Al Teatro Municipale "Un uomo per bene", lo spettacolo del Laps sullo statista casalese Giovanni Lanza
di f.g.
L’inno di Mameli risuona nel Teatro e gonfia il cuore, il tricolore sullo sfondo rende omaggio a un Giovanni Lanza ormai morente osannato dagli interminabili applausi del pubblico. L’emozionante finale di "Un uomo per bene" ha infiammato gli spettatori, che si sono levati in una grande ovazione nel ringraziare la compagnia Laps (Laboratorio Artistico Piccolo Sipario) per avere regalato qualcosa di più di un bello spettacolo.
Raccontando la storia di Lanza, Rivoire e i suoi attori non solo hanno reso omaggio all’insigne figura dello statista, ma hanno risvegliato nella cittadinanza l’orgoglio di essere casalesi. Nella platea e nei palchi del primo ordine, tutti portano fieramente la coccarda tricolore appuntata sulla giacca, segno di devozione alla Patria e alle figure dei personaggi monferrini che hanno contribuito a unirla. Insieme a Lanza, sul palcoscenico, sono risuonati i suoi ideali, riaffermata la sua moralità, rievocato il suo essere casalese e italiano prima ancora che l’Italia nascesse.
A calarsi perfettamente nei panni di Lanza, venerdì sera al Municipale, è stato Alfredo Rivoire, sceneggiatore e regista dell’opera meticolosamente allestita e a lungo preparata. Se l’attore è riuscito a interpretare così bene la parte, è merito dell’approfondita ricerca che la compagnia ha svolto su Lanza, studiando tanti documenti e scritti. Particolarmente preziosi quelli custoditi nella biblioteca personale di Andrea Desana, pubblicamente ringraziato per avere messo a disposizione i testi.
La storia di Lanza e dell’Unità, è stata raccontata dall’Italia personificata da Lorena Cappellato, che ha fatto da filo conduttore tra le varie scene e vicende. Tutta la prima parte della storia ci mostra un Lanza in veste di presidente del Consiglio, tormentato dai dubbi e dalle incertezze, mentre programma la presa di Roma. Da credente, gli duole tremendamente togliere i poteri temporali al papato, ma sa che è la cosa giusta da fare per dare una capitale all’Italia unita.
Più volte è sul punto di desistere, attanagliato dallo sconforto, ma è sempre sostenuto dalla fede nel proprio progetto e dall’amore della moglie Clementina Zoppis (Erika Re), seppur lontana e impegnata a mandare avanti la casa con la domestica Agnese (Nadia Paro). Risolutivi sono gli incontri e gli scontri con Quintino Sella, i colloqui con il re Vittorio Emanuele II (interpretati da Giorgio Milani), le chiacchierate con il generale Alfonso La Marmora e il professor Sbarbaro (Sergio Sassone). Il casalese si confronta anche con il conte Ponza di San Martino e il direttore de “L’Opinione”, Giacomo Dina (Cesare Demichelis).
Essenziale, ma originale la scenografia, con gli abiti dei personaggi appesi agli attaccapanni.
I Laps sono riusciti a trasmettere tutto il loro amore e quello di Lanza per la città e l’Italia, certi che il tributo allo statista monferrino sarebbe piaciuto anche a un altro “uomo per bene” della politica casalese, l’ex sindaco di Casale Paolo Mascarino, cui la rappresentazione è dedicata.
Ma la compagnia casalese ha anche pensato a un modo più concreto per onorare la memoria di Giovanni Lanza. Con lo spettacolo è stato lanciato il progetto “Fondo Lanza”, per raccogliere contributi destinati al restauro della tomba dello statista e della consorte, situata nel cimitero di Casale. L’incasso, dedotte le spese vive, è stato devoluto nel Fondo.
I cittadini possono contribuire al restauro con una donazione fino al 31 gennaio.
Offerte e donazioni possono essere versate sull’apposito conto corrente aperto presso la Banca Sella- Casale (Iban: IT 70 D 03268 22600 024886184191) intestato a Laboratorio Artistico Piccolo Sipario, causale: progetto Lanza.