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Incontro
Le Strade dei Vini e dei Sapori del Piemonte fanno rete
Al via il coordinamento regionale per il rilancio dell'enoturismo
Superare definitivamente la frammentazione promozionale, fare sistema per attrarre flussi turistici internazionali e trasformare l'enogastronomia in una leva di sviluppo economico stabile capace di generare reddito reale per le aziende. È questo il mandato scaturito dal workshop operativo "Le Strade dei Vini e dei Sapori: verso il modello Piemonte", svoltosi presso il Centro Sperimentale per la Viticoltura Tenuta Cannona di Carpeneto.
I lavori, condotti e moderati dal giornalista Paolo Massobrio, hanno visto per la prima volta un confronto diretto tra il Ministero dell'Agricoltura, la Regione Piemonte, i centri di ricerca applicata, il mondo del turismo e i referenti delle Strade e delle Enoteche piemontesi, riuniti per tracciare una strategia d'insieme concreta e misurabile.
A dettare la linea strategica nazionale è stata Teresa Nicolazzi, della direzione generale del Ministero dell'Agricoltura (MASAF): "Le Strade del Vino e dei Sapori sono una piattaforma complessa che unisce la promozione del paesaggio alle realtà produttive, integrandosi con i distretti del cibo e i consorzi di tutela. Come Ministero sosteniamo attivamente i territori: confermo che il bando dedicato ai piccoli eventi sarà replicato nel 2026, uno strumento fondamentale per valorizzare l'agricoltore nel suo ruolo di custode della bellezza e della biodiversità".
Sul fronte regionale, l'obiettivo prioritario è l'unificazione dell'immagine coordinata. "Esiste sul territorio un miliardo di prodotti di qualità, ma si sconta storicamente una forte frammentazione della promozione", ha spiegato Daniela Caracciolo, Dirigente del Settore Politiche del Cibo della Regione Piemonte. "Con la delibera dello scorso anno abbiamo unificato le strategie di Agricoltura e Turismo sotto un unico brand istituzionale espresso: PiemonteIS. Tutte le iniziative finanziate dovranno adottare questa identità visiva univoca per renderci immediatamente riconoscibili sui mercati esterni". Un approccio supportato sul piano tecnico da Daniela Scarzello (funzionario Valorizzazione Agroalimentare della Regione), che ha sottolineato la necessità di rendere le Strade piemontesi strutture stabili, capaci di camminare anche da sole grazie al forte e convinto coinvolgimento dei partner privati.
Il valore scientifico e la misurabilità della sostenibilità sono stati al centro dell'intervento di Giacomo Ballari, presidente di Agrion: "La ricerca applicata deve supportare le Strade fornendo risposte concrete ai cambiamenti climatici e leggendo in profondità, e non superficialmente, i parametri di biodiversità dei territori. Dobbiamo produrre soluzioni applicabili per le imprese". Un concetto ripreso da Gian Paolo Coscia, Presidente della Camera di Commercio di Alessandria-Asti, e da Roberto Cava, Presidente di Alexala, che hanno evidenziato la necessità di compiere un passo in avanti decisivo sul turismo d'esperienza: "Dobbiamo censire e segnalare in modo preciso al turista tutte le attrazioni culturali e outdoor che ruotano attorno alle Strade, presentando i Sapori del territorio su un vassoio organizzato e con l'abito buono".
Il consigliere regionale Marco Protopapa, in rappresentanza della presidenza del Consiglio Regionale del Piemonte, ha aperto la sessione dei lavori sottolineando il valore emblematico dell'evento: "La Tenuta Cannona rappresenta la casa del Piemonte e della sperimentazione sul nostro territorio. Questa giornata, fortemente voluta, dimostra la volontà concreta di fare squadra per dare risposte immediate alle nostre aziende. Il Consiglio Regionale guarda con estremo favore e attenzione a questo evento come prodromico alla nascita di un coordinamento spontaneo, strumento indispensabile per far dialogare in modo armonico la nostra identità agricola e la nostra offerta turistica".
La svolta operativa è stata favorita dal confronto con le storie di successo di Lombardia e Friuli Venezia Giulia. Flavio Bonardi (Vice Presidente Federazione Strade della Lombardia) ha mostrato i vantaggi di una governance centralizzata tramite una Federazione unica e l'introduzione di piani strategici quinquennali. Diana Candusso(Responsabile Divisione Enogastronomia di PromoTurismoFVG) ha invece illustrato il modello della DMO friulana, focalizzato su una selezione rigorosa e qualitativa degli associati, sulla digitalizzazione multilingue e sulla promo-commercializzazione di esperienze certificate – come la vendemmia turistica didattica e i picnic in vigna –, supportate da cicli di formazione gratuita per gli operatori.
Il dibattito finale, nella struttura di tavolo di lavoro, ha visto i referenti delle Strade piemontesi analizzare potenzialità le criticità strutturali del comparto. Massimo Biloni (Presidente Strada del Riso Piemontese di Qualità) ha sollevato il nodo della sovrapposizione con i nuovi strumenti regionali: "C'è ancora parziale confusione tra Distretti del cibo e Strade. Noi vogliamo essere l'anima promozionale del Distretto, ma servono linee chiare e semplificazione. Nel frattempo, combattiamo la scarsa percezione interna puntando sulla formazione, come i nostri corsi per sommelier del riso per connettere agricoltura, scuole e ristorazione". Una linea condivisa da Giuseppe Giordano (Direttore Astesana), che ha evidenziato come l'inserimento di filiere trasversali territoriali (come l'olio) all'interno delle Strade possa rappresentare il futuro per collegare direttamente produttori e consumatori.
Sui nodi logistici ed economici si sono espressi Giulia Chiarle (Presidente Strada Reale dei Vini Torinesi), che ha evidenziato la complessità di coordinare territori vastissimi di oltre 600 chilometri, invocando il supporto di una DMO strutturata per spingere sulla destagionalizzazione turistica nei mesi più caldi, e Carlo Ricagni(Presidente Strada Gran Monferrato), che ha ricordato le origini della propria realtà nata in piena emergenza COVID: "Unire 120 Comuni su 700 chilometri è un'opera imponente. Possiamo farcela solo se i Sindaci e gli enti locali continuano a crederci fermamente, corroborando l'azione del comparto privato".
Dal cuore delle Langhe è arrivata la validazione economica dello strumento, unita a un severo monito. Daniele Manzone (Direttore Strada del Barolo) ha presentato dati inequivocabili: "Da noi l'enoturismo rappresenta ormai il 40% delle vendite totali delle cantine, un asset che blinda le aziende dalle crisi e dalle fluttuazioni internazionali. Ma la Strada non è un elenco telefonico: i privati devono crederci e metterci risorse proprie. Il turismo genera business ma ha anche dei rischi di impatto sociale sui residenti che vanno gestiti con criteri di vera sostenibilità". Una visione di coesione rilanciata da Fabio Riccio (CdA Strada Terre Derthona e Terre del Gavi): "Le esperienze di Friuli e Lombardia dimostrano che la struttura conta, ma la vera svolta è la perseveranza nel far collaborare stabilmente le diverse anime interne e i produttori, superando le resistenze individuali".
Sotto la spinta del Coordinatore regionale delle Strade del vino e dei sapori ed Enoteche Regionali, Mario Arosio, il tavolo ha formalizzato la nascita del nuovo percorso comune attraverso un documento di intenti in tre punti (criticità, coordinamento spontaneo, proposta concreta). La prima azione collettiva sul campo sarà il lancio di un grande evento annuale, itinerante e diffuso nei piccoli borghi eccellenti delle varie province, che si somma a una sessione tecnica e assembleare istituzionale, come quello di Tenuta Cannona, con cadenza periodica.
La sintesi politica è stata tracciata da Paolo Bongioanni, Assessore Regionale all’Agricoltura e Turismo della Regione Piemonte, intervenuto in collegamento: "Il Piemonte ha una reputazione straordinaria nell'enogastronomia, testimoniata da un export vinicolo che nel primo trimestre segna una controtendenza nazionale del +5%. Le Strade e le Enoteche regionali sono interlocutori imprescindibili per i prossimi tre anni. Le congiunture internazionali e i dazi non ci spaventano: unendo in modo sistemico e strutturato l'agricoltura e il turismo vinceremo la partita del mercato, portando valore e reddito a chi scommette la propria vita sulle produzioni di qualità".
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