Al Municipale "Il Mercante di Venezia" con Moni Ovadia e Shel Shapiro
di p.z.
Venerdì 3 e sabato 4 dicembre alle ore 21 va in scena al Teatro Municipale "Shylock - Il mercante di Venezia in prova", primo appuntamento del segmento Grande Prosa. Lo spettacolo rivisita la celebre opera shakespeariana attraverso le prove di una compagnia che deve rappresentare la vicenda di Shylock l’Ebreo in forma di teatro musicale. In scena, accanto a Moni Ovadia, ci sarà anche Shel Shapiro nel ruolo dell’usuraio e malvagio ebreo. Pioniere della musica rock in Europa e uno dei padri della canzone italiana a partire dagli anni Sessanta, il mitico leader del gruppo The Rokes, ha proseguito la sua carriera come autore arrangiatore e produttore per approdare negli ultimi anni sulle scene teatrali con il recital Sarà una bella società, su testi di Edmondo Berselli.
In una sorta di hangar, che potrebbe essere un mattatoio o un teatro, un regista attende di incontrare un misterioso uomo di affari che l’ha ingaggiato per proporgli di mettere in scena un testo che ha lungamente e vanamente inseguito, Il Mercante di Venezia, di Shakespeare. Dopo aver scambiato poche battute con alcuni giornalisti, curiosi di conoscere le ragioni per cui ha accettato un simile ingaggio da un personaggio chiacchieratissimo (ci sono molti sospetti sulle origini criminose delle sue fortune finanziarie), il regista inizia a dialogare con il suo “mercante” e, via via che i due discorrono, si dipana la storia dell’ebreo Shylock, un ricco usuraio che nella Venezia cinquecentesca fa affari prestando denaro, disprezzato dai cristiani, da lui odiati a sua volta; in particolare Antonio, che lo insulta e lo umilia accordando prestiti gratuitamente. Sarà però proprio Antonio, per aiutare l’amico Bassanio, a cui servono soldi per corteggiare la ricca ereditiera Porzia, che dovrà chiedere un prestito a Shylock, il quale glielo accorderà chiedendo in cambio, in caso di mancato pagamento, una libbra della carne di Antonio.
In un moderno gioco meta-teatrale delle parti, il Regista, che vorrebbe cambiare il finale del testo shakespeariano restituendo a Shylock la libbra di carne che gli è stata negata 500 anni fa, e l’Impresario, che vorrebbe ottenere la sua personale libbra appropriandosi del cuore di un artista, si confrontano e si fronteggiano, vestendo ciascuno, alternativamente, ora i panni di Shylock ora quelli di Antonio.
In scena, oltre a Ovadia e a Shapiro, ci sono anche Ruggero Cara, Lee Colbert, Roman Siwulak, Maxim Shamkov, Federica Vincenti e la Moni Ovadia Stage Orchestra, che alterna la malinconia della musica ebraica a canzoni dei Queen e dei Pink Floyd.