Sede Asl a Casale, la prossima settimana la Regione decide. E subito riesplode la polemica politica pre-elettorale
di m.f.
La prossima settimana, subito dopo le elezioni, la giunta regionale potrebbe decidere in merito alla sede dell'Asl provinciale. E' l'orientamento, in base alle indiscrezioni, sarebbe quello di confermare l'indicazione di Casale.
L'argomento, messo in ghiacciaia dopo l'assemblea dei sindaci dell'ASL dello scorso 4 marzo per evitare che diventasse scontro di polemiche pre-elettorali (strumentali e scontate) è tornato di attualità dopo che il direttore generale dell'ASL Gianpaolo Zanetta ha comunicato alla Regione il parere del legale Alberto Vella interpellato in relazione allo svolgimento della riunione del marzo scorso.
Zanetta afferma, nella sostanza, che il parere dei sindaci dell'assemblea (questioni formali a parte) era chiaramente a favore della sede a Casale.
La legge regionale del resto prevede proprio questo: che la sede sia assegnata su indicazione del dirigente dell'Asl, sentito il parere dei sindaci.
Lo scorso 4 marzo – lo ricordiamo - si svolsero due votazioni, proposte proprio da sindaco di Alessandria Piercarlo Fabbio; una per decidere se ammettere o no un documento elaborato dai sindaci delle principali città della Provincia, e l'altra su un emendamento che chiedeva di votare sì il documento ma senza la parte relativa alla sede dell'Asl a Casale.
Due votazioni nominative con cui i sindaci hanno prima ammesso il documento alla votazione e poi respinto l'emendamento Fabbio.
Lo stesso sindaco di Alessandria aveva inoltre chiarito che nel caso fosse stato respinto il suo emendamento non si sarebbe dovuto provvedere a una terza votazione, ma si riteneva approvato il documento originario nella sua integralità.
Procedura illegittima in base al parere «pro veritate» del legale interpellato per chiarire se era o meno regolare.
Il documento approvato chiariva tutta una serie di questioni, dalla sede legale, al ruolo di Alessandria, alla distribuzione delle funzioni sanitarie e amministrative sul territorio provinciale ed era stato concordato dai sindaci, compreso quello di Alessandria. Ma sarebbe stato rimesso in discussione da Fabbio – pare - per la mancata nomina di un dirigente dell'ASO vicino al centrodestra. Questa almeno è una delle interpretazioni politiche circolate con maggiore insistenza.
E proprio a pochi giorni dalle elezioni il caso viene nuovamente sollevato proprio sulla base del parere legale che tra le altre cose – sottolinea un comunicato diffuso dal Comune di Alessandria – evidenzia che l'argomento non era iscritto all'ordine del giorno, anche se l'ammissibilità, come si diceva, era stata decisa proprio da un voto esplicitamente richiesto dal presidente dell'assemblea.
Nessun commento da parte di Zanetta, che in quanto tecnico si chiama fuori da qualunque discussione politica e che è nel mirino di Fabbio perché ha trasmesso alla Regione (e allo stesso sindaco di Alessandria) il parere legale corredato a sua volta da un sua espressione favorevole alla individuazione della sede a Casale.
Anche perché la gestione amministrativa dell'Asl provinciale, soppresse le Asl e in assenza dei distretti (che erano stati individuati proprio da quel documento che ora è divenuto nuovamente carta straccia) è piuttosto complicata in quanto - nell'attesa - diventa arduo anche assegnare i budget e distribuire le risorse, mancando gli strumenti amministrativi a livello territoriale.
E la reazione della politica? Manco a dirlo è la polemica pre-elettorale.
Tino Rossi, Lega Nord, in un comunicato diffuso mercoledì arriva addirittura ad affermare che il parere negativo è stato espresso dalla Avvocatura della Provincia, giocando sul fatto che l'avvocato Vella è effettivamente il responsabile della direzione avvocatura provinciale, anche se non è in quella veste che ha espresso il parere richiesto.
E sempre Rossi, con Ugo Cavallera, chiede di bloccare tutto e di investire della questione la Commissione Sanità della Regione.
E se qualcuno comincia a chiedersi se non si tratti – invero - di una battaglia fatta sulla salute e sulla pelle degli alessandrini, visto che rischia di complicare la gestione amministrativa e con essa lo stesso funzionamento della strutture sanitarie, il segretario del PD di Casale Calogero Ingrao replica alle polemiche politiche ed esprime «soddisfazione per la decisione ormai imminente di conferma della sede dell'ASL a Casale», rivolgendo una «dura accusa nei confronti del centrodestra anche casalese, che ha legittimato con i suoi comportamenti una campagna di odio nei confronti dei Casale espressa dentro il Consiglio regionale anche dallo stesso Marco Botta, che fa le due parti in commedia e che in Regione non si batte per Casale ma per Alessandria».
Massimiliano Francia