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Dopo quasi otto mesi di chiusura

La chiesa di Sant’Antonio passa alla Diocesi di Casale

Il passaggio di proprietà sarà perfezionato nei prossimi mesi

La chiesa di Sant’Antonio diventa di proprietà della Diocesi. La notizia è ufficiale, benché il passaggio di proprietà sarà perfezionato nei prossimi mesi: dopo quasi otto mesi di chiusura al seguito del commiato dei frati francescani da Casale, per l’amata chiesa del convento di via Leardi si riapre un futuro.

«Obbedisco, ma non capisco»: con queste parole padre Angelo Manzini, a novembre, ci aveva confermato la chiusura decisa dalla Provincia Sant’Antonio dei Frati Minori Francescani del Nord Italia. Da quel momento, la Diocesi casalese si era attivata per provare a garantire a Casale una presenza francescana: «A volte i disegni di Dio sono imperscrutabili, facciamo fatica a capirne il senso, facciamo i nostri ragionamenti umani. Tutti i tentativi li ho fatti - aveva detto il vescovo Gianni Sacchi, a dicembre, comunicando il fallimento delle richieste - mi sono rivolto a mezza Europa, ma purtroppo viviamo in un tempo difficile: le vocazioni si sono ridotte in modo drammatico. Dobbiamo capire cosa vuole il Signore da noi, tutto mettiamo nelle sue mani».

Mons. Sacchi, nel congedare padre Manzini, aveva citato anche Manzoni («Dio non turba mai la gioia de’ suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande»): parole che, ad oggi, risultano particolarmente significative.

Al contempo, era partita anche una raccolta firme da parte dei fedeli e, sempre da alcuni fedeli, era giunta la proposta di accettare l’invio di alcuni sacerdoti dal Benin da alloggiare in Sant’Antonio. Tale proposta, però, era stata smentita dal vescovo stesso: «Io non li ho chiesti e non è d’accordo nemmeno il padre provinciale, per cui ritengo di no - avveva detto mons. Sacchi a gennaio - Si fosse trattato di mantenere una presenza francescana sarebbe stato diverso, ma non possiamo nemmeno andre oltre a livello di presenza di sacerdoti africani in Diocesi».

Gratitudine ai frati

Venerdì sera, a margine della presentazione libraria di mons. Luciano Pacomio (vedi resoconto pubblicato qui a lato), serata che segnava la prima riapertura di Sant’Antonio dopo quell’ultima messa dell’8 dicembre scorso, il vicario generale mons. Giampio Devasini ha dato il solenne annuncio: «Nei prossimi mesi verrà perfezionato l’atto che sancisce il passaggio dalla Provincia “S. Antonio” dei Frati Minori alla Diocesi di Casale Monferrato di questa chiesa ricca di storia e di opere d’arte, del monumentale coro, della grandiosa sacrestia, dell’ampio salone al primo piano e di un monolocale».

Per quanto riguarda, invece, gli spazi del convento di via Leardi, il vicario generale ha annunciato che passeranno all’Anffas «che così potrà vedere soddisfatte le sue ormai improrogabili esigenze di ampliamento». «All’Ordine dei Frati Minori - ha aggiunto mons. Devasini concludendo - va il grazie dell’intera comunità diocesana non solo per il dono ricevuto, ma anche, e direi innanzitutto, per una presenza plurisecolare che ha profondamente segnato il vissuto della chiesa casalese».

Eventi culturali e messe

Cosa attenderà, ora, alla chiesa di via Leardi? Sarà retta da un rettore, che sarà lo stesso vicario generale della Diocesi, e di certo «verrà aperta in occasione di eventi culturali e comunque per la celebrazione della festa di san Francesco d’Assisi, di sant’Antonio abate, di sant’Antonio di Padova e poi chissà…». 


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Renato Luparia

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