Sacri Monti: riunito il direttivo, mons. Mancinelli è vice presidente
A Crea, nella sede dell’Ente di gestione dei Sacri Monti, si è svolta venerdì la prima seduta del nuovo Consiglio dell’Ente che ora è guidato da Renata Lodari, nominata presidente il 1° marzo scorso. Lodari è dottore in Scienze Forestali, già funzionario della Regione Piemonte presso l’Assessorato Parchi e Pianificazione Territoriale, ha svolto attività di consulenza per progettazione paesaggistica e per restauri ambientali nello studio ArchitetturAmbiente di Torino e per altri studi professionali. Ha eseguito studi, ricerche e progetti di restauro di importanti giardini storici e ha ideato e curato mostre e altre manifestazioni culturali sul tema del giardino, del paesaggio e dei Sacri Monti. E’ membro del comitato scientifico internazionale Cultural Landscapes ICOMOS- IFLA (International Council on Monuments and Sites - International Federation Landscape Architects).
Il consiglio dell’Ente di gestione dei Sacri Monti è composto da: Paola Aglietta (Comune di Oropa); Maria Brega Oliviero (Comune di Ghiffa); Antonio Maurizio De Paoli (Comune di Domodossola); Ignazio Rosario Galella (Comune di Orta); Monica Ingletti (Comune di Varallo); Silvia Leto (Comune di Belmonte); Carlo Torretta (Comune di Serralunga di Crea, Ponzano Monferrato); don Pierluigi Giroli (Domodossola); padre Sereno Giancarlo Lovera (Orta); mons. Francesco Mancinelli (Crea) - nominato dal Consiglio vice presidente; don Angelo Nigro (Ghiffa); Giovanni Panigoni (Oropa); padre Maggiorino Stoppa (Belmonte); padre Giuliano Temporelli (Varallo). Presente alla seduta il consigliere Antonio Pagani, rappresentante del Consorzio privato per il restauro delle Cappelle della Via Crucis del Sacro Monte di Domodossola.
Nel discorso insediativo la presidente Lodari ha sottolineato come il tema “Sacri Monti” le sia molto caro essendo stati protagonisti in vicende professionali e di studio del suo passato. Il suo impegno sarà dedicato al sito nella sua complessità, in quanto bene unico riconosciuto come tale anche dall’UNESCO, e per questo le risorse dovranno essere distribuite in modo equo e, pur considerando le singole necessità, senza privilegiare un Sacro Monte rispetto ad un altro.
Rivolgendosi ai consiglieri ha, in sintesi, espresso questo messaggio: «Ho certezza che ognuno di voi sia portatore di una specifica competenza, amore, entusiasmo per il proprio Sacro Monte. Dovremo lavorare nel rispetto reciproco dell’apporto che ognuno può offrire. Intendo valorizzare le competenze anche del personale che vi lavora, in totale 40 dipendenti. Siamo consapevoli di vivere un momento poco felice per i beni culturali, in particolare per i sacri monti. Dopo l’euforia del riconoscimento dell’UNESCO, si è verificata una fase di stasi, si è registrata un’opacità nell’esposizione verso l’esterno di un bene di valore eccezionale. La costituzione di un unico Ente di gestione che ha riunito i precedenti 7 enti autonomi ha creato difficoltà anche per il personale che prima si identificava con un unico luogo, colleghi e dirigenza, inoltre l’ente esce da un periodo di commissariamento, situazione che ha messo in ombra il sito. Le nostre future azioni devono essere indirizzate alla sua valorizzazione e su questa voce si saranno risorse disponibili: la valorizzazione degli aspetti culturali, la rinascita del Centro di documentazione che è a Crea e che fu strategico per la valutazione positiva UNESCO, il recupero e l’incremento della devozione popolare, gli ambiti paesaggistici da utilizzare per la didattica ambientale».