Articolo »

  • 18 luglio 2012
  • Cella Monte

Giuseppino Coppo ha garantito personalmente per la fidejussione: il Casale può iscriversi alla Lega Pro

Un “galantuomo d’altri tempi”, così l’ha definito l’assessore Riboldi. Un’etichetta che, per quanto assolutamente comprensibile e gradita, a ben pensarci assegna una connotazione negativa al mondo che stiamo vivendo. Lo sport è specchio abbastanza fedele della società e dell’economia, perciò sarebbe opportuno che uomini come Giuseppino Coppo tornassero a essere la norma e l’esempio dei tempi moderni, se l’obiettivo è quello di risollevarsi dalla crisi. Oltretutto, valutazione personale che crediamo plausibile, le capacità economiche unite alla passione di imprenditori come Coppo, dovrebbero essere sufficienti a gestire in prima persona un club calcistico di Quarta Serie, senza costringere a delegare o a compiere passi più lunghi della gamba per non incorrere nelle ire della piazza. Per tutti questi motivi e per la riconoscenza che nutriamo nei suoi confronti, speriamo vivamente che le scelte per il futuro del Casale siano state attentamente ponderate. Presidente Coppo, le statistiche parlano di divorzi in forte crescita in Italia. Non ci dica che dopo tanti anni sta provando anche lei a farsi lasciare dalla moglie! «Guardi, in questi giorni tutti affermano che bisogna applaudire Coppo, ma io sostengo che sia proprio mia moglie Silvana a dover essere ringraziata per la pazienza. Negli elogi non vanno dimenticati la famiglia Foppiani e le Amministrazioni comunale e provinciale». A questo punto, per riuscire nell’impresa di tornare “single”, dovrà regalare al Casale un centravanti da venti gol… «Non accadrà, perché non ho intenzione di gestire il club in prima persona e nemmeno di sedere in Consiglio d’Amministrazione. In settimana arriverà il notaio Roberto Goveani e toccherà a lui rilevare le quote societarie e prendere in mano la situazione, secondo accordi stipulati con Zanon. Io resterò sempre a fianco del Casale dall’esterno, perché sono innamorato dei colori nerostellati». Non c’è dubbio, ma ci racconti in quale esatto momento ha preso corpo la decisione di garantire personalmente la fidejussione… «L’ho deciso venerdì mattina mentre ero a Terni per lavoro. La sera prima avevo partecipato alla lunga e infruttuosa riunione a Malpensa, uscendone con molto rammarico per la piega che stavano prendendo le cose. Le rispettive posizioni di Zanon e Goveani erano comprensibili, ma ad andarci di mezzo, dopo tanti sforzi da parte di tutti, era il Casale e non ho voluto che accadesse. Sono rimasto al telefono per tutta la mattina ed ero ancora in Umbria quando ho dato l’ok definitivo alla Banca del Piemonte». Questa vicenda mette in chiaro una volta di più quanto fu ingeneroso contestarla in passato, non crede? «Guardi, la mia più grande soddisfazione è che la stragrande maggioranza delle persone è sempre stata con me e mi ha sostenuto. Gli attestati di stima non sono mai mancati. Poi è chiaro che una minoranza rumorosa può avere il suo impatto, ma sono episodi che purtroppo succedono ovunque». Come spiega la scelta di affidarsi a Goveani che pareva essersi defilato? «Non si era defilato, ma c’era una trattativa in corso ormai da più di un mese con reciproche esigenze che nemmeno il lungo incontro di giovedì notte era riuscito a mettere in sintonia. Ho valutato servisse una mediazione casalese concreta e l’indomani mi sono mosso. Goveani è ben introdotto nel mondo del calcio e può fare bene. So che ha già le idee chiare sui primi passi da compiere e credo che a breve svelerà ufficialmente le sue intenzioni».

Profili monferrini

Questa settimana su "Il Monferrato"

Re Tartufo

Re Tartufo
Cerca nell’archivio dei profili dal 1871!