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A Moncalvo i riti del Palio

Domenica da incubo ad Asti in occasione del Palio 2013. Nel primo pomeriggio, sotto un cielo minaccioso, è infatti partita la sfilata del Corteo Storico al quale prendono parte i comitati dei vari rioni fra i quali quello di Moncalvo che in mattinata aveva rinunciato a mostrare la sfilata storica ai propri concittadini a causa della pioggia e del rischio di imbrattare e rovinare i costumi in scena nel pomeriggio nel capoluogo del Moscato. Ma terminato il corteo accade, nella prima batteria, un tragico imprevisto. Pochi minuti dopo le 16 i sette fantini dei rioni inseriti nella prima batteria, peraltro da brividi in quanto sono presenti ben cinque finalisti del Palio 2012, si dispongono sopra i propri cavalli per la partenza. I cavalli si avvicinano al canapo e l’allineamento si dimostra fin da subito problematico. Mentre si cercano le condizioni per la partenza regolare, Jonatan Bartoletti, fantino di Santa Maria Nuova si avvicina al canapo. Ma in pochi istanti si consuma l’irreparabile: il cavallo batte contro il canapo e vola per aria mentre il fantino cade quasi sotto il suo purosangue. La tremenda torsione del collo risulta fatale al cavallo del rione di Santa Maria Nuova. In tribuna i presenti sono colti dalle più disparate reazioni di rabbia, sconforto, pianto e sgomento entra l’ambulanza veterinaria e la zona adiacente il canapo viene circondata da teli per coprire il purosangue ormai defunto. Nel frattempo le autorità si riuniscono per valutare il da farsi e gli animalisti incalzano con la protesta che corre anche in rete e su facebook dove molti gridano alla “vergogna”. La diretta televisiva viene interrotta e solo in serata viene ufficializzata la decisione: il Palio di Asti 2013 è rinviato al giorno seguente, il lunedì con inizio della corsa dopo le 15.30. Iniziativa che non ha mancato di suscitare polemiche presso i proprietari dei biglietti e anche gli stessi addetti ai lavori, trovatisi a fare i conti con i propri impegni lavorativi già programmati per il lunedì. E così anche Moncalvo, già inserito prima della tragedia nella terza batteria eliminatoria con buone speranze di poter accedere alla finalissima, ha dovuto rimandare di un giorno l’attesa del responso. In mattinata a Moncalvo era stato il maltempo a compromettere la cerimonia paliofila svoltasi regolarmente con la celebrazione della santa messa da parte di don Giorgio Bertola, la benedizione del cavallo e l’investitura del Comitato Palio a correre per conto del Comune dai colori biancorossi ma senza la consueta sfilata storica dei figuranti, per non compromettere i pregiati costumi. Nel mezzo anche il battesimo borghigiano in piazza della piccola Eva Buglio. Proveniente dalla scuderia che fa capo al ventiquattrenne fantino Andrea Coghe, la cavalla “bianco-rossa” benedetta sul sagrato della Chiesa di San Francesco (la medesima dello scorso anno, dell’età di 10 anni) è stata ribattezzata “Vagabonda”, dando seguito al tormentone che ha accompagnato durante l’anno i preparativi del Comitato Palio di Moncalvo ovvero la nota canzone “Io Vagabondo” dei Nomadi. Reduci dalla cena propiziatoria del sabato i sostenitori moncalvesi del Palio si sono poi ritrovati in piazza Garibaldi dove il sindaco Aldo Fara ha investito il Comitato Palio del compito di rappresentare il Comune alla Corsa Equestre. «L’ultimo Palio vinto da Moncalvo risale al mio primo anno da sindaco: visto che questo è il primo anno di reggenza di Filippo Raimondo vogliamo far sì che si rinnovi la vittoria?» Così il primo cittadino ha “propiziato” il successo aleramico dopo istanti dopo che i giovanissimi sbandieratori e musici coordinati da Andrea Pastore e Giorgio Sala avevano mostrato gli evidenti progressi nell’arte dello sbandierare, esibendosi anche nell’ardua “piramide”. Quarantacinque figuranti sono poi partiti con il Comitato Palio alla volta di Asti per sfilare esponendo gli oggetti più preziosi utilizzati negli ultimi anni fra i quali una “Cattedrale-reliquario” e una riproduzione della Madonna di Crea, frutto dello studio sviluppato da Diego Musumeci del tema storico della “Corte itinerante del Marchese del Monferrato”.

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Federico Nardi

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