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I Comuni riflettono sulla riforma «per una nuova coesione sociale»

Un pubblico numeroso, composto per lo più da sindaci e amministratori, è intervenuto martedì sera al Teatro Comunale di Valmacca al convegno “I Comuni in Unione per una nuova coesione sociale” promosso dall’ dell’Unione dei Comuni Terre di Po e Colline del Monferrato. Un tema più che mai di stretta attualità quello della riforma dei Comuni che sta alimentando dibattiti, ma anche malumori, su più fronti, soprattutto a causa dell’incertezza normativa che di certo non aiuta (anzi, crea elementi di contrarietà ad esempio con l’articolo 16) sindaci e amministratori nel condividere un passaggio cruciale in un momento particolarmente delicato per gli enti locali. A fare gli onori di casa il sindaco di Valmacca, Paola Robotti, che ha messo a disposizione il teatro come avvenuto anche in altre recenti occasioni (vedi Settimana europea della Democrazia), ed Andrea Serrao, primo cittadino di Frassineto e Presidente dell’Unione dei Comuni Terre di Po e Colline del Monferrato, (realtà che fa parte dell’Unione con Borgo San Martino, Valmacca, Bozzole, Pomaro, Giarole, Occimiano e Mirabello). I Comuni si trovano in un momento “di incertezza normativa e di difficoltà di reperimento delle risorse” ha spiegato Serrao introducendo i lavori, seguito da Ernesto Berra, sindaco di Occimiano, che ha tratteggiato l’esperienza dei consigli dei comuni, poi Unioni. La serata è entrata nel vivo con l’intervento dell’onorevole Mauro Guerra, Coordinatore Nazionale dei Piccoli Comuni dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), sindaco di Tramezzo, nel com’asco, tra i promotori dell’ Unione dei Comuni della Tremezzina. “Credo che la gestione associata delle funzioni- ha spiegato Guerra – possa essere un’occasione e un’opportunità a condizione che lo si faccia seriamente e che la normativa sia più ragionevole e razionale di quella attuale”. In ogni caso i Comuni si trovano dinanzi a una “sfida importante che credo vada raccolta: abbiamo aperto un tavolo di confronto con il nuovo Governo (ieri, giovedì, era in programma anche un incontro con il Ministro degli Interni, nda) mentre in sede di Conferenza Unificata cercheremo di trovare un’intesa per garantire più gradualità in questo processo: questa è una straordinaria occasione per riorganizzare l’assetto istituzionale”. L’impressione è che le unioni fra Comuni siano, oltre che oggetto di un dettato normativo, anche figlie della necessità imposte dai tempi che cambiano: “Sarà sempre più difficile per i piccoli Comuni gestire da se programmazioni che possano incidere sullo sviluppo del territorio” ha sottolineato l’On. Guerra durante il suo intervento auspicando inoltre un impegno finalizzato a “una carta delle autonomie” e ammonendo che i rinvii dei termini per l’obbligo di gestione associata non devono essere fini a se stessi ma utili per “trovare la forza di disegnare un quadro che abbia una sua utilità”; il tutto salvaguardando l’identità dei singoli Comuni, soprattutto l’autonomia di bilancio. Nell’ambito della sua esperienza, ha incontrato numerosi sindaci di piccole realtà, che impressione ha avuto? “Ho recepito molta comprensibile preoccupazione – ha proseguito Mauro Guerra – e la richiesta di una maggiore chiarezza e la necessità di rapportarsi a un quadro di riferimento affidabile, che non cambi di mese in mese”. È ottimista in merito? “Di questi tempi non è facile essere ottimista ma credo sia possibile lavorare bene per definire un quadro più semplice e ragionevole”. I piccoli comuni si trovano quindi ad un bivio: provare a galleggiare nelle pieghe normative adempiendo a quanto basta per rispettare i vincoli di legge oppure mettere in campo, archiviando ogni campanilismo, una sfida di riorganizzazione per conquistare un quadro normativo nazionale idoneo a garantire successo a questo tipo di processo. Nella foto da destra: Robotti, Serrao e Berra

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