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Interviene Coldiretti

Siccità: la pioggia una manna per campi e colture

«Non è sufficiente, in un momento in cui le imprese stanno già subendo forti speculazioni»

«Non è sufficiente ma, sicuramente, questa pioggia rappresenta una boccata di ossigeno per gli agricoltori, costretti in alcuni casi già alle irrigazioni di soccorso, e salva campi e colture dopo quattro mesi senza piogge significative con la siccità che ha colpito tutta la provincia di Alessandria. A fronte di questa situazione, l’arrivo della pioggia può essere salvifico per i raccolti in un momento in cui le imprese stanno già subendo speculazioni, accaparramenti e blocco dei commerci a causa della guerra in Ucraina».

Sono le parole del presidente Coldiretti Alessandria, Mauro Bianco: «Una situazione idrica che continua ad essere di profondo rosso nonostante la pioggia caduta in queste ore, soprattutto osservando i fiumi e corsi d’acqua che registrano una portata dimezzata sulla media storica riferita al parametro del mese di aprile. Per trovare un’annata peggiore bisogna risalire al 1989/90».

«Il fiume Po in secca è sceso a meno -3,4 metri, più basso che a Ferragosto ed è rappresentativo della situazione di sofferenza in cui versano tutti i principali corsi d’acqua al nord, come anche il Lago Maggiore in deficit del 31% di acqua».

«Uno scenario difficile proprio nel momento in cui stanno effettuando le semine primaverili. Le conseguenze future potrebbero essere, ad esempio per quanto riguarda i cereali, spighe di dimensioni ridotte e quindi di minor resa e qualità – ha aggiunto il direttore Coldiretti Alessandria Roberto Bianco -. A preoccupare, inoltre, sono la mancanza di riserve idriche, gli abbassamenti dei livelli di falda e della portata dei corsi d’acqua: tutti elementi fondamentali per garantire l’irrigazione estiva di tutte le colture. Occorre, quindi, non solo individuare modalità efficienti ed efficaci per governare l’emergenza, ma anche avviare un processo attraverso il quale porre la necessaria attenzione al tema delle infrastrutture irrigue ed incrementare la capacità di conservazione, per utilizzare l’acqua nei momenti di maggior idroesigenza superando l’attuale condizione di diffusa dispersione».

In queste condizioni «il maltempo è manna per gli agricoltori anche se rimane la paura della grandine, l’evento più temuti dagli agricoltori in questo momento perché i chicchi si abbattono sulle verdure e sui frutteti in fiore e spogliano le piante compromettendo la produzione successiva».

La pioggia «per essere di sollievo deve durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa, mentre i forti temporali, soprattutto con precipitazioni violente provocano danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento provocando frane e smottamenti». 


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