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Due donne alle Molinette per la polmonite da H1N1

Sono due i casi di polmoniti da virus H1N1 accertati al DEA dell’ospedale Santo Spirito di Casale. Entrambe le pazienti, due donne, sono state trasferite a Torino, un caso riguardava una donna gravida e il secondo una signora con una pregressa malattia ematologica. L’ultima emergenza, alcuni giorni fa, è stata indirizzata alle Molinette di Torino, una donna di 52 anni proveniente dall’ospedale Santo Spirito di Casale, appunto, ricoverata da tre giorni: si tratta di un caso molto grave (quando è giunta alle Molinette le è stata praticata subito una respirazione extracorporea) in quanto è affetta da altre patologie che hanno contribuito a peggiorare il quadro clinico. L’influenza A H1N1 è una infezione virale acuta dell’apparato respiratorio con sintomi fondamentalmente simili a quelli classici dell’influenza e come per l’influenza classica sono possibili complicazioni gravi, quali la polmonite. I primi casi della nuova influenza umana da virus A H1N1 sono stati legati a contatti ravvicinati tra maiali e uomo; il nuovo virus A H1N1, anche chiamato H1N1v (v sta per variante) è infatti un virus di derivazione suina. Nell’uomo infezioni da virus influenzali suini sono state riscontrate occasionalmente fin dagli anni ‘50, sempre legate ad esposizione e contatti ravvicinati (1-2 metri) con suini, ma il nuovo virus A H1N1 si è ora adattato all’uomo ed è diventato trasmissibile da persona a persona. Duecento passaggi in più Paolo Tofanini, direttore del Santo Spirito, evidenzia che nel mese di gennaio - secondo i primi dati - al Pronto Soccorso sono stati registrati circa sono passati 200 pazienti in più rispetto al 2010, cosa che dimostra implicitamente l’importanza il ruolo dell’ospedale nonostante nei programmi la politica sanitaria sembra volersi orientare sempre più sul territorio, sottolinea Tofanini. Secondo Nicola D’Errico, tuttavia la situazione dell’epidemia influenzale non differisce sostanzialmente da quella degli anni passati. Chi è più a rischio A rischio sono soprattutto gli anziani, persone già indebolite da altre problematiche sanitarie, affetti da patologie che facilitano complicanze come diabetici, cardiopatici cronici, pazienti oncologici che hanno una condizione di basse difese immunitarie. Sono i soggetti a cui normalmente viene raccomandato di fare il vaccino che copre efficacemente circa il 60% dei soggetti in quanto ci sono sindromi parainfluenzali - «parenti stretti dell’influenza - che non possono essere immunizzate. Le raccomandazioni Le raccomandazioni sono quelle note: tanto riposo, idratazione, cibi leggeri, antiperitici in caso di febbre ma non antibiotici, a meno che non sussistano complicanze. E poi - raccomandano al DEA dl Santo Spirito - evitare di recarsi al pronto soccorso se non ci sono urgenze, in quanto propri nelle sale d’attesa, affollate, può favorirsi la propagazione del virus. Meglio, dunque, chiamare il medico e farsi visitare a casa. Sarà lui a valutare se vi sono i presupposti per accertamenti più approfonditi. Altro che febbre d’amore... E secondo le statistiche sarebbero almeno 700mila gli italiani hanno trascorso San Valentino con l’influenza mentre altri 400mila se la vedranno con forme simil-influenzali. Complessivamente almeno un milione di abitanti si trova a fare i conti con una meno febbre meno romantica e metaforica di quella d’amore, siglata non da Cupido ma dal... termometro. Proprio baci, abbracci ed effusioni sono poi il veicolo eletto per la diffusione del virus per cui se il cuore impavido suggerisce slancio sempre e comunque è bene ricordare che il virologo consiglia mani bel pulite e... distanza di sicurezza.

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