Casale ha una tradizione pionieristica nella costituzione di Accademie culturali (letterarie), dal primo Rinascimento fino all'800 e può vantarsi di avere: istituito la prima Accademia della regione Subalpina: ben sei Accademie nel periodo della dominazione dei Gonzaga in Monferrato. Per esigenze di spazio cercherò di sintetizzare l'esito della ricerca da me effettuata, riportando l'essenziale e limitandomi alle prime due ed ai principali personaggi che le ispirarono e fondarono, e ponendomi a disposizione per coloro che volessero approfondire l'argomento. La prima fu l'Accademia degli "Argonauti", seguita cronologicamente da quella degli "Illustrati", del "Consiglio della Nazione del Monferrato", dei "Pellegrini", dei "Principianti" e dei "Deboli". Le prime due furono fondate ed operarono prevalentemente nel '500, le altre del '700. Le prime due furono sicuramente degne di definirsi Accademie, le successive sono da ritenersi più che altro dei Sodalizi a scopo di studio (tra studenti che stanno qualificandosi) ed intrattenimento pubblico e didattico, tramite saggi scolastici, letture, dissertazioni, ecc.. Alcune furono alquanto effimere. Nicolò Franco Beneventano (così definito in alcuni manoscritti da me visionati, in quanto originario di Benevento) con Giovanni Jacopo Bottazzo (citato anche da Stefano Guazzo nella Civil Conversazione) e pochi altri fondarono a Casale nel 1540 l'Accademia degli Argonauti, anticipando di 10 anni l'Accademia dei Pastori dell'Agogna di Novara e di 22 anni quella degli Immobili di Alessandria, e molte altre che seguirono nell'area Subalpina, e di ben un secolo e mezzo l'Accademia omonima fondata a Venezia da Vincenzo Coronelli. L'Accademia trattava di argomenti geografici e marinari e lasciò poche tracce dell'attività svolta nei pochi anni di durata, finché nel 1546 il Nicolò abbandono Casale per motivi ignoti ma probabilmente imputabili a qualche insorta malevolenza, per recarsi a Mantova, Basilea ed altre città (fino alla sua tragica morte avvenuta a Roma) e la presidenza dell'Accademia passò al Bottazzo, dopo di ché l'attività rapidamente scemò mancando il principale animatore. Il Bottazzo confluì nel 1561 anche nell'Accademia degli Illustrati ed aderì anche all'Accademia degli Immobili di Alessandria, fondata nel 1562, attualmente identificata come continuità culturale nella Società di Storia Arte e Archeologia delle province di Asti ed Alessandria.
Affascinante l'usanza di attribuirsi dei soprannomi di identificazione una volta entrati a far parte dell'Accademia degli Illustrati (come in quella precedente degli Argonauti), ad es. il Bottazzo era il " Pensoso", il Guazzo era l'"Elevato", il Novazzotti era l'"Opaco" (similmente a come avviene attualmente per partecipare a gruppi di discussione in Internet) ed anche quella dell'"impresa", una specie di motto o concetto esistenziale di identificazione personale di difficile interpretazione. Il Nicolò era uno spregiudicato avventuriero di bella presenza e buona eloquenza, era stato collaboratore di Pietro Aretino (sarebbe meglio definirlo "complice" in quanto l'Aretino inventò una sorta di giornalismo "ricattatorio" nei confronti dei potenti dell'epoca, che gli consentì di arricchirsi) dal quale si separò in una modo ostile che sfociò in feroce inimicizia. Tra le poche iniziative degne di lode che deve aver compiuto nel corso della sua vita, fortunatamente per noi casalesi e monferrini, dobbiamo annoverare la fondazione dell'Accademia degli Argonauti, che ispirò poi tutte quelle a seguire. Finì impiccato nel marzo 1570 a Roma per ordine del Sant'Uffizio dell'Inquisizione per le sue rriverenti ed anche oscene satire contro il Papa (che all'epoca era Pio V,
pontefice piuttosto severo ed ex Grande Inquisitore, la pena fu infatti decisamente sproporzionata rispetto alla colpa). Il suo è uno dei pochi processi dell'Inquisizione di cui si è conservata integralmente la documentazione degli atti processuali. L'Accademia degli Illustrati fu fondata a Casale dal giovane Stefano Guazzo, su ispirazione e stimolo dell'ormai anziano Bottazzo, attorno al 1559-60 e perdurò con alterne vicende fino al 1612, per diffondere la cultura anche tra le classi meno abbienti (non aristocratiche), tramite frequenti incontri, conversazioni, conferenze, su argomenti etici, filosofici letterari, ecc., cui partecipavano anche numerose donne. Fu sicuramente la più attiva e rinomata Accademia casalese, il cui prestigio era tale che era molto ambito potervi accedere. Nell'Accademia degli Illustrati confluirono nobili ed eminenti personaggi della cultura casalese tra i quali, i Magnocavalli, il Pugiella, il Guasco, il Cane, l'Apostolo, il Novazzotti (che aderì con il Guazzo a Pavia anche all'Accademia degli Affidati) ecc., soprattutto dopo il 1588, periodo nel quale si intensificò l'attività dell'Accademia, che contribuì alla vivacità culturale e mondana della città che all'epoca contava ben 15mila abitanti. Due Accademie presenti nel Rinascimento nella Capitale del Marchesato di Monferrato, e poi dal 1575 elevato al rango di Ducato, fin dall'inizio del periodo di dominazione dei Gonzaga di Mantova (senza voler citare le Accademie successive, e soprattutto il periodo di continua belligeranza con le devastazioni e privazioni che provocarono nel territorio ...) cui aderirono e parteciparono personaggi di spicco della cultura e della nobiltà dell'epoca, non solo casalese e monferrina, costituiscono un esempio raro e prezioso, significativo di una realtà sociale, tutt'altro che ignorante, isolata e classista, in notevole fermento e dotata di talenti, che alle frequenti guerre in corso opponeva l'amore per le arti e lo studio. Casale era infatti all'epoca ritenuta una delle città più colte e prospere di quell'area che adesso si definisce Nord Ovest. Costituiscono altresì un motivo valido ed ulteriore per approfondire degnamente lo studio del periodo di dominazione dei Gonzaga sul Monferrato. Le Accademie, salvo poche eccezioni precedenti dovute a Jacopo Allegretti che nel '300 ne fondò una a Rimini ed un'altra a Forlì e quelle costituite nel '400 nelle grandi città e capitali, quali Napoli, Roma, Venezia e Firenze, costituiscono solitamente un fenomeno culturale che si diffuse in epoca successiva a quelle casalesi citate, sull'onda dell'orientamento filologico letterario del fiorire della lingua volgare, sfociato poi nella famosissima Accademia della Crusca fondata nel 1582. Sono un fenomeno manifestatosi prevalentemente nel '600, o anche oltre, ad esempio, la cito proprio per il legame storico culturale che abbiamo, l'Accademia Nazionale Virgiliana di Mantova fondata nel 1768, prestigiosa a livello internazionale ed ancora in attività con circa 170 autorevoli accademici. Pertanto possiamo a buon diritto ritenere che Casale sia stata se non ampiamente precorritrice, quantomeno alla pari delle principali città e capitali dell'epoca, di ben maggiori dimensioni e ricchezza.
Considerando che attualmente la città di Casale, a livello di Società Civile, sta riscoprendo un certo fermento culturale e di riscatto sociale e di fierezza della propria identità storica (sempre più consapevole della Sua Storia straordinaria), ritengo sia opportuno a livello politico ed istituzionale sollecitare e favorire la ricostituzione di un'Accademia, facendovi confluire (nel senso di aderire mantenendo la propria identità ed autonomia) le associazioni che maggiormente possiedono affinità e cooptando i personaggi che dispongono dei requisiti per accedervi ed operarvi per il bene di tutta la comunità casalese e monferrina. Ricostituendola con tutti i crismi legali ed istituzionali, dotandola di una continuità storica e morale attualizzata con le Accademie sopra citate (soprattutto con quella degli Illustrati, di cui siamo maggiormente informati, ma disponiamo di studi anche sulle altre), con programmi e progetti credibili che vi saranno elaborati, in qualche anno di attività potrebbe acquisire prestigio e credibilità e divenire cuore pulsante della località e centro intellettuale di coordinamento e di partecipazione sociale, recuperando lo spirito delle Accademie rinascimentali sopracitate, che hanno reso la nostra città una Capitale intellettuale dell'epoca.
Claudio Martinotti, Associazione Progetto Gonzaga