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Concerti L’ensemble Boccherini a Pozzengo per la rassegna “Armonie in Valcerrina”
Trio d’archi a S. Bonomio
Eseguite composizioni di Boccherini, Francaix e Mozart
Una stradina parallela a quella più importante che da Gaminella porta a Gabiano, sale verso Pozzengo, piccolo borgo collinare in cima al quale si trova la settecentesca chiesa di San Bonomio dove ogni anno si svolge uno dei concerti di Armonie in Valcerrina.
È così che il festival musicale valcerrinese tra gli altri meriti ha quello di contribuire a rivelare al pubblico, luoghi da non dimenticare dove trovare anche piccoli gioielli architettonici.
La parrocchiale di Pozzengo è uno di questi a cui la giornata di sabato scorso, in cui l’autunno con le prime piogge non ha tolto fascino e non ha scoraggiato i fedeli frequentatori giunti anche da lontano per cogliere l’opportunità di ascoltare il pregevole Trio Boccherini e l’accattivante programma musicale.
L’ensemble, composto da Suyeon Kang (violino), Vicki Powell (viola) e Paolo Bonomini (violoncello) ha iniziato con un omaggio a Boccherini, musicista da cui prende il nome il Trio, del quale è stato eseguito il Trio per archi op. n.14 n.2 nei movimenti Allegro, Adagio assai, Minuetto.
Dopo una fase iniziale caratterizzata dal dialogo fra gli archi, segue l’adagio, ispirato e riflessivo. La breve e serena composizione si conclude con un invito alla danza a tempo di minuetto.
Con Jean Francaix, musicista francese del secolo scorso, la musica classica compie un lungo passo in avanti: andando aldilà degli schemi il suo motto era “Creo musica per divertire”. In effetti, a parte l’Andante del terzo tempo, evocativo e onirico che sfuma nel pianissimo ottimamente interpretato dal primo violino, il Trio dall’Allegretto iniziale allo Scherzo, e specialmente nel Rondò Vivo conclusivo è costellato da pizzicati, ritmi elevati ed un uso quasi scanzonato del violoncello, tanto da far pensare alla musica cabarettistica.
Con il Divertimento KV 563 di Mozart si è ritornati alla grande musica del settecento. Nella sterminata produzione del grande compositore di Salisburgo, esiste un solo brano per Trio d’archi, scritto a 32 anni, dedicato a un suo creditore e forse per questo particolarmente aggraziato. In effetti questo “Divertimento” è considerato un autentico capolavoro, specie per la varietà dei temi e delle melodie espresse in sei movimenti, dei quali due in tempo di minuetto e due di allegro che ne fanno un insieme innovativo e molto piacevole all’ascolto. Inoltre, i tre strumenti sono posti in condizione di esprimersi in eguale misura consentendo l’apprezzamento delle singole capacità, apparse di buon livello. Suyoen Kang, violino, ha conferito al Trio quell’impronta già riscontrata nei musicisti dell’estremo oriente: assoluta fedeltà allo spartito studiato con grande cura, interpretazioni delicate, senza sbavature e prive di eccessi. Un’interpretazione che il pubblico di Pozzengo ha apprezzato, applaudendo l’ensemble nel suo insieme che ha concesso un originale bis conclusivo.
Il prossimo concerto
Il prossimo concerto, programmato per sabato 10 novembre alle 16 nella chiesa di San Salvatore di Ozzano, vedrà ancora la partecipazione di due musicisti orientali, Clara Jumi Kang violino e Sunwood Kim entrambi coreani che eseguiranno musiche di Schumann, Brahms, Beethoven, Respighi.
Al termine del concerto i coraggiosi partecipanti che hanno sfidato il clima avverso, sono stati premiati dal gradevole concerto e dal rinfresco squisitamente offerto dal circolo di Pozzengo, con le specialità locali ed il buon vino nostrano.
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