Su dati di fonte ISTAT relativi al 2013, abbozziamo un quadro della demografia provinciale, con significativi dettagli relativi al Casalese.Cominciamo annotando che l’Italia ha una delle popolazioni più vecchie del mondo e che la provincia di Alessandria è tra le province più vecchie d’Italia. La conclusione da trarre è facile e immediata. Siamo tra i più vecchi del mondo.
All’inizio del 2013 l’indice di vecchiaia - misurato dal rapporto di composizione tra la popolazione anziana (65 anni e oltre) e la popolazione più giovane (0-14 anni) - della provincia di Alessandria era pari a 232,4 ed era il più elevato tra tutte le otto province piemontesi (l’indice medio regionale era pari a 182,5).
E’ il caso di rilevare che, sempre all’inizio del 2013 avevamo in provincia 204 persone con 100 anni di età e più (di cui 174 donne) e a Casale Monferrato 14 persone con 100 anni e più (quasi tutte donne).
La speranza di vita alla nascita, in Piemonte, è di 79,8 anni per gli uomini e di 84,6 anni per le donne. La maggiore longevità delle donne, infine, è misurata anche dal numero di vedove, nelle nostre realtà, superiore di diverse volte rispetto al numero dei vedovi.
Ecco alcuni dati che possono apparire drammatici (all’inizio del 2013) : in provincia abbiamo 35.978 vedove e 6.857 vedovi. A Casale Monferrato abbiamo 3.091 vedove e 566 vedovi.
All’inizio del 2013, nella popolazione provinciale, avevamo più uomini che donne quasi sempre fino a 40 anni, poi nelle classi di età successive hanno avuto il sopravvento le donne, fino ad avere la seguente situazione consolidata sul totale della popolazione complessiva: 205.358 uomini e 221.998 donne.
Ma vediamo subito gli andamenti demografici più recenti. Quelli provinciali del 2013, nel complesso, vedono passare il numero dei residenti da 427.356 a 433.996, con un incremento dell’1,55 per cento. Questo trend di leggera crescita è in atto dai primi anni del nuovo secolo, mentre non muta di molto la media dei componenti per famiglia (2,14 nel 2003 e 2,12 nel 2013).
E’ una media che fa fondatamente temere che non siano poche le nostre famiglie con un solo, solitario, componente.
Si tratta poi di una crescita basata su un saldo migratorio positivo (più iscritti che cancellati), fatto comune particolarmente ai maggiori centri della provincia (ma non ad Acqui Terme) che compensa un cronico saldo naturale negativo (meno nati che morti), che è una gravissima costante di quasi tutti i 190 comuni della provincia.
Nel corso del 2013, la popolazione dei sette maggiori centri della provincia è variata così:
• Alessandria da 89.446 a 93.805 residenti;
• Casale Monferrato da 34.597 a 34.929 residenti;
• Novi Ligure da 28.182 a 28.468 residenti;
• Tortona da 26.329 a 27.428 residenti;
• Acqui Terme da 20.238 a 20.171 residenti;
• Valenza da 19.434 a 19.492 residenti;
• Ovada da 11.597 a 11.701 residenti.
Per Casale Monferrato il saldo naturale negativo di 306 unità nell’anno è fronteggiato da un saldo migratorio positivo di 638 unità, mentre nel comune di Alessandria abbiano un saldo naturale negativo di 352 unità e un saldo migratorio positivo di 4.711 unità.
Nel Casalese si spazia tra i 34.929 residenti di Casale e i 127 residenti di Olivola.
Siamo comunque in una zona, come tante del Piemonte, nella quale dominano largamente i Comuni di ridotta dimensione demografica.
Citiamo solamente, per la nostra zona, i 326 abitanti di Bozzole, i 224 abitanti di Moncestino, i 272 abitanti di Odalengo Piccolo, ancora i 127 abitanti di Olivola, i 377 abitanti di Ponzano, i 227 abitanti di Solonghello, i 292 abitanti di Treville, i 329 abitanti di Villamiroglio.