Stagione persa per i congelatori. Bisognerà cercare di recuperare dopo le ferie con gli asciugatori.
Una ripartenza che non si annuncia facile per nessuno, né i lavoratori, che si ritroveranno a far fronte alla cassa integrazione senza anticipi dopo tre anni di tribolazioni, ritardi e redditi decurtati, né per l'azienda che dopo avere fatto fronte alle ingenti esborsi per l'acquisizione dell'azienda dovrà far fronte agli investimenti per rimpinguare i magazzini, per fare la necessaria manutenzione sulle linee produttive, sui prodotti stessi ma anche a un mercato che è sfuggito un po' di mano a causa della estenuante procedura per il passaggio di proprietà.
E poi la protesta, ha detto il manager Evasio Novarese annunciando di voler esprimere un dato di fatto, una situazione oggettiva, ma usando però un linguaggio fin troppo incisivo: «Lo sciopero a oltranza portato avanti solo a Ticineto è stato come pugnalare un moribondo alla schiena...».
Accusa rigettata da Antonio Aldrighetti, segretario nazionale della Fim: «Se siamo arrivati a questo punto è stato anche grazie al senso di responsabilità dei lavoratori che hanno talmente tanti meriti che andare a cercare delle pecche è veramente difficile».
Niente più di uno scambio di battute in un quadro di generale concordia e collaborazione, che sono state veramente la chiave di volta di una vicenda complicatissima, nel cercare una soluzione tutt'altro che scontata.
La vicenda è stata ripercorsa mercoledì mattina nel corso di una conferenza stampa fiume a cui hanno preso parte sindaci e rappresentanti delle istituzioni, rappresentanti sindacali (accanto ad Aldrighetti anche ilnazionale della Fiom Evaristo Agnelli e i locali Oliaro e Anselmo) Novarese in rappresentanza dell'azienda e Michele Pesce per l'Unione Industriale.
Dopo la risoluzione del passaggio di proprietà l'azienda si trova dunque a fronteggiare l'esigenza di riconquistare il proprio portafoglio clienti o meglio di ampliarlo anche sulla base dei nuovi progetti e dei nuovi investimenti con cui conta di accrescere in modo significativo la propria competitività.
Mentre i sindacati e i lavoratori chiedono che ci sia un concorso istituzionale per risolvere la questione legata agli anticipi sulla casa integrazione.
La strada che si intende seguire è quella di chiedere alle banche di anticipare le indennità, mentre l'azienda, ha annunciato Novarese, si rende disponibile all'abbattimento degli interessi.
In questo modo i lavoratori non resterebbero senza le indennità e non avrebbero costi.
E secondo Michele Pesce ci sarebbe spazio anche per un impegno della Provincia in quanto il protocollo parla di «crisi di liquidità» ed è proprio questa la ragione per cui l'azienda oggi non è in grado di anticipare la cassa integrazione.
«Verificherò con i funzionari che si tratti di una procedura legittima. Se è possibile lo faremo», ha promesso l'assessore al Lavoro Domenico Priora.
Ma è anche necessario – ha chiesto una lavoratrice presente alla conferenza stampa – che si punti sulla rotazione in modo da far lavorare un po' tutti in attesa che – si auspica – l'azienda riprenda vigore e lavori a pieno ritmo, occupando tutti i 904 lavoratori che sono passati dalla vecchia Iar alla nuova Siltal. Stesso marchio, nuovi proprietari.