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Ma quanti applausi per ‘Gli innamorati’ perfetti a Moncalvo

Spettacolo perfetto, il goldoniano «Gli Innamorati» di Artissunch (autore della regia) andato in scena venerdì 8 al Comunale di Moncalvo. Godibilissimo nelle scene; affascinante nei costumi; velatamente avvolgente nelle musiche, ricami di pregio a sottofondo delle tante mutevoli situazioni emozionali. In un ambiente ricreato nei dettagli, dalle lanterne in primo piano sul palco, ai merletti, livree e fiocchi e crinoline, una ‘griglia’ aperta fa da fondale, come a mostrare la lontananza temporale della situazione, ma a lasciar scorrere attraverso l’arte, la continuità dei sentimenti, sempre uguali a se stessi nei tempi. Impeccabili le interpretazioni dei tutti bravissimi artisti della Compagnia Synergie Teatrali: spontanee, istintive, snelle e veloci negli scambi di battute, strettamente fra loro allacciate e insieme, ognuna di per sé, assolutamente autonome e indipendenti. Isa Barzizza brilla del garbo raffinato con cui interpreta la Zia Fabrizia, avvolgendosi nelle sue elaborate evoluzioni discorsive con lo stesso aristocratico vezzo con cui inarca sorridendo il sopracciglio nel rivolgersi all’«eccellentissimo, e onoratissimo e tutto assaissimo Conte Roberto». In una realtà temporale così lontana da noi, rigorosamente e testualmente rappresentata in linguaggio, abiti e situazioni, il tormento del primo amore, la gelosia, la passione, le bugie, i dubbi che tormentano i cuori, vivono in primo piano, con una profondità introspettiva scavata nel testo da una regia abile ed energica che non lascia nulla al caso, ma lascia ogni personaggio libero della pienezza delle sue emozioni. Una regia che non rinuncia alla leggiadria della commedia di costume tipica di Goldoni, ma vi affianca la capacità che l’Autore già aveva di introdurre nel divertimento dei suoi testi un chiaro specchio della realtà dei compromessi sociali, della servitù alle convenienze, delle ipocrisie famigliari. Selvaggia Quattrini delinea con nettezza l’intreccio di passioni che tormentano Eugenia, impulsiva e passionale, ma non fuoriesce di un cenno nel caratterizzare il personaggio, con eleganza e naturalezza, sempre un passo indietro dall’esagerata coloritura, rende con lineare equilibrio lo squilibrio sentimentale della gelosia e i tormenti dell’amore. Oltre che regista raffinato, sul palco Artissunch è un sincero, tormentato, vitale, ingenuo e autentico Fulgenzio. Fra le tante splendide scene, geniale il momento del ‘pranzo’ solo raccontato dai servi e ‘interpretato’ nelle emozioni dei protagonisti, da piccole maschere, soli cenni mimati, e la tensione resa con il prolungato del tremore della tovaglia. Meraviglioso flash, a sottolineare l’univocità dei sentimenti dei due innamorati, l’attimo del monologo di Eugenia in cui lei sembra riflettersi nell’immagine specularmente riflessa di Eugenio, che si trova oltre la ‘griglia’ scenica. Altra piccola genialità, il personaggio di Flaminia, sorella di Eugenia, superbamente interpretata «en travesti» da Stefano De Bernardin; un tocco di classe, la mancanza di parrucca: quasi a voler sottolineare l’abbandono della femminilità e la vedovanza di Flamminia. Altra veramente notevole preziosità, proprio una chicca da commedia dell’arte, la «maschera» del servo Succianespole reso da Laura Graziosi, anche in scena nei panni di Lisetta, e della cognata Clorinda (unica, attentamente miniata, caricatura). Notevole StefanoTosoni: un ammiccante Conte Roberto, ma anche il fantastico servo Tognino, altra, ‘perla’ da commedia dell’arte, e ancora, anche il baffuto e bofonchiante Ridolfo. Dopo tanta tensione nel primo atto con l’impostazione dei sentimenti e delle contrarietà della situazione amorosa di Eugenia e Fulgenzio e dopo tanto brio e vibrazione di sentimenti sovrapporsi di situazioni nel secondo atto, forse un piccolo calo d’intensità si è sentito proprio alla risoluzione della vicenda, alle ultime battute dopo lo svenimento di Eugenia, come se il lieto fine avesse, anche in scena, allentato la tensione. Spettacolo di rara bellezza, un vero piacere trasmesso dalla scena alla platea. Molti applausi, ma – a nostro parere - non abbastanza. Prossimo appuntamento con la prosa al Comunale di Moncalvo sarà con lo spettacolo «Amadeus», con una variazione di data: non sabato 16 come annunciato dal programma, ma per sabato 23 febbraio.

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Laura Mellina

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