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Interviene Riccardo Molinari

Sul Deposito nazionale scorie «nessuna imposizione dall’alto, massimo coinvolgimento delle comunità locali»

Primo firmatario della mozione sull’individuazione del sito

Riccardo Molinari, presidente del Gruppo Lega alla Camera dei Deputati

«La Mozione Unica sull’individuazione del sito per il Deposito nazionale scorie radioattive, che come Lega abbiamo formulato e contribuito a far approvare alla Camera dei Deputati, rappresenta un significativo passo in avanti in materia, in termini di vincoli e di trasparenza. Per porre rimedio agli errori di metodo del precedente Governo Conte, che aveva desecretato in maniera maldestra documenti riservati, creando caos, paura e legittima preoccupazione sui territori, è oggi assolutamente necessario che il Parlamento dia un indirizzo chiaro su come applicare la normativa che ha dato adito a ingiustizie sui territori».

Lo spiega Riccardo Molinari, Presidente del Gruppo Lega alla Camera dei Deputati, che commenta la Mozione Unica di cui è primo firmatario, «approvata a larghissima maggioranza martedì a Montecitorio, in cui si stabilisce tra l’altro che la localizzazione definitiva del sito avverrà mediante una procedura di dibattito pubblico che, per legge, è basata su un processo di coinvolgimento dei territori con l’obiettivo di arrivare ad una soluzione condivisa con le comunità locali attraverso un processo incentrato sui principi dell'informazione, della trasparenza e del coinvolgimento».

«In ogni caso – sottolinea Molinari – come da nostra proposta dovranno essere escluse le aree nei siti definiti dall'Unesco Patrimonio dell'umanità, ma anche le aree agricole di pregio e quelle su cui già grava una notevole pressione sul fronte dell’inquinamento ambientale. Rispetto alle 67 aree indicate nella Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi), che ben 8 siano in Piemonte, e addirittura 6 in provincia di Alessandria, è un elemento assolutamente anomalo, che rende necessario un approfondito percorso di analisi, per valutare l’impatto sul territorio in termini di salute e sicurezza, ma anche rispetto alle attività economiche esistenti. Anche l’opzione Bosco Marengo, a pochi chilometri in linea d’aria dallo stabilimento Solvay di Spinetta Marengo, appare quanto meno discutibile. Complessivamente, ritengo che le aree alessandrine e piemontesi individuate siano assolutamente inidonee,  e come Lega auspichiamo una riflessione pubblica  e trasparente, con ampio coinvolgimento delle comunità locali.  Non dimentichiamo infatti che nel Deposito saranno definitivamente smaltiti i rifiuti a molto bassa e bassa attività, ossia quelli che nell'arco di 300 anni raggiungeranno un livello di radioattività tale da non rappresentare più un rischio per l'uomo e per l'ambiente. Ma saranno stoccati temporaneamente anche i rifiuti a media e alta attività, ossia quelli che perdono la radioattività in migliaia di anni e che, per essere sistemati definitivamente, richiedono la disponibilità di un deposito geologico».

«L’approvazione a larghissima maggioranza della nostra proposta – conclude il Capogruppo alla Camera della Lega – è un risultato importante, e tutt’altro che scontato. Si tratta del frutto di oltre un mese di confronto dialettico con le altre forze politiche di maggioranza, che oggi naturalmente ringrazio per la collaborazione, e per aver compreso lo spirito di tutela dei territori e delle comunità che sta alla base della Mozione. Con l’impegno votato dalla Camera abbiamo fatto un grande passo in avanti per tutelare la provincia di Alessandria».


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