Cota: "Un riconteggio incomprensibile. Faremo ricorso al Consiglio di Stato" - Il Pd: "Gravi irregolarità, vogliamo chiarezza"
'Evidentemente per qualcuno non dovevo governare. Ma questa vicenda non mi fiacca, anzi mi da' nuove energie, e governero' con rinnovato slancio'. Con queste parole il Presidente della Regione Piemonte on. Roberto COTA ha aperto questo pomeriggio la conferenza stampa convocata oggi in Regione per commentare il pronunciamento del Tar sui ricorsi post- elettorali.
'Diciamo la verita' – ha aggiunto - il problema vero e' che io ho vinto, ma evidentemente per qualcuno non dovevo governare. Altrimenti non so spiegarmi quello che sta accadendo. Ogni giorno ce n'e' una, a partire dalla notte delle elezioni, quando la presidente uscente del Piemonte affermo' che non avrebbe accettato il risultato che la dava perdente. Ma se ogni giorno ce n'e' una il problema non e' la lista Scanderebech di cui il Tar chiede il riconteggio, ma il fatto che per qualcuno Lega e Pdl non dovevano governare. Forse anche la nostra unità , la nostra azione di governo determinata e convinta, non sta bene a qualcuno che continua ad ignorare il voto che democraticamente e regolarmente i piemontesi hanno espresso a fine marzo. Non a caso il voto di preferenza dato dai piemontesi a me come presidente sono stati determinanti rispetto ai voti di lista. Non a caso oggi i cittadini mi fermano per strada continuamente per dirmi di andare avanti e risolvere i problemi del Piemonte. Questa regione ha bisogno di essere governata e non di perdere tempo o di giocare come fa qualcuno che ogni volta tira fuori qualcosa di nuovo invece di fare un’opposizione seria e democratica. I miei legali faranno ricorso al Consiglio di Stato sulla sentenza, e per quanto mi riguarda continuero' a lavorare'. L’agenda del Presidente di oggi è stata infatti integralmente rispettata.
'Dal punto di vista giuridico - ha spiegato l'avvocato della Regione Piemonte Luca Procacci - chiederemo subito in via cautelare un provvedimento che sospenda il riconteggio dei voti delle liste 'Al centro per Scanderebech' e 'Consumatori'.
Attendiamo le motivazioni della sentenza, poi agiremo. Riteniamo che ci siano motivazioni fondate per ottenere presto giustizia’.
Il Presidente Cota è poi tornato sulla questione dell’interpretazione della legge elettorale. ‘Io mi sono votato, ma ho messo la croce solo sul simbolo della Lega Nord e cosi' hanno fatto mia mamma e le sue amiche. Anzi, e' stata indicata questa modalita' , e cioe' che basta una croce su una lista, che abbiamo fatto campagna elettorale. La preferenza alla lista vale sia come voto alla lista stessa - sia come voto dato al presidente, a meno di un voto disgiunto. Non comprendiamo perciò la questione del riconteggio. Sulla lista "Al centro con Scanderebech", infatti tutte le carte ufficiali parlano chiaro: lo status di capogruppo a Deodato Scanderebech, e relativa autorizzazione ad esenzione, è stata accordata dal precedente Presidente del Consiglio Regionale ed esponente del Pd Davide Gariglio. Sulla legittimità di questa lista, tra l’altro , come certificano documenti ufficiali, si sono pronunciati prima delle elezioni ben due tribunali elettorali(Asti e Cuneo). Per quanto riguarda l’esenzione ad una lista diversa da quella di cui si è capogruppo in Consiglio Regionale, non mi pare infine si possano ipotizzare problemi soltanto per Scanderebech e non per altri, visto che la legge regionale in merito è stata utilizzata con dal Pd per l’esenzione dei ‘Radicali’, dall’Idv per ‘Pensionati e Invaldi per Bresso’ e da ‘Sinistra ed Ecologia’ per ‘Grillo –No Euro’, lista tra l’altro a sostegno di un terzo candidato presidente. Mi risulta perciò difficile commentare ed anche comprendere le ragioni della sentenza ’.
Morgando (Pd)
Questa la dichiarazione rilasciata nel pomeriggio da Gianfranco Morgando, segretario regionale del PD:
La decisione assunta dal Tar del Piemonte conferma la fondatezza dei ricorsi presentati da alcune liste della coalizione di centrosinistra e la sussistenza di gravi irregolarità che hanno viziato le elezioni regionali.
In attesa della decisione sulla lista ‘Pensionati per Cota’ - che consideriamo l’episodio più grave per la falsificazione delle firme degli stessi candidati della lista - bene ha fatto il Tar a disporre il riconteggio dei voti. In questo modo verrà ricostruita l’effettiva volontà dell’elettore e si ripristineranno i principi della legalità, della correttezza e della trasparenza che sono stati calpestati da chi ha posto in essere comportamenti illeciti e truffaldini.
Chi ha sempre invocato il primato della volontà popolare non può contestare l’operato dei giudici, che ha come scopo quello di accertare l’effettiva espressione di questa volontà. La destra non può far finta di non sapere che alle ultime elezioni regionali la coalizione di centro sinistra ha ottenuto più voti, e che lo scarto tra i due candidati Presidenti è stato di poche migliaia di voti. Nessuna vittoria lampante di Roberto Cota, dunque, ma un “testa a testa” che oggi appare viziato da gravi irregolarità.
Il PD vuole semplicemente chiarezza, e apprezza le decisioni del Tribunale amministrativo che vanno in questa direzione. Siamo, come sempre, rispettosi e fiduciosi verso gli adempimenti disposti dai giudici, auspichiamo tempi rapidi per la decisione definitiva, e siamo pronti a dare il nostro contributo perché l’attività regionale non si interrompa e possano essere adottate le decisioni urgenti per affrontare la difficile situazione economica e sociale del Piemonte.