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Il Distretto Sanitario si trasferisce nell'ex Asilo Infantile

Cambierà sede il Distretto Sanitario a cui fanno capo otto Comuni dell’Unione Terre di Po e Colline del Monferrto, per complessivi 9500 cittadini. Il Comune di Borgo nei prossimi giorni firmerà con la parrocchia il compromesso che gli consentirà di prendere possesso dell’ex Asilo Infantile e del Salone don Milanese. Per il momento alla parrocchia verranno dati 10.000 euro, con l’impegno di versare il saldo del corrispettivo pattuito, 190.000 euro, prima della scadenza della legislatura in corso, vale a dire entro la primavera del prossimo anno. L’ex Asilo Infantile è un solido edificio costruito nella prima metà del secolo scorso, abbandonato da parecchi anni, bisognoso di consistenti interventi al fine di renderlo utilizzabile: «Borgo - ha detto il sindaco Giovanni Serazzi – da qualche decennio è la sede del Distretto Sanitario che serve 9 Comuni e vuole mantenere questa struttura, per cui è disposto a fare notevoli sacrifici finanziari». Attualmente il Distretto occupa parte dei locali al piano terreno del palazzo comunale, insieme al Consorzio Irriguo ed all’ambulatorio medico. Già da tempo l’ASL aveva manifestato la volontà di aumentare i servizi medici offerti alle popolazioni dell’Unione ma, mancando lo spazio ove poterli svolgere, l’iniziativa non aveva potuto prendere corpo. Con i recenti acquisti al Comune di Borgo viene trasferita la proprietà di un immobile vasto, posto su due livelli. Appena sarà possibile il Comune prenderà i necessari contatti con la dirigenza dell’ASL allo scopo di verificare le richieste e capire se basteranno gli spazi al piano terreno o se l’intervento dovrà comprendere anche il primo piano. Nel caso della prima soluzione il Comune intenderebbe sfruttare il primo piano a fini abitativi onde diminuire il costo dell’operazione. Serazzi ha affrontato anche il problema del reperimento delle risorse necessarie per gli acquisti e, soprattutto, per la ristrutturazione dell’ex Asilo: «Non abbiamo ancora dei preventivi a disposizione ma pensiamo che servirà una cifra due o tre volte superiore a quella dell’acquisto». Il Comune è proprietario di circa 20mila metri quadrati di area verde che avrebbe dovuto ospitare un centro di aggregazione e gli impianti sportivi pubblici. Essendo avvenuta, nel frattempo, la chiusura del Collegio San Carlo e avendo il Comune acquistato dai salesiani oltre 24mila metri quadrati fra impianti sportivi e locali vari, l’area per servizi pubblica si è resa libera per altri utilizzi. Sta per andare in porto l’approvazione del Piano Regolatore e con essa la possibilità di modificare la destinazione d’uso dell’area pubblica che diventerebbe “edificabile” e, quindi, sarà messa in vendita: «In altri tempi – ha detto Serazzi – il giorno successivo alla pubblicazione del bando l’area avrebbe trovato un acquirente, in questo periodo è difficoltoso vendere, contiamo però di realizzare quanto serve per raggiungere i nostri obiettivi».

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Federico Nardi

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