Articolo »

  • 25 luglio 2011
  • Sale

Sale amaro per Di Pietro

Le ultime due prove di campionato, dal punto di vista della classifica AICS, hanno avuto esito diametralmente opposto. A San Cristoforo è stata praticamente una gara tra novesi, con tanti ospiti FIDAL, soprattutto liguri. A Sale c’erano tutte le altre squadre del campionato, ma l’Avis ha schierato la metà degli iscritti a Pomaro. Quindi i novesi si avvicinano nella classifica a squadre mentre la prova nella piana tortonese ha “pagato” il doppio in punti a livello individuale, anche se solo in campo maschile. Sempre a Sale finale con “giallo”. SAN CRISTOFORO – E’ il ligure Gabriele Poggi ad aggiudicarsi la 29ma prova in 24’09”. Ad una quarantina di secondi Mattia Grosso e Paolo Dalia. Questi ultimi, con Walter Manca, tutti novesi, completano il podio di campionato (22 punti al primo). Doppietta di podio al femminile per la Novese sia in assoluto che in AICS con Ilaria Bergaglio (27’52”), seguita da Michela Ottria e Daniela Bertocchi. Breve (e scherzosa) lettera aperta alla campionessa di Gavi – “Cara Ilaria, perché non ti concedi un po’ di ferie ? Anche le altre si meritano almeno una vittoria” - . Tra i non novesi in gara riecco Mirella Borciani della Solvay, evidentemente ancora lontana dalla forma migliore (solo quarta in 30’25”). SALE – Sono trascorsi meno di 20 minuti dalla partenza quando un atleta, con aria smarrita, “sbuca” non annunciato in una strana posizione, al di là dei “coni” che indirizzano gli atleti al traguardo. Coglie nell’aria qualcosa di strano, si volta, vede sopraggiungere i due che l’hanno seguito con la stessa espressione basita; decide di girare intorno alla rotonda, come da codice della strada, e di puntare al traguardo dove il severo ma pur esso stupito sguardo del giudice di gara lo attende. L’espressione allibita di Maurizio Di Pietro, mentre si accinge a tagliare il traguardo della gara di Sale, ha ben ragione d’essere. Dopo essere stato secondo, con Alex Zulian in fuga, per tutta la gara, si rende conto che il valenzano compagno di squadra non l’ha preceduto al traguardo, così come l’auto apri-corsa. Appena dietro al trevillese il milanese Barbesta seguito da Panucci dell’Acquirunners, che non l’avevano perso di vista, manifestano identico stupore. Qualcosa evidentemente non quadra e la certezza prende corpo dopo oltre un minuto quando l’auto e Zulian sopraggiungono, ma da altra strada. Di Pietro, Barbesta e Panucci capiscono che la frittata è fatta e vengono giustamente squalificati per aver “tagliato”, seppure in buona fede. Le polemiche si sprecano ma purtroppo sono i tre, che avrebbero occupato dalla seconda alla quarta posizione senza il fattaccio, a pagare lo scotto dell’inefficienza organizzativa. Il tracciato era interamente urbano (ma quando finirà la “moda” delle Stra ?), con segnaletica e personale insufficiente a garantire il “non errore” a chi perdeva di vista l’atleta che lo precedeva. Come loro anche Mattia Grosso e Paolo Dalia, che giungono in quest’ordine allo sprint, rimangono stupiti di trovarsi sul podio. Per il campionato primo Grosso (45 punti), quindi Dalia e l’avisino Canepa, quinto assoluto. Bellissima la gara femminile dove all’intermedio (si ripassa una volta dalla partenza) Elehanna Silvani è in svantaggio di oltre 50 metri rispetto alla forte Loretta Giarda. La “scheggia di Tortona” riesce però nella rimonta e precede, sebbene di poco, la pavese al traguardo. Molto attardata la terza, Daniela Bertocchi, con grande rammarico dei casalesi che si vedono sfuggire il “bronzo” causa le assenze della Torino e della Ferrara. Doppio rammarico perché il podio AICS è Bertocchi-Doro-Illengo ma, con poche donne tesserate in gara, paga pochissimo. La serata non lascia un bel ricordo e quanto successo a Di Pietro (sfortunato, non negligente) meriterebbe di essere analizzato in un contesto più ampio e approfondito, in quanto il problema va ben più in là di un paese ed una singola gara. Meglio ritornarci a “bocce ferme”. Gli ultimi dettagli che rientrano ancora nella cronaca sono le parole di Alex Zulian, il vincitore, dopo aver saputo dell’accaduto. Lui stesso concorda che, se non avesse avuto come riferimento l’auto apri-corsa, senza qualcuno a precederlo si sarebbe trovato in difficoltà a seguire questo percorso. Mancavano le indicazioni a terra e molti incroci non erano presidiati. Cita poi un particolare poco edificante che riteniamo giusto omettere. Meglio rinunciare al diritto di cronaca che gettare benzina sul fuoco. Zulian, oltre che un bravo atleta, è riconosciuto come persona seria e affidabile, dunque lo riteniamo credibile. Il “falso” arrivo ha mandato in tilt i cronometraggi, che l’elenco ufficiale (allegato) non riporta. La gara era data come una 7 km, ridimensionata a 6,4 verbalmente alla partenza ma al termine i “satellitari” segnavano 5,8 per difetto. Infatti sempre l’arrivo ufficiale ridimensiona il percorso alla distanza più bassa. Subito si era pensato ad altri “tagli”, ma la regolarità degli arrivi da Grosso fino all’ultimo tendeva ad escluderlo. La continuità del “gruppo” ha anche permesso di evitare altri errori, essendo sempre visibile l’atleta che precedeva. Viene spontaneo l’accostamento a Caldirola, dove la gara data come “lunga” alla fine era molto meno lunga (poco più della “corta”) e dove parecchi atleti si sono persi per carenza di indicazioni, stavolta in aperta montagna. Analogie che creano un certo turbamento. PROSSIME GARE – Questa sera, martedì, a Frugarolo, una “piana” di 6,2 km valevole come 31ma prova di campionato e come quarta del Gran Prix della Fraschetta. Inizio ore 20,30. Trattandosi dell’unica gara settimanale ci si attende il pienone d’atleti e, dunque, molti punti disponibili per due classifiche. Vietato mancare.

Profili monferrini

Questa settimana su "Il Monferrato"

Re Tartufo

Re Tartufo
Cerca nell’archivio dei profili dal 1871!