà». Una lettera che non fa piacere ad un giornale e ai suoi giornalisti che hanno sempre perseguito l’obiettività nel dare informazioni.
Ma è successa una cosa strana: nello stesso momento in cui è arrivata la lettera via mail, diversi sindaci ci hanno telefonato dissociandosi e chiedendo la cancellazione del nome del proprio Comune dai firmatari del documento. In un primo tempo ci è apparso assurdo: come mai un sindaco ci invia una lettera «in nome e per conto» di altri colleghi, alcuni dei quali hanno voluto prendere le distanze?
Noi abbiamo cercato di fare chiarezza contattandoli: molti di loro ci hanno detto che sulla questione delle spese dei Comuni serviva un necessario chiarimento attraverso le pagine del giornale, ma non erano d’accordo sui toni e sulle dichiarazioni contenute nella lettera, lesive del lavoro dei giornalisti; altri ci hanno confermato la loro adesione; altri ancora ci hanno inviato la mail dove chiedevano ai colleghi un confronto sui contenuti prima di redarre un documento congiunto... cosa che non è stata fatta.
Sul caso il sindaco di Coniolo, Enzo Amich ci ha mandato una lettera nella quale riassume la sua opinione a riguardo.
Ma c’è di più. Il documento è stato inviato anche ad altre testate giornalistiche, una delle quali, “in buona fede”, l’ha pubblicata, con tutti i Comuni, senza sapere cosa era successo: è comprensibile in quanto la lettera si riferiva ad un nostro servizio giornalistico e i sindaci ovviamente hanno telefonato a noi per dissociarsi. Insomma una vicenda che si è tinta di grottesco.
“Il Monferrato” ha sempre manifestato rispetto e stima sia per la persona sia per la carica istituzionale di un sindaco e di un amministratore pubblico. Anche nella pubblicazione dei dati riguardanti le spese dei Comuni, non ha voluto fare alcun commento, spiegando ai lettori che molti dati stridono tra loro e dimostrano le incongruità. Non ci pare di aver creato un caso o manipolato la realtà, a meno che quei dati, forniti direttamente dai Comuni alla Banca d’Italia, siano sbagliati.
Non solo: il giornale ha ospitato e ospiterà i chiarimenti e le spiegazioni di ciascun Comune proprio sulle spese. Questo dimostra, ancora una volta, apertura e rispetto verso i sindaci, ma soprattutto verso i lettori che sono, tra l’altro, i loro concittadini.A pagina 10 de Il Monferrato di venerdì 6 febbraio 2015 i lettori troveranno la lettera inviata da Bellistri con i Comuni che hanno aderito, la lettera di Amich e le tabelle riguardanti le spese sostenute per le elezioni.