Quel confine "rubato": bloccato sul Bianco l’alpinista Ginetto Pessina
di Pier Luigi Rollino
La diatriba fra Italia e Francia di questi giorni legata ai confini sul Monte Bianco, ha visto protagonista a sua insaputa Ginetto Pessina, vicesindaco di Terruggia provetto scalatore e alpinista. Beppe Gandolfo, cronista del TG5, ha intervistato Pessina chiedendogli un parere sulla querelle dei confini. È lo stesso Pessina che racconta quanto accaduto martedì sul gigante d’Europa: «Mi trovavo a Pontal d’Entrèves, frazione di Courmayeur, di buon’ora, sono salito sulla panoramicissima cabina rotante della nuova funivia e, dopo poco, eccomi a Punta Helbronner.
Sono sceso velocemente, proiettandomi per accedere al ghiacciaio intenzionato a fare la traversata de la Vallée Blanche, la giornata a quella quota era splendida, sotto, nuvole di condensazione coprivano Courmayeur». Ma, ecco la sorpresa: una transenna ha sbarrato l’accesso al ghiacciaio. «Ho chiesto ad alcuni operai del cantiere in fase di smantellamento, ma mi hanno risposto che i francesi avevano transennato l’accesso al ghiacciaio per la pericolosità e i crepacci. A questo punto, incavolatissimo, mi sono arrampicato sulla parete di massi per attraversare la barriera fatta erigere dal sindaco di Chamonix».
Sono sopraggiunte alcune persone in abbigliamento non alpinistico, una delle quali si è avvicinata chiedendo a Pessina cosa stesse facendo. «Più incavolato di prima, ho risposto che mi apprestavo a fare la traversata de la Vallée Blanche! Volevo proprio vedere chi mi impediva di camminare sulle mie montagne! Mie perchè non tollero venga arrogato un diritto di proprietà sul transito in montagna. Ignaro nella foga della presenza di una terza persona munita di telecamera e, a mia insaputa, sono così finito in tivù».
Continua Pessina: «Il sindaco di Courmayeur Fabrizia Derriard, mia carissima amica, condivide con me la scorrettezza per la chiusura dell’accesso al ghiacciaio, anche perchè lo sbarramento è stato messo in territorio italiano! Pur ritenendo giusto il controllo degli accessi al ghiacciaio per impedire incidenti dovuti all’inesperienza o alla noncuranza nell’idoneo abbigliamento per affrontare l’alta montagna. Speriamo che questo evento serva a porre fine alla annosa diatriba sui confini! Secondo i transalpini il Rifugio Torino è su territorio francese... roba da matti».
Il sindaco di Chamonix ha bloccato l’accesso al ghiacciaio del Gigante dal rifugio Torino, considerandolo in territorio francese. La Regione Valle d’Aosta ha chiesto l’intervento del Governo.
Sono riemerse polemiche antiche sull’interpretazione politica e cartografica dei confini di Stato. Il primo confine risale al 1796, all’epoca dell’armistizio di Cherasco dopo la prima campagna napoleonica in Italia. In quel trattato tra Repubblica francese ai tempi del Direttorio e il Regno di Sardegna retto da Vittorio Amedeo III vennero definiti i confini tra Piemonte e Francia. Il confine è poi stato portato sullo spartiacque, quindi in vetta al Bianco attraverso un altro trattato, quello del 1862. Adesso, le polemiche: che siano gli aspetti economici legati al turismo incrementato dalla nuova funivia ad aver creato invidia e fatto indispettire i sudditi della ‘Marianna’ sbarrando l’accesso?