Quella che pubblichiamo è una storia di inciviltà e maltrattamenti contro gli animali che si è verificata nel paese monferrino alcuni giorni fa.
A raccontarcela è una balzolese che ha assistito ai fatti e che non intende far passare sotto silenzio quello che è successo.
Ci scrive in una lettera: «Vorrei portare a conoscenza dei balzolesi, almeno di quelli che ancora non lo sanno, come nei giorni scorsi nel territorio del cosiddetto “Parco Fluviale”, che da anni ospita varie specie di animali (tra cui germani reali, oche, oche canadesi, un esemplare di oca cignoide, gallinelle d’acqua e una ventina di galline nane dette impropriamente “americane”) sia stato effettuato lo sterminio proprio della colonia di galline nane con sistemi a dir poco discutibili».
Le povere bestiole «per diversi giorni sono state perseguitate, stanate dai cespugli dove cercavano riparo, inseguite, prese a bastonate e fatte azzannare da un cane appositamente introdotto nel Parco (chi scrive ha assistito in diretta alla disgustosa ed incivile scena) ad opera di persone che di civile ed umano hanno ben poco. Sabato scorso, come ciliegina sulla torta, è stato esposto un galletto barbaramente “impiccato” ad un palo accanto ad un cartello contenente minacce volgari indirizzate a chi avesse ancora osato recarsi nel parco a portare cibo agli animali».
La sola colpa delle bestiole «era di andare a raspare nei giardini delle abitazioni confinanti con il Parco, deporre qualche uovo in giro e sporcare con escrementi. Sovente uscivano anche sulla strada che passa davanti al Parco per andare a beccare un po’ di granaglie che qualche vicino più sensibile e tollerante dava loro».
Queste piccole “escursioni” «avevano un chè di caratteristico e colorito: era anche il segno di quanto si fidassero degli “umani” (non li conoscevano ancore bene…). Dopo innumerevoli lamentele ( sempre dei soliti confinanti poco amanti degli animali) era previsto un intervento mirato del Comune con l’aiuto delle guardie forestali per una cattura incruenta e selettiva ed era previsto l’affido degli esemplari catturati a persone che si fossero offerte di adottarle».
Tutto questo discorso «ora è in forse e non si sa quali saranno i futuri sviluppi della situazione. Personalmente mi auguro che prevalga il buon senso ed un po’ di rispetto in più per la natura che ci circonda per una risoluzione che salvi come si suol dire “capra e cavoli”. Mi auguro anche che questi episodi sgradevoli non si ripetano e che la sopravvivenza di questa piccola ma importante oasi naturalistica non sia definitivamente compromessa (li svernano anche animali di passaggio e vengono a cercare riparo e cibo quelli che nella bella stagione stanno in campagna)».
La lettera si conclude ricordando che «il Parco è da anni oggetto di attenzione e visite di tanti, balzolesi e non, ma soprattutto dei bambini per i quali costituisce una meta nonché un percorso educativo. Ringrazio per l’attenzione dedicatami, spero di aver stimolato un po’ la coscienza di tutti, per non essere sempre solamente spettatori indifferenti davanti alle brutture a cui assistiamo».