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In ricordo del Vescovo Cavalla martedì sera in Duomo

''Ricordiamo il vescovo Carlo con l'affetto e la gratitudine dei figli''. Con questo deferente ricordo il vescovo Alceste Catella si è rivolto martedì pomeriggio in Duomo ai tanti fedeli che hanno partecipato alla messa in suffragio per il 12º anniversario della morte del vescovo Carlo Cavalla. Grande partecipazione della comunità pastorale, tra cui, in prima fila, il sindaco Giorgio Demezzi e l'assessore Nicola Sirchia. Presenti anche i membri dell'Arciconfraternita di Sant'Evasio, che hanno guidato, col priore Carlo Lepri, il corteo d'apertura nella navata centrale, seguiti da numerosi sacerdoti della diocesi. La funzione è stata occasione per ricordare anche la dedicazione della Cattedrale, momento che ''riporta all'immagine del tempio materiale'' ha ricordato il vescovo nella predica. ''Ma quale significato ha? Nel tempio- ha continuato il prelato- si incrociano due movimenti: quello di Dio e il nostro. Il tempio è il luogo del chinarsi di Dio verso di noi, che, contemporaneamente, volgiamo le mani al cielo. Vogliamo pensare la nostra Cattedrale come luogo di incontro tra il nostro movimento e quello di Dio''. Il vescovo ha invitato a pensare alla ''Gerusalemme celeste, città illuminata da Dio, verso cui siamo in cammino''. ''I fedeli sono pietre vive del tempio. Ma in chiesa noi dobbiamo lasciare il nostro cuore di pietra, per ritornare a casa con un cuore di carne. Se manteniamo un cuore di pietra, allora ritrovarsi anche nelle chiese più belle non ha valore'' è stata l'esortazione del vescovo, rivolgendosi poi in preghiera al Signore affinché ''la comunità possa offrire a Dio un servizio irreprensibile''. Fabrizio Gambolati

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Barbara Marini

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