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L'intervista...
Anche gli States bloccano gli spettacoli: la testimonianza del ballerino Jacopo Calvo
Dall'Italia a New York e Miami, abbiamo raggiunto il giovane monferrino Jacopo Calvo, 22enne, murisenghese d'origine e ballerino Oltreoceano
Dalla Cina all'Europa fino agli States, la pandemia, in poche settimane, ha fatto il giro del mondo. Ciò che, per qualcuno, pareva essere poco più di un'influenza, ha messo in ginocchio intere Nazioni e Continenti. Il nemico invisibile che risponde al nome di Coronavirus continua a mietere vittime; in prevalenza sono anziani e persone con quadri clinici complessi, ma non mancano casi di adulti e giovani. E' di ieri la notizia di una 21enne inglese e senza patologie, che non è sopravvissuta al Covid19. La situazione, in tutto il mondo, è preoccupante se non drammatica.
Dall'Italia a New York e Miami, abbiamo raggiunto il giovane monferrino Jacopo Calvo, 22enne, murisenghese d'origine e ballerino Oltreoceano. Dopo il Liceo, Jacopo aveva scelto la danza. "Il suo sogno aveva preso forma e vigore sotto i riflettori dei pachi internazionali, mosso da passi in punta dei piedi, coreografie e originali espressioni artistiche". Dopo tre anni di studio alla prestigiosa Ailey School di Manhattan a New York, in una delle città più importanti, a livello mondiale, per quanto riguarda la danza e lo spettacolo, dalla sua casa di Manhattan ha iniziato a seguire audizioni e progetti nella città della Grande Mela per far decollare la sua carriera artistica.
Nelle ultime settimane, Jacopo stava preparando alcuni spettacoli che sarebbero dovuti andare in scena a breve. "Nel giro di pochi giorni, sono stati chiusi teatri, cinema, ristoranti e bar anche qui" ci scrive su whatsapp; "a luglio mi scadrà il visto: era proprio in questo periodo che avrei dovuto iniziare a lavorare sul mio portfolio per iniziare la pratica, per altro molto lunga". Invece? "Invece, mi sono trasferito a Miami da amici, dove la situazione è un po' migliore". Come trascorri queste giornate di restrizioni? "Mi mantengo in allenamento con workout e lezioni vere e proprie di danza, poi leggo o guardo la tv".
Com'è la situazione tra i giovani? "Stanno iniziando ora, così come tutti, a prendere più seriamente la questione e, questo, mi tranquillizza. Fino a una/due settimane fa, l'epidemia era sottovalutata. Penso che sia pazzesco come questo virus, in poco tempo, abbia cambiato completamente il mondo intero, le nostre vite, i nostri impegni e le nostre relazioni". Cosa ti spaventa? "Il fatto che la maggior parte delle persone abbia perso il lavoro, mentre bollette e affitti da pagare continuano ad arrivare".
Anche da lontano, per Jacopo il Monferrato e la famiglia continuano ad essere uno dei pensieri più belli. "Pensando al Monferrato, penso al paesaggio, alle colline, al cibo e al vino, quello del papà, in particolare". Il suo futuro, probabilmente, sarà in Europa ma, per il momento, gli States offrono molto di più. "Penso che per seguire un percorso analogo al mio, in Italia, manchino sia scuole e accademie di livello, con percorsi formativo ben specifici incentrati sulla danza, ma non solo. Soprattutto, credo manchino i fondi per finanziare le compagnie: è quindi molto difficile, per i ballerini, costruirsi una carriera e avere un lavoro in Italia, basandosi soltanto sulla danza".
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