Galileo, il potere e il sapere. In scena a Terruggia pièce tratta dall’opera di Brecht
di m.f.
Prosegue lunedì «Scienza & Teatro» la rassegna promossa dal Comune di Terruggia che mescola, o forse contamina - in senso positivo - i saperi, proponendo incontri culturali “bifronti”: da un lato il sapere in senso più tradizionale, aulico, rigoroso, dall’altro invece quello intuitivo, viscerale, emozionale, artistico.
Una scelta che è anche legata alle finalità divulgative degli incontri.
Lunedì il tema sarà «La scienza moderna affonda le radici nella scienza antica» relatore Piero Bianucci , giornalista e scrittore, redattore capo de “La Stampa”, di cui è attualmente collaboratore e, mentre, la piece teatrale scelta per la serata è “Galileo, lo spettacolo della Scienza”.
Lo spettacolo viene allestito dagli allievi della scuola di recitazione “Teatrò” in collaborazione con gli allievi dell’istituto superiore “Leardi” che interpreteranno la commedia che tratta un momento della vita di Galileo, quando il protagonista si trova al cospetto dell’Inquisizione.
Questo metterà in luce il suo carattere più umano, le sue paure, le astuzie per raggirare le pressioni della società e le convinzioni dell’epoca, restando comunque un personaggio positivo e precursore della futura scienza.
Il pubblico - attraverso la rappresentazione teatrale - potrà rivivere un’epoca dagli usi e costumi apparentemente lontani dai nostri.
Autore e regia della pièce, tratta da La “Vita di Galileo” di Bertolt Brecht, è Calogero Marchese.
La trama dell’opera di Brecht muove dal 1609: Galileo Galilei ha già compiuto vari esperimenti riguardo il rivoluzionario sistema di Niccolò Copernico. Ha anche pubblicato molti dialoghi e trattati sulla nuova scienza. Galilei ha compreso il modo in cui si muove e agisce l’Universo e soprattutto ha dichiarato la veridicità della posizione centrale del Sole anziché la Terra, come affermavano molti filosofi del passato incluso Aristotele. Ma l’Inquisizione cerca di impedire alle nuove teorie in quanto mettono seriamente in discussione, secondo i suoi membri, la reale esistenza di Dio e di Gesù. Così quando Galileo pubblica il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, il papa Urbano VIII con l’appoggio del Cardinal Bellarmino convoca immediatamente un concilio a Roma con imputato lo stesso Galilei. L’opera di Brecht si concentra proprio sul processo tenutosi tra il 1632 e il 1633 che vedrà costretto Galileo ad abiurare a ritirare le sue dottrine giuste, ma condannate come eretiche dalla Chiesa cattolica.