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C'è un po' di Monferrato nella vittoria del trio "Il Volo" al Festival di Sanremo - Taccuino 'monferrino' dietro le quinte

C'è una parte di Monferrato nella vittoria de “Il Volo” al 65° Festival musicale di Sanremo presentato -con record di ascolti- da Carlo Conti. Vittoria proclamata nella notte di sabato dall’Ariston. Visagista (make up artist) del notissimo trio è Paolo Demaria di San Maurizio di Conzano. Ci dice domenica sera: “Abbiamo festeggiato fino alle cinque del mattino coi tre cantanti e tutto lo staff -citazione per la hair stilist varesina Sabrina che mi ha affiancato- quindici persone, al Caffè del Mare, poi quattro ore dopo, alle 9 il lavoro è ripreso per i collegamenti televisivi....”. Continua: “Una settimana assieme... Siamo diventati amici (ma li avevo già truccati prima di Sanremo per la copertina del disco in uscita) ora sono già invitato a casa loro in Sicilia e poi all’Eurofestival...”. Il Volo, che ha portato a Sanremo la canzone ‘Grande amore’, è costituito da due tenori e un baritono: Piero Barone (Agrigento, 24 giugno 1993), Ignazio Boschetto (Bologna, 4 ottobre 1994, oggi abita a Marsala) e Gianluca Ginoble (Atri, 11 febbraio 1995). Sono arrivati a Sanremo già molto famosi (e dati per favoriti...) come interpreti di brani della tradizione classica italiana (essenzialmente napoletana) e internazionale con stile e arrangiamenti moderni, e brani pop in chiave classica. Hanno inciso anche canzoni in spagnolo, inglese, francese, tedesco e latino. Sono stati i primi artisti italiani a firmare un contratto diretto con una major americana. Demaria ha avuto l’incarico di visagista dalla Sony America. Il nostro monferrino ha avuto l’affidamento del look di altri artisti: Gianluca Grignani, Lorenzo Fragola, Chantal Saroldi (in arte Chanty) di Savona e Rakele (Carla Parlato). Per rimanere in tema nell’area Stile dell’Hotel Royal a disposizione per il make up di cantanti e operatori dell’informazione ha lavorato la valenzana Veronica Bissacco. Caccamo a Valenza Malika ad Arquata Tornando al Festival tra i Big al secondo posto si è classificato Nek e al terzo Malika Ayane. Giovanni Caccamo, è stato il campione delle Nuove proposte, ispira simpatia, in conferenza stampa post premio ha subito indicato la presenza della mamma... Caccamo a novembre, ci ricorda il corrispondente Castellaro, fece un bellissimo e indimenticabile concerto al Teatro Sociale di Valenza. A Caccamo anche il premio della Critica Mia Martini (per la sezione Big il premio è andato, anche con il nostro voto, a Malika Ayane). Malika, classe 1984, il suo nome in arabo significa “regina”, studi in Conservatorio (e solista delle voci bianche della Scala), padre marocchino e madre milanese. Il padre abita in provincia di Alessandria ad Arquata Scrivia :”Ci sono stata spesso, è un posto freddo ma si possono gustare dei buoni agnolotti”, ci disse la prima volta che la intervistammo (febbraio 2010). Telefortuna a Moncalvo Anna Maria Berruti, che abita in via Cissello a Moncalvo, ha vinto uno dei sette premi di Telefortuna 2015, il concorso indetto dalla RAI riservato ai vecchi e nuovi titolari di canone televisivo per uso privato. Il premio consiste in un soggiorno a Sanremo per due persone con la partecipazione alla serata finale del Festival della Canzone Italiana. Così Anna Maria è arrivata a Sanremo (la incontriamo per caso venerdì all’Ariston) e sarà in prima fila a godersi la finalissima e i vincitori della kermesse. E’ insieme alla figlia Laura Stanchi (il primo giorno bloccata dall’influenza). Un’enorme (doppia) sala stampa con 1306 giornalisti Cifre da record per gli operatori dell’informazione. Il Festival è stato seguito da 1306 giornalisti di cui 543 della carta stampata (219 testate, tra queste Il Monferrato) all’Ariston Roof dove ogni giorno alle 12, puntuali, si celebrava il rito della Messa cantata, la conferenza stampa dei protagonisti). Qui erano accreditati anche 110 fotografi. I giornalisti della Tv, blog et similia, erano accreditati al Palafestival, poco oltre piazza Colombo. Ariston Roof vuol dire l’ultimo piano del Teatro Ariston con (lato bar) panorama sul sottostante red carpet (quest’anno animatissimo, per fortuna piovve solo sabato) e su La Pigna (Sanremo Vecchia che una benemerita associazione cerca di rivitalizzare). Poi su Madonna della Costa, le serre, fino a Monte Bignone. I Vacchino e il Quaderno numero 29 dell’Ariston Altra reminiscenza monferrina: il mitico “Ariston”, ormai il tempio del Festival (e non solo) è di proprietà di Carla e Walter Vacchino che hanno un’ascendenza femminile camagnese con nonna Emilia Accatino. Emilia era nata a Camagna, regione Montalone, il 3 maggio 1878 da Giovanni Accatino e Margherita Accatino (stesso cognome), sposa a Camagna Carlo Vacchino il 21 giugno 1896; muore nel 1944 a Sanremo dove è sepolta nella tomba di famiglia. Carlo è padre di Aristide e nonno di Carla e Walter. Al loro attivo pubblicazioni annuali (non in vendita) che fanno storia siamo al quaderno n° 29 dell’Ariston Story 3 presentato sabato 7 (da Mollica) al Museo Civico Borea D’Olmo e il venerdì successivo all’Ariston Roof. Tra i collaboratori di questo quaderno Bruno Monticone, un monferrino-astigiano. Due brave giornaliste In pole position in sala stampa due tra le più preparate giornaliste festivaliere: Marinella Venegoni da Crescentino e Alessandra Comazzi originaria di Trino (oggi abita a Torino). Tra l’altro la Comazzi (in bell’abito rosso Valentino) ha presentato i suo libro di successo La Tv che mi piace (edizioni La Stampa) venerdì pomeriggio al Palafiori con un parterre de rois di critici musicali; per lei solo lodi (giustificate) per la competenza e la misura. La Comazzi ci ricorda che sarà prossimamente a Casale a presentare il suo libro al Lions Casale Host. Con Marinella Venegoni sabato mattina facciamo un giochino ormai tradizionale (sono anni che sbarco al Festival approfittando dell’alloggio marino muliebre...), il pronostico su chi vincerà il Festival, tira fuori quattro nomi: Volo, Malika, Nek e Dear Jack (quattro amici di Viterbo-Pecara, nati con il talent della de Filippi). Le confetture di Vignale Nel cuore di Sanremo in piazza Colombo 33 le vetrine di Eataly. Tra le sfiziosità troviamo il Trio di confetture del Mongetto di Vignale. Manderemo la foto a Roberto Santopietro. La targa a Tonino Una conferenza stampa delle 12 è iniziata con un momento toccante all’Ariston. Il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri ha omaggiato Antonio “Tonino” Manzi, storico responsabile (25 anni) della sala stampa del Festival. Per lui una targa ricordo seguita da un discorso con un po’ di commozione. “Sono arrivato qui da un paesino di 7000 abitanti, ho trovato molta amicizia e ringrazio due persone, Zaccagnini e Spinelli”. Molti trovano Tonino burbero, noi giusto se non bonario (grazie all’accento romano). Un dominus intelligente. Una mostra da copiare A Casa Sanremo-Lancôme, l’hospitality del Festival della Canzone Italiana firmata dal Consorzio Gruppo Eventi, un po’ nascosta una grande mostra: “In my secret life”, curata da Massimo Cotto e Paola Malfatto. Si tratta di opere d’arte di cantanti, una bella sorpresa: citazione per le tele di Giorgio Faletti, un disegno di Vecchioni, poi Caparezza, Carboni, Nada, De Sio, Dario Fo, Francesco Renga, c’è anche un autoritratto di Katia Ricciarelli, per non parlare di una stampa firmata Ringo Starr... Chissà... Se ce la imprestano, potremmo aggiungerci i “locali”, anche se in questo momento ci vengono in mente solo Mauro Galfrè (cantautori genovesi) e Giorgio Cavallone (Tao-Te). Non son solo canzonette: il concerto di Danijel Brecelj In tutta Sanremo (bar, circoli, piazze) circolava la musica, il merito (suggerimento a Daria Carmi) al fatto che era il Comune a pagare la Siaie, Società Italiana degli Autori ed Editori, degli eventi. Ma non son solo canzonette giovedì ad esempio sotto le volte lignee della Chiesa Luterana di Sanremo abbiamo ascoltato un concerto di Danijel Brecelj, allievo della prestigiosa Accademia pianistica internazionale “Incontri col Maestro” di Imola. FOTO. In vetrina Demaria (a destra) con il Trio vincitore del Festival; in questa pagina Demaria al Palafestival di piazza Colombo

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Barbara Marini

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