«Urla, schiamazzi, deiezioni e vomitate: in centro non dormiamo più!»
di p.l.r.
Urla, schiamazzi, deiezioni, lancio di bottigliette contro le porte, vomitate in strada. E’ la denuncia fatta dai residenti di un’area del centro urbano che comprende via Duomo, via Volpi e via Paleologi che, a causa di questa situazione, stanno pensando di inoltrare una segnalazione ufficiale al Palazzo di Giustizia corredata da una raccolta firme.
La protesta è spalleggiata dal Comitato del Centro Storico che si sta prendendo a cuore la problematica.
Bersaglio della protesta è il bar L’Angolo di Brontolo di via Volpi, aperto nel mese di giugno: «Per noi - dicono i residenti - vivere qui è diventato un inferno: il venerdì e il sabato non riusciamo più a dormire con musica assordante a tutto volume, ragazzi in strada in preda ai fumi dell’alcol. Mancano dei controlli rigorosi e non ci sentiamo tutelati dai nostri amministratori».
Aggiungono alcuni: «Viviamo male, è mai possibile sopportare tutto questo bailamme e questa situazione la vivono altri residenti del centro con locali rumorosi sotto casa. Le case si svalutano perché nessuno vuole trasferirsi dove i decibel sono elevati. Una ragazza di passaggio in compagnia del fidanzato è stata anche oggetto di pesanti apprezzamenti. I bar hanno diritto di lavorare ma a certe condizioni, rispettando la gente, ma è sacrosanto anche rispettare chi dorme. Occorrono buon senso ed equilibrio».
E proprio dal buon senso parte la replica dei titolari del L’Angolo di Brontolo.
«Ciò che serve è trovare una soluzione ma - sottolineano - chi ci fa la guerra non è mai venuto qui a dialogare con i ragazzi. Venerdì e sabato chiudiamo alle due ma la legge regionale non ci vieterebbe di tenere aperto 24 ore. Quando i ragazzi sono in strada, dopo la chiusura del locale, non siamo tenuti a controllarli. Diciamo loro di non urlare, tant’è che abbiamo affisso nel locale un cartello».
Il cartello, rivolto ai clienti, dice: «Alcune persone che abitano in via Volpi e dintorni oltre a chiamare la Polizia hanno deciso di raccogliere firme per farci chiudere il venerdì e il sabato a mezzanotte perchè dicono di essere molto disturbati dal ‘casino’. Vi preghiamo di aiutarci a non far sì che queste persone rovinino le nostre serate e vi chiediamo scusa per la poca tolleranza».
«La verità - aggiungono al bar - è un’altra: i ragazzi, a Casale Monferrato, non hanno luoghi dove potersi incontrare; hanno diritto di divertirsi, non può il centro cittadino ridursi al coprifuoco, sotto una campana di vetro. Non sono delle bestie, non vanno criminalizzati, serve tolleranza, in fondo si tratta di solo due serate alla settimana. Il degrado? C’è anche nelle altre vie, bottigliette infrante, sudiciume si rinvengono anche altrove. Sono a conoscenza della raccolta firme ma questo è umiliante per chi, come me, ha fatto sacrifici per acquistare il bar. Se vogliono la guerra, controreplicheremo, non vogliamo le minacce...».