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  • 12 settembre 2011
  • Casale Monferrato

Il sogno dell'acqua: da Moleto al Castello di Casale

Viene difficile pensare all’acqua dalla cima di una collina dominata da vigneti, campi e boschi. Eppure Moleto, il borgo “saraceno”, fatto di pietra di e panorama stupefacente, si è calato magistralmente nella giornata di domenica scorsa nel ruolo di location per l’affollato debutto della mostra “Il Sogno dell’Acqua”, promossa dall’Ecomuseo della Pietra da Cantoni. Angoli, cortili e la via della frazione ottigliese sono rimasti dominati dal blu delle onde, ma anche da altri colori freddi e, a tratti, anche caldi, quasi ad evocare la ricchezza degli ambienti sottomarini. Un’acqua che traspare tra pennellate più nette ed altre più “meditate”, frutto di molte opere inedite di un team di artisti locali e non solo il quale ha mostrato affiatamento nel calarsi, ognuno con il proprio stile e la propria tecnica, nell’argomento che ha ispirato l’esposizione del fine settimana passato. L’acqua, da mero elemento fisico, diventa così un fattore di dibattito sociale ma anche una riflessione sul futurro di questa preziosità. Un pensiero generale che però trova molti risvolti anche sul Monferrato stesso. Acqua elemento fisico elemento sociale e caratteristica del nostro Monferrato. “Tanti pozzi sono stati chiusi e altre fonti non sono più attive e curate come un tempo. “Da qui lo stimolo – è la proposta dell’artista Michelle Hold – a recuperare importanti tradizioni e luoghi di grande interesse per la nostra terra quali sono le fonti e le abitudini antiche legate all’acqua e all’equilibrio terrestre che poggia sul suo ciclo.” E se le tele allusive realizzate da Hold davano il benvenuto ai visitatori con pennellate decise, la serie si concludeva con le pitture di Piergiorgio Panelli, autore anche di un’opera di ben 5 metri di altezza e di un prato su cui sono state disposte figurate “chiazze” d’acqua. Dislocate nei vari punti di Moleto vi erano anche le opere di Dorothee Burgemeister, Ilenio Celoria, Piero Ferroglia, Davide Minetti, Roberto Montanari, Peter Nussbaum, Petra Probst, Mario Surbone, Bona Tolotti, Daniela Vignati e Alessandra Winterberg. La scrittrice callianese Elisabetta Raviola ha invece preso parte all’evento con il suo simbolico testo introduttivo ed il contributo per la colonna sonora di Caos e Dana. Un tema quello dell’acqua che l’esposizione collettiva ha permesso di affrontare con una visione globale, data dalla presenza di artisti con evidenti diversità e non soltanto di stile e tecnica ma anche di età, background. I visitatori – si stima oltre un migliaio e di provenienza estremamente varia e soprattutto extra-monferrina – hanno così potuto emozionarsi nel rapporto fra natura e arte, entrando essi stessi nella mostra, che ha utilizzato Moleto non solo come luogo d’ambientazione ma quale spazio in cui fondersi con gli elementi peculiari del contesto locale. Moleto resta il luogo d’inizio d’un tour che si preannuncia ricco di date: l’esposizione approderà infatti a Casale Monferrato negli ultimi due weekend di settembre in occasione della Festa del Vino, trovando accoglienza presso il Castello del Monferrato. In seguito sono previste altre date, anche all’estero, e precisamente nelle città di Alessandria, Torino, Vercelli, Monaco e Milano.