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In Corte d'Assise a Novara

Riprende il processo Eternit-bis: Pondrano sarà il primo teste

Esaurite le questioni preliminari, inizia la fase dibattimentale

Manca poco alla ripresa del processo Eternit-bis in Corte d’Assise a Novara: lunedì 13, infatti, le porte dell’aula magna dell’ex caserma Perrone, che ospita la celebrazione del processo, si riapriranno dopo la pausa estiva per l’avvio dell’istruttoria dibattimentale.

Nelle quattro udienze celebrate tra giugno e luglio, infatti, la Corte presieduta dal dottor Gianfranco Pezone, con Manuela Massino giudice a latere più i giudici popolari, ha esaminato le questioni preliminari del procedimento penale che vede imputato Stephan Schmidheiny, 73 anni, ultimo patron della Eternit, con la pesante accusa di omicidio volontario con dolo eventuale di 392 persone. Riassumendo brevemente le quattro udienze scorse, l’Assise novarese ha dovuto esaminare sei eccezioni presentate dai difensori del magnate svizzero - gli avvocati Astolfo Di Amato e Guido Carlo Alleva -, e sulle quali la Procura, con i pubblici ministeri Gianfranco Colace di Torino e Mariagiovanna Compare di Vercelli, aveva espresso parere negativo, rigettandone, nella sostanza, cinque. Tra le più rilevanti, l’annosa questione del “ne bis in idem” e quella relativa alla presunta nullità del processo a causa di una cattiva e lacunosa traduzione in tedesco del capo d’imputazione tale da rendere impossibile, per un cittadino di lingua tedesca, la comprensione dell’accusa mossa: per la Corte, infatti, a tale “mancanza” possono, come hanno effettivamente fatto, supplire gli avvocati difensori che sono in grado di farsi carico di chiarire gli aspetti più tecnici. 

Più articolata, invece, secondo la Corte, la questione relativa all’eccezione di fatto ritenuta fondata e legittima, ovvero quella relativa alla preclusione dell’analisi dei preparati istologici. Gli avvocati Di Amato e Alleva avevano esposto alla Corte quella che, secondo loro, era stata una grave violazione del diritto di difesa: l’impossibilità, per la difesa, di analizzare i vetrini sui quali aveva lavorato il consulente della Procura. I due pm Colace e Compare, in udienza, avevano, invece, sostenuto che il consulente della difesa, l’anatomopatologo prof. Roncalli dell’Università di Pavia, avrebbe voluto asportare i preparati anatomopatologici, che costituiscono tecnicamente il corpo del reato, per l’analisi: «No - era stata la replica dei difensori - Abbiamo solamente chiesto le modalità per condurre le analisi». Analisi che ora, dunque, potranno essere effettuate al fine di valutare se le morti per le quali Schmidheiny è accusato siano state, effettivamente, tutte per mesotelioma pleurico e non, magari, per alte patologie tumorali con le quali il mesotelioma potrebbe confondersi.

L’udienza di lunedì prevede l’inizio dell’escussione dei primi testimoni della Procura. Ad inaugurare la fase dibattimentale sarà Nicola Pondrano. Gli altri tre testi previsti per la prima udienza saranno Giovanna Patrucco, l’architetto e dirigente del Comune di Casale Piercarla Coggiola e Albino Defilippi di Arpa. Qualora fosse assente qualcuno dei testi la Corte potrebbe chiamare il primo teste dell’udienza successiva. Il processo, infatti, si riaggiornerà venerdì 17 con altri quattro testimoni: Giuliana Busto, presidente di Afeva, che potrebbe essere anche anticipata a lunedì, Bruno Pesce, il sindaco di Casale Federico Riboldi e il governatore del Piemonte Alberto Cirio.


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Gianni Sacchi

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