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  • 01 gennaio 2026
  • Casale Monferrato

Report Unioncamere

«Export trainato da metalli e settore agroalimentare»

Primi bilanci: «Il sistema tiene nonostante la flessione dell’auto»

«Nel periodo gennaio-settembre 2025 il valore delle esportazioni piemontesi di merci sale a 46,0 miliardi di euro dai 45,2 miliardi dei primi nove mesi del 2024, segnando un aumento tendenziale dell’1,7%. Nel dettaglio dei singoli trimestri emerge come alle variazioni del -1,3% e del +0,4% rispettivamente registrate nel I e nel II trimestre, sia seguita una crescita del 6,3% nel periodo luglio-settembre 2025. Nel complesso dei primi nove mesi dell’anno il valore delle importazioni di merci è risultato pari a 34,7 miliardi di euro, per un aumento tendenziale del 4,6%; il saldo della bilancia commerciale si è confermato, dunque, positivo per 11,3 miliardi di euro, a fronte dei 12,0 miliardi del periodo gennaio-settembre 2024».

L’analisi dell’export regionale per i primi nove mesi del 2025, presentata da Unioncamere (di cui abbiamo parlato diffusamente sul giornale analizzando in particolare l’andamento nel nostro territorio) «conferma la gerarchia consolidata, con la Lombardia in testa (25,7% del totale nazionale), seguita da Emilia-Romagna (13,1%), Veneto (12,4%), Toscana (11,5%) e Piemonte (9,6%)».

Passando all’analisi dell’andamento delle esportazioni piemontesi in termini settoriali possiamo dire che si è mostrato fortemente eterogeneo: «Nonostante la diminuzione segnata nel periodo in esame, i mezzi di trasporto si confermano, anche nei primi nove mesi del 2025, il primo comparto delle esportazioni in termini di contributo fornito al totale regionale (con una quota del 20,5%). Tuttavia, questo comparto ha registrato la maggiore flessione in termini di variazione percentuale, segnando un -5,9% rispetto all’analogo periodo del 2024. All’interno dei mezzi di trasporto, l’export di autoveicoli ha accusato la contrazione più elevata (-17,2%). La componentistica autoveicolare ha registrato, invece, una crescita del 3,8%. Un trend negativo ha caratterizzato la nautica (-10,6%) e il ferro-tranviario (-3,2%), mentre sono cresciute le vendite oltre confine del settore aerospaziale (+3,7%)».

Anche il settore della meccanica (Macchinari e apparecchi n.c.a.), «pur mantenendo una quota rilevante (17,2%), sconta una flessione pari al 4,6%, suggerendo difficoltà persistenti in uno dei comparti tradizionalmente più pesanti per l’export. Un’ulteriore battuta d’arresto si osserva nel settore degli articoli in gomma e materie plastiche, che flette del 2,2%».

Settori come il tessile (+1,4%) e la chimica (+0,7%) «hanno mostrato una crescita più moderata o una sostanziale stazionarietà, contribuendo in misura minore alla variazione positiva complessiva.

La spinta decisiva all’aumento delle esportazioni piemontesi è generata principalmente da filiere che mostrano un dinamismo eccezionale, tra queste quella dei metalli che si rivela vera protagonista della crescita, con un balzo in avanti pari al +14,6%. Parallelamente, il settore dei prodotti alimentari, bevande e tabacco si conferma un pilastro solido dell’export, registrando un robusto incremento del 7,7% e detenendo una quota significativa del 15,2% sul totale. Un risultato analogo, sempre pari al +7,7%, è stato raggiunto anche dai prodotti delle altre attività manifatturiere».

L’analisi per mercati di sbocco «segnala una dinamica positiva delle esportazioni dirette ai partner comunitari(+2,7%) e una sostanziale stazionarietà per quelle destinate ai restanti Paesi (+0,1%). Nei primi nove mesi del 2025 il bacino dell’Ue 27 ha attratto il 60,7% dell’export regionale, mentre il 39,3% si è diretto verso mercati extra-Ue 27».

Francia e Germania «si confermano, anche nel periodo in esame, i principali partner commerciali del Piemonte,assorbendo rispettivamente il 14,9% e il 13,5% delle esportazioni locali, seguiti da Stati Uniti e Spagna, con quote del 7,5% e 6,5%. Il confronto con i primi nove mesi del 2024 evidenzia ancora un calo verso il mercato francese (-1,2%), mentre si rileva una crescita delle vendite dirette in Germania (+1,9%)».

Le esportazioni «dirette verso gli USA hanno subito una battuta d’arresto rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente (-9,4%), con la conseguente riduzione di un punto percentuale del peso che questo mercato esercita sulle vendite all’estero piemontesi».

Il valore delle esportazioni regionali verso la Spagna appare, invece, in forte espansione nel confronto con lo stesso periodo del 2024 (+9,8%). Tra i restanti partner comunitari, la Polonia ha generato il 5,2% dell’export di merci piemontesi, in debole crescita (+0,8%) rispetto ai primi nove mesi del 2024, cui seguono Belgio, Paesi Bassi e Repubblica Ceca, con dinamiche fortemente eterogenee: le vendite dirette in Belgio sono aumentate del 2,3% su base annua, quelle riservate ai Paesi Bassi hanno segnalato un calo del 2,8%, mentre la Repubblica Ceca ha segnato uno sviluppo pari all’1,4%«.


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