A Odalengo Grande l’ultima visita pastorale nei paesi valcerrinesi
di Chiara Cane
Con una cartina topografica alla mano, il sindaco Fabio Olivero ha raccontato il suo paese al Vescovo di Casale Monferrato, Mons. Alceste Catella, in occasione dell’ultima visita pastorale sul territorio della Valcerrina svoltasi lo scorso fine settimana.
Partendo dalla conformazione del territorio e dalla dislocazione dei nuclei abitati, fino alla collocazione delle poche attività economiche, Olivero ha così relazionato sulle condizioni economiche e sociali della piccola municipalità, soddisfacendo alle curiosità del prelato.
La comunità, intesa come forma di aggregazione e centro della vita sociale, è stato l’argomento e l’invito principale sollecitato da Catella, in occasione dell’omelia durante le funzioni religiose di Vallestura e del capoluogo, concelebrate con il parroco don Gioachino Bacino.
Il Vescovo si è poi mischiato tra i parrocchiani stringendo la mano e dialogando con ognuno di loro, accompagnato dall’immancabile sorriso ed innata cortesia che contraddistinguono la sua persona.
Tra gli anziani del paese che sono stati visitati poi, l’ultracentenario “Vigin”, nonno del primo cittadino odalenghese, già sacrestano in parrocchia fino a quando la vecchiaia si è fatta più importante.
A fare gli onori di casa, accanto al sindaco Olivero, c’era i componenti del Consiglio comunale che hanno inteso esprimergli calorosa accoglienza, nel segno della semplicità e sobrietà, specchio della storia queste terre contadine che, ancora oggi, tradiscono un passato di povertà e talvolta miseria, ma sempre fedeli alla vita religiosa ed alla cura degli edifici di culto presenti (ben 15 chiese oltre a diverse pievi e cappelle votive, alcune di pregio e valore architettonico nonché artistico, tutte ben conservate).
«Una povertà da cui trarre insegnamento - ha sottolineato il sindaco - poiché capace di generare sentimenti positivi di solidarietà ed amore verso il prossimo. Guardando al nostro passato e ricordando le fatiche e le difficoltà dei nostri padri e dei padri dei nostri padri, potremo meglio comprendere il disagio che, società e crisi odierne, costringono a sempre più famiglie. Sono orgoglioso di rappresentare questa comunità - ha proseguito Olivero - perché so che non ha scordato le sue umili origini e perché oggi non è costretta a mostrarsi ed a cercare di apparire diversa da quello che è; al contrario, si rivela fiera della sua natura ed identità».
In conclusione il sindaco ha ringraziato il Vescovo Catella per l’apprezzato lavoro svolto dalla pastorale sociale e dalla Diocesi, richiamando il progetto «Un’agenda di speranza per il Monferrato», e ha sottolineato l’importanza di avere guide sicure in momenti di povertà morale, economica e di idee, «perché - ha sospirato - ne abbiamo davvero tanto bisogno».