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Interviste a Poletti (abbigliamento) e Maniero (parrucchiera)

Il "Risorgimento" del commercio: dopo tre mesi si riapre...

Passato alle spalle bisogna ricreare le abitudini

Qualcuno parla di Risorgimento. Certo, tirare in ballo l’epopea che ha fatto l’Italia è forse troppo, ma, in un certo senso, il ritorno alla voglia di uscire dopo il periodo buio del lockdown è davvero tanto. Rinascita, riapertura, ritorno alla normalità...

Ieri, lunedì, hanno riaperto i negozi; per i bar e i ristoranti bisognerà attendere sabato e poi la ripartenza sarà completa.Fabrizio Poletti, abbigliamento, commenta: «Siamo partiti piuttosto bene, c’erano i clienti che attendevano la riapertura e, puntualmente, dopo l’annuncio sui sociali, sono arrivati. C’è gente in giro, erano tre mesi che attendeva di fare acquisti. Adesso, occorre ricreare le abitudini».

Per il titolare di Due, però, le regole non sono sono chiare, anzi non sono state date: «Confidiamo nel buon senso, bisognerà attendere questa settimana per vedere se salirà la curva dei contagi anche se le previsioni inducono ad un cauto ottimismo». Poletti, per l’estate, azzarda una previsione: «Sono convinto che sarà comunque una bella stagione; se si amplieranno i déhor con una buona offerta da parte degli esercenti, sarà un’estate interessante».

L’Amministrazione, come ha fino ra operato? «Ha lavorato senz’altro in maniera positiva, ma siamo solo all’inizio, bisogna continuare su questa strada. E’ importante una cosa: quando cerchiamo un assessore, questo si fa puntualmente trovare. Non è una cosa da poco». Ma c’è un punto dolente che si trascina da tempo: i locali vuoti. Diversi non apriranno, ci sono troppe spese, altri saranno costretti ad esaurire le risorse messe da parte. Che dire poi degli affitti, troppo cari? «Dovranno essere ridotti, applicare la cedolare secca perchè - aggiunge Poletti - affitti elevati è sinonimo di chiusura dei negozi e, di riflesso, immagine della città in ribasso». Hanno aperto barbieri, parrucchiere, estetiste che devono seguire rigide prescrizioni e adottare i dispositivi di protezione.

Cristina Maniero, parrucchiera di via Olearo, ad Oltreponte, ha riaperto ieri. «Una cliente alla volta - dice - con tutti gli strumenti protettivi. Dopo una lunga chiusura finalmente ho potuto riaprire. Speriamo che vada tutto bene, di non tornare indietro, sarebbe davvero tragico. E speriamo che la gente usi il senno». La parrucchiera ha imbiancato e sanificato il negozio: «Le spese ci sono, ho ottenuto il primo bonus di 600 euro, sono in attesa di quello di aprile».

 


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