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Scuola: scontro tra Comuni e Provincia

È necessario difendere il territorio nella sua istituzione più importante: la scuola. Questo è il messaggio che i sindaci di Borgo Vercelli, Desana, Villata, Asigliano e Caresana, hanno voluto comunicare nella conferenza che, nei giorni scorsi, si è svolta a Borgo Vercelli. Il problema riguarda la riforma Gelmini sulla scuola e, nello specifico, la delibera della giunta provinciale del 30 dicembre 2008. Quest’ultima prevede lo smembramento dell’Istituto Comprensivo di Asigliano, la cui struttura, in tal modo, perderebbe 5 Comuni: Tricerro e Ronsecco saranno assegnati all’I.C. di Trino; mentre Pezzana, Stroppiana e Motta de’ Conti, saranno aggregati all’istituto Ferrari di Vercelli. Asigliano, quindi, perderebbe quasi 300 studenti, passando dagli attuali 1030 a 775. Emilio Chiocchetti, sindaco di Asigliano, si dichiara preoccupato al riguardo, in quanto ciò comporterebbe la nascita di numerosi problemi relativi non solo ai finanziamenti, ma anche al livello dei servizi offerti agli studenti. I sindaci sostengono che tale provvedimento si pone contro l’I. C. di Asigliano senza un particolare motivo e se la Provincia non ascolterà le loro ragioni, ricorreranno al TAR. La risposta dell’assessore provinciale all’Istruzione Roberto Saviolo è chiara: tutti i Comuni della Provincia sono stati informati circa il dimensionamento scolastico tramite una circolare. Ognuno di loro era libero di scegliere l’Istituto Comprensivo al quale accorparsi. Inoltre la qualità dei servizi offerti ad Asigliano non verrà meno, in quanto il numero totale di alunni supera comunque la soglia minima per rientrare nella categoria “Comprensivo”. All’incontro era presente anche il sindaco di Caresana, Sergio Cavagliano il quale ribadisce che ciò che conta per il suo Comune è la salvaguardia della scuola all’interno del territorio del Coser: «Questo è ciò in cui crediamo e faremo tutto ciò che è in nostro potere per raggiungere tale obiettivo di vitale importanza». Sulla questione del ridimensionamento scolastico intervengono, tramite una lettera al giornale, i sindaci di Motta, Francesco Saviolo, di Stroppiana, Vittorino Piazza, e dagli assessori all’Istruzione di Stroppiana Giuseppino Carenzo di Pezzana Elisabetta Gabutti stanchi di «essere messi sul banco degli imputati da chi non ha ben chiaro il concetto di democrazia». Non è vero che l’Istituto Comprensivo di Asigliano rischia di essere smembrato, perché allo stato attuale rientra perfettamente nei numeri che gli garantiscono la sopravvivenza. Non esiste alcun pericolo per i servizi dell’Istituto Comprensivo, perché è bene che si sappia che i fondi destinati alle autonomie scolastiche sono calcolati in base al numero di plessi ed al numero di alunni iscritti: ciò significa che ogni plesso e ogni alunno hanno diritto ad una quota a loro assegnata per la gestione dei servizi. Anche per le classi “primavera” non avrebbero problemi perché sono finanziate a parte con specifici progetti. Perciò quando si afferma che la riduzione di 250 unità all’Istituto Comprensivo di Asigliano comporterebbe meno fondi per i servizi, dimostra di non essere ben informato sul corretto utilizzo di tali fondi. È ridicolo che alcuni sindaci, dopo innumerevoli riunioni in Regione, Provincia e Comune di Asigliano, dopo mesi di dibattiti, discussioni e confronti, riescano ad affermare con sfacciata tranquillità di non essere stati informati e di poter cambiare la loro posizione. È inspiegabile come gli stessi, dopo aver dormito sonni tranquilli, delegando ad altri la responsabilità di partecipare agli incontri sul dimensionamento scolastico, improvvisamente si sveglino e pretendano che l’intera Provincia si adegui ai tempi del loro letargo. È scandaloso che il PD a livello locale, stia trasformando il piano di ridimensionamento scolastico della Provincia di Vercelli in una bagarre politica e, per ostacolare le decisioni dei Comuni definiti “dissenzienti”, abbia intrapreso una vera e propria battaglia che utilizza ogni mezzo (comprese le lettere carbonare che per errore arrivano anche sulle scrivanie dei sindaci di tali Comuni) rasentando l’illegalità. È patetico ed offensivo il tentativo di giustificare questa intromissione politica attribuendo all’assessore Roberto Saviolo la paternità delle nostre scelte (adottate attraverso delibere di giunta a lungo ragionate), perché sottintende l’incapacità decisionale delle singole amministrazioni. È inaccettabile che i nostri Comuni, solo per aver legittimamente manifestato le proprie volontà, maturate dopo un attento esame della normativa e delle esigenze territoriali ed a lungo concertate, debbano essere pubblicamente accusati di “comportamento irresponsabile”. È scontato che anche noi ci riserviamo la facoltà di valutare tutta la documentazione relativa al piano di dimensionamento scolastico in questione e di ricorrere contro ogni decisione che riterremo lesiva e discriminatoria nei confronti dei nostri Comuni. Sappiamo che questa vicenda, da qualcuno trasformata in campagna elettorale, non potrà certo finire qui. Finiranno qui le nostre pubbliche dichiarazioni, perché non intendiamo alimentare oltre questa sterile polemica. Saranno altre le sedi in cui porteremo avanti le nostre ragioni e nelle quali cercheremo di difendere le nostre decisioni, perché sono state prese in maniera trasparente, nei tempi e nei modi dettati dalla legge e nel solo ed unico interesse delle famiglie, con lo scopo di salvaguardare non solo la sopravvivenza delle nostre scuole, ma anche la loro organizzazione, la qualità ed i servizi, che pretendiamo siano presenti nei nostri plessi. Queste sono per noi le questioni a cui le famiglie prestano attenzione, non alle patetiche scaramucce tra amministrazioni.

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Federico Nardi

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