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  • 07 gennaio 2008
  • Casale Monferrato

Casale ha un cuore e questo cuore è il Duomo,

Casale ha un cuore e questo cuore è il Duomo, che pulsa da novecento anni. Nella sua storia plurisecolare ha avuto periodi di crisi, primo fra tutti nel 1215 quando venne distrutto dall'Anticristo, rappresentato da una lega di cui facevano parte gli alessandrini, ma che venne ricostruito più bello e più ampio di prima dai Cavalieri di Cristo, i Templari casalesi. Nell'Ottocento corse il rischio gravissimo di essere abbattuto dall'Antonelli. Per intervento di alcune menti illuminate (Luigi Canina e il filosofo Antonio Rosmini), però, si accantonò l'infausta ipotesi e si decise di provvedere al restauro, che venne affidato all'architetto vercellese conte Arborio Mella. Negli anni scorsi il compianto vescovo Germano Zaccheo, recentemente scomparso, diede il via al restauro del monumento, che ne ha messo in evidenza tutte le bellezze nascoste sotto gli intonaci del Mella e ha fatto brillare quel gioiello, giustamente famoso in Europa, che è il nartece, opera delle finanze e delle maestranze dei Templari. Benvenuta è quindi l'iniziativa dell'Editrice Monferrato, sostenuta dalla Provincia di Alessandria nella persona del suo presidente Paolo Filippi, di pubblicare un libro sul Duomo di Casale Monferrato, che è un'aggiornata guida per la visita del monumento simbolo della nostra città, e riservata (per ora) agli abbonati di questo giornale. Affidato alla sapiente regia di Dionigi Roggero, storico di vasta esperienza, e di Luigi Angelino, giornalista di lungo corso, il volume, progettato con gusto squisito da Alberto Giachino, si fregia di un ricco apparato di illustrazioni a colori. Grazie agli interventi, agili ma esaustivi, di un gruppo di collaboratori (tra cui quelli «storici» del Monferrato Idro Grignolio, Mario Patrucco, Giuse Vipiana gli stessi Angelino e Roggero) vengono illustrati tutti gli aspetti artistici e storici del Duomo. Il lettore può percorrere così un itinerario completo nella storia e nell'arte. Non mancano le novità, quale ad esempio la pubblicazione dei frammenti del mosaico cosiddetto dell'acefalus, ritrovato e ben fotografato da Angelino e Roggero al Carmelo di Albarengo di Montiglio (pp. 108-9). Da segnalare il bel saggio sul rilievo, riscoperto durante i recenti restauri, sul cervo inseguito dal sagittario, firmato da Giuse Vipiana (pp.144-145), che ne dà un'interpretazione acuta e convincente: "il cervo è) simbolo dell'anima insidiata". Molto interessante è il saggio di Emanuela Meni sull'Archivio Storico Capitolare (pp.116-117) e quello sempre a cura dalla stessa autrice sull'Archivio Storico Diocesano (pp.118-121). Non mancano le descrizioni di alcuni dei famosi mosaici medievali del deambulatorio, a cura di Dionigi Roggero (pp.96-107), e delle statue situate nello stesso luogo, fra le quali quella del guerriero Templare giacente (p.107). Il lettore può trovare nel libro anche notizie sui personaggi implicati nelle vicende del Duomo (il vescovo Luigi Nazari di Calabiana, salvatore dello straordinario monumento, Luigi Canina, Antonio Rosmini) e sui protagonisti del restauro (Giovanna Mastrotisi e gli architetti Stefano Martelli e Raffaella Rolfo). In conclusione bisogna dire che il volume rappresenta un'opera indispensabile per chi voglia conoscere e capire la storia della nostra città, racchiusa come in uno scrigno nella cattedrale, vero e proprio faro di cultura e di fede. FOTO. Duomo. Nartece durante l'inaugurazione. Tesoro. Templare.

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Federico Nardi

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