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  • 22 maggio 2008
  • Casale Monferrato

A Casale don Chavez, successore di Don Bosco - Il Monferrato e i Salesiani, una lunga storia

Domenica 25 maggio don Pascual Chàvez, il nono successore di Don Bosco, verrà in visita a Casale; insieme a lui saranno presenti i membri del Consiglio Generale che guidano la Congregazione Salesiana sparsa in 134 nazioni del mondo. La loro presenza al Valentino - per la solenne celebrazione delle 10, cui seguirà un momento di festa - sarà «un segno di affetto e vicinanza all'opera salesiana di Casale ma anche un segno di riconoscenza per la terra monferrina che ha dato molto ai Salesiani». A partire dalle passeggiate autunnali di Don Bosco fino all'apertura di importanti case come quelle di Mirabello, Borgo San Martino e Casale, ma ancor più per il grande numero di salesiani originari di questa terra, tra cui brillano le personalità del Beato Filippo Rinaldi e di don Pietro Ricaldone. Ripercorriamo in questa pagina le tappe principali che portarono il Santo e lo sviluppo dell'opera salesiana nella terra monferrina. Le passeggiate autunnali Dal 1861 in avanti Don Bosco prende l'abitudine, nel mese di ottobre, di portare i suoi ragazzi per alcuni giorni in giro per il Piemonte. Molto spesso la meta sono i colli monferrini casalesi. Così il vescovo Angrisani scriveva nel 1975: «Ecco dunque Don Bosco in giro con la nidiata dei suoi figli attraverso i paesi del nostro bel Monferrato, sparsi in bella vista sui crinali delle nostre colline, tuffati nel verde intenso delle nostre vigne». Visitano diversi paesi: Alfiano, Crea, Casale, Mirabello, Vignale, Lu, San Salvatore, Montemagno, Grana, Calliano. Ancora oggi molti di questi paesi ricordano il passaggio del Santo e la generosa ospitalità offerta ai suoi ragazzi. Casale, sabato 12 ottobre 1861 È la prima volta che Don Bosco visita la città. I ragazzi sono più di cento, la banda in testa. Il gruppo passa proprio nella zona del Valentino dove parecchi anni più tardi sorgerà l'opera salesiana. Provengono da Crea e si recano a salutare il vescovo Calabiana. Il Santo è legato da una stretta amicizia con il vescovo che aveva conosciuto a Torino. Dopo questa prima visita, Don Bosco verrà più volte a Casale. Celebre è la conferenza ai Cooperatori salesiani che il Santo tenne nel 1881 nella chiesa di San Filippo, in cui auspicò l'apertura di un oratorio in città. Mirabello: Prima casa salesiana fuori Torino La prima casa salesiana aperta fuori Torino fu proprio quella di Mirabello nel 1863. Mons. Calabiana desiderava da tempo un piccolo seminario, mentre il comune sarebbe stato fiero di possedere un collegio. Fu costruito un nuovo edificio; per di più Mirabello ricevette il fior fiore del personale salesiano: don Rua, direttore, i chierici Provera, Bonetti, Cerutti, Dalmazzo e Cuffia. Don Rua, appena ventiseienne, riusciva bene nel nuovo incarico, si scrive di lui: «Don Rua a Mirabello si diporta come Don Bosco a Torino. È sempre attorniato da giovani, attratti dalla sua amabilità». Mirabello diventò campo sperimentale per tutte le altre case salesiane. Il trasferimento a Borgo S. Martino Nel 1870 il piccolo seminario di Mirabello, dove l'isolamento e l'insalubrità, avevano fatto cadere il numero degli allievi, fu trasferito a Borgo S. Martino nel palazzo del Marchese Scarampi. Inizia la lunga e gloriosa storia del Collegio San Carlo che ha formato generazioni di casalesi e monferrini. Nasce l'oratorio del Valentino Nel 1904 il futuro beato Michele Rua dal pulpito di San Filippo si disse lieto di poter sciogliere la promessa si don Bosco. Nel 1905 iniziò in Casale l'oratorio festivo sotto la guida di don Federico Emanuel, che diventerà poi vescovo di Castellammare di Stabia. All'oratorio si aggiunge la costruzione della Basilica del Sacro Cuore che diventerà successivamente anche parrocchia. Due rettori maggiori monferrini Ben due tra i nove successori di Don Bosco provengono dal Monferrato. BEATO FILIPPO RINALDI, terzo successore di Don Bosco - Filippo Rinaldi nacque a Lu Monferrato il 28 maggio 1856. Ottavo di nove figli, il suo temperamento giovanile non fu quello che ci si potrebbe propriamente aspettare da un santo, ma il celebre santo dei giovani seppe scorgere anche in lui una buona stoffa per farne un buon educatore. Filippo conobbe infatti don Bosco nel suo paese natio già in tenera età, durante una delle tante passeggiate che il santo sacerdote faceva con i suoi giovani. A dieci anni il padre lo iscrisse al collegio di Mirabello, che per sua volontà lasciò pochi mesi dopo. Don Bosco gli scrisse, tentando di indurlo a tornare, ma Filippo si mostrò irremovibile. Nel 1874 don Bosco si recò personalmente a Lu per convincere il giovane Filippo a seguirlo a Torino, ma senza successo. Solo tre anni dopo Don Bosco riuscì finalmente a persuaderlo conquistando il suo cuore e, all'età di 21 anni, Rinaldi intraprese a Genova-Sampierdarena il cammino per le vocazioni adulte. Nel 1880, dopo il noviziato, nelle mani dello stesso don Bosco, emise i voti perpetui. Grazie all'insistenza di Don Bosco, Filippo ricevette l'ordinazione presbiterale. Successivamente divenne direttore, poi ispettore in Spagna. Nel 1921 fu eletto egli stesso terzo successore di Don Bosco, il cui spirito dovette adattare ai tempi nuovi, ruolo che evidenziò maggiormente le sue doti e la sua ricchezza d'iniziative: cura delle vocazioni, formazione di centri di assistenza spirituale e sociale per le giovani operaie, guida e sostegno per le Figlie di Maria Ausiliatrice in un particolare momento della loro storia. Il grande salesiano don Francesia asserì: «A don Rinaldi manca solo la voce di don Bosco». Ebbe due grandi devozioni: Maria Ausiliatrice e il Sacro Cuore. Volle con forza la conclusione della costruzione della Basilica del Sacro Cuore a Casale; fu presente il 22 ottobre 1922 alla solenne inaugurazione insieme al vescovo mons. Pella. Morì a Torino il 5 dicembre 1931. *** DON PIETRO RICALDONE, quarto successore di Don Bosco - Pietro Ricaldone nacque il 27 luglio 1870 a Mirabello dove, sette anni prima, don Rua aveva assunto la direzione di un collegio salesiano. Suo padre, uomo di carattere e d'equilibrio, agiato agricoltore, diventerà sindaco del paese. La vivacità del giovane Pietro faceva talvolta tremare sua madre: non vi era olmo attorno alla casa su cui il ragazzino non si fosse arrampicato fino in punta! Per compiere gli studi fu mandato nel collegio salesiano di Alassio, poi in quello di Borgo San Martino. Qui un giorno Pietro potè conversare da solo a solo con don Bosco, che rivedrà una seconda volta a Torino. Dopo qualche esitazione, che lo condusse al seminario di Casale fino alle soglie della teologia, fece ritorno dai Salesiani. Come quarto successore di don Bosco resse la Congregazione Salesiana per circa vent'anni. Uomo di rilevanti doti d'intelletto e di governo, diede vasto impulso alla formazione spirituale e professionale dei salesiani, allo sviluppo degli istituti di cultura superiore di cui resta monumento l'Università Pontificia Salesiana (UPS). Per due volte compì l'intero giro del mondo - viene sottolineato negli ambienti salesiani - «ovunque portando l'altezza delle sue direttive, la grande comprensione del cuore, l'incremento promozionale tra i nativi e la sollecitudine tra gli emigrati. Moltiplicò gli istituti professionali assicurandone ovunque il personale specializzato». Le benemerenze di don Ricaldone ebbero riconoscimento in Italia con il conferimento della "Stella d'oro" al merito rurale e della "Stella d'oro" al merito della scuola. Morì nel 1951.

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Federico Nardi

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